Gp Bahrain 2012: Anonymous attacca e invita al boicottaggio del Gran Premio

da , il

    620x245xl43 anonymous bahrein formula 120420175212_big.jpg.pagespeed.ic.9CcldOVt15

    Ancora problemi per il Gp del Bahrain: il gruppo hacktivista Anonymous ha appena oscurato i siti www.f1.com e F1-racers.net, protestando contro la repressione dei diritti civili del paese, ed invita tutti a boicottare il Gran Premio.

    Anonymous scrive sui siti hackerati: “Per oltre un anno il popolo del Bahrain ha combattuto l’oppressione del regime del re Hamad bin Al Khalifa. Ci sono stati omicidi in strada, percosse, torture, gas lanciato nelle abitazioni, rapimenti e distruzioni ad opera della polizia. Il regime resiste a ogni riforma e continua a brutalizzare la popolazione, la situazione è tragica e peggiora ogni giorno. Per questo il GP del Bahrain andrebbe boicottato, perché garantisce profitti importanti al regime, che ha promesso di sparare sugli oppositori: hanno già iniziato punizioni di massa e continueranno”.

    C’è poi un appello alla liberazione dell’operatore umanitario Abdulhadi Alkhawaja, da 70 giorni in sciopero della fame. “Non ha commesso alcun crimine ed è punito dal regime solo per aver invocato il rispetto dei diritti umani per la popolazione. Liberate lui e gli altri prigionieri e fermate l’uso di gas lacrimogeni sul popolo”, conclude Anonymous.

    GP Bahrain 2012: ma stiamo scherzando?

    Se non ci fossero temi di vitale importanza in ballo, potremmo parlare di farsa. Gli organizzatori del Gran Premio del Bahrain fanno spallucce. Il principe Salman bin Hamad bin Isa Al Khalifa nega l’evidenza:“Penso che cancellare la gara non farebbe altro che rafforzare gli estremisti. La gara ci permette di celebrare la nostra nazione con un’idea positiva. Anzi, credo che l’evento abbia impedito agli estremisti di continuare con i loro intenti” Nel frattempo il team Force India si becca una bomba molotov e decide di non prendere parte – per paura – alla seconda sessione di prove libere! Non so se mi spiego. Farsa, dicevo, perché poi esce un comunicato ufficiale della scuderia dove si legge che “abbiamo finito il nostro programma di lavoro già nella prima sessione di prove per cui non c’era bisogno di partecipare alla seconda”. Ma quando mai si è vista una decisione del genere?

    “Eventuali problemi non sono collegati alla Formula 1 ma dipendono solo da coloro che sono là fuori per creare del caos. L’attacco di cui sono stati vittima i meccanici della Force India era infatti diretto alla polizia”, ha aggiunto Al Khalifa. Ma come “attacchi contro la polizia”? Non si diceva che era tutto tranquillo? Certo, il regime e la censura dicono questo. Regime e censura ai quali devono sottostare anche piloti e scuderie. Bernie Ecclestone ben sintetizza la situazione sparando finalmente un lampo di onestà:“Non posso cancellare questa gara. La situazione che c’è qui non ha nulla a che fare con noi e con la gara. Abbiamo un accordo per essere qui e siamo qui. Solo le autorità sportive locali possono chiedere alla FIA di cancellare la gara” Quindi: nel rispetto dei contratti, i vari Alonso, Vettel, Hamilton, Schumacher, Button e Rosberg correranno. Penseranno a fare spettacolo e dovranno cucirsi la bocca. Perché, per il regime, tutto è normale. Intanto il sito ufficiale della Formula 1 è sotto controllo degli hackers. E siamo solo al venerdì!