GP Bahrain F1 2012: i team non vogliono correre

Formula 1: i team non vogliono correre il Gran Premio del Bahrain per timore delle proteste civili

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    bahrain gp - team f1 contrari

    Manca poco più di una settimana al Gran Premio del Bahrain di Formula 1 2012. Appena si concluderà il del Gran Premio della Cina in programma domenica prossima, i team faranno i loro ingombranti e costosi bagagli per dirigersi verso il circuito di Sakhir negli Emirati Arabi. Questo secondo i piani. Tutto potrebbe saltare all’ultimo momento per via delle proteste della popolazione del Bahrain di cui abbiamo già parlato nelle settimane scorse. Ad oggi, nulla ancora è cambiato. C’è da una parte Bernie Ecclestone che ha dei contratti da far rispettare e dichiara di non vedere il problema. Ci sono i team di F1, dall’altra, che cominciano ad avanzare perplessità ed a prepararsi un’alternativa. Incredibile ma vero: a pochissimi giorni dall’evento tutto è ancora in bilico. Per lo stesso motivo, anche nel 2011 il Gran Premio del Bahrain saltò ma quella volta la decisione fu presa con molto preavviso e pochissimi dubbi.

    Team F1 pronti a non correre in Bahrain

    La notizia è che i team sono pronti a non andare in Bahrain. Per loro sono stati preparati due biglietti di ritorno dalla Cina: uno in direzione Emirati Arabi ed un altro in direzione Europa. La decisione finale sarà presa nel corso del weekend di Shanghai. “Non sono davvero a mio agio ad andare in Bahrain - ha riportato il Times citando un team principal che ha preferito restare anonimo – Stiamo tutti sperando che la FIA cancelli l’evento o che lo sposti a fine anno. Sono stati fatti progressi a livello politico ma il Bahrain non sembra ancora pronto per ospitare una gara”.

    FIA: “Situazione sotto controllo”

    Jean Todt sarà in Cina questo weekend per discutere con i team il da farsi. L’ultimo comunicato ufficiale della Federazione Internazionale dell’Automobile dice:“Stiamo monitorando la situazione. Siamo in costante con le massime autorità locali e internazionali che ci hanno ripetutamente assicurato che la situazione è sotto controllo”. Secondo alcune fonti , però, l’ex pilota Damon Hill - in qualità di osservatore – avrebbe ammesso di di appoggiare un eventuale decisione di non presentarsi sul circuito di Sakhir. Salman bin Isa Al Khalifa, responsabile dell’evento, ha dichiarato:“Vedo paura, ma invito ad ascoltare solo chi ha informazioni affidabili. Ci sono molte persone che descrivono il Paese tranquillo”.

    Bernie Ecclestone: “Se i team non vogliono, non andremo”

    Bernie Ecclestone la vede così:“Se le autorità del Bahrain ci dicono che possiamo andare, siamo obbligati a farlo perché abbiamo dei contratto da rispettare”. Poco o nulla si preoccupa il boss del Circus di quanto l’atteggiamento del governo arabo sia potenzialmente mosso dalla pura propaganda. Tuttavia le ultime pressioni fatte dai team su di lui hanno smosso qualche granitica certezza:“Se le squadre non vogliono andare, allora non andremo ma la decisione finale spetta alla FIA, agli organizzatori dell’evento o al capo del governo del regno”. Negli ultimi giorni si sono intensificate le proteste con scoppi di bombe di fattura artigianale e morti. Secondo alcuni osservatori, il Gran Premio di Formula 1 potrebbe essere il pretesto per acuire gli scontri, sfruttando il fatto che, per almeno tre giorni, l’interesse di quasi un miliardo di persone nel mondo sarà proprio sul piccolo Stato arabo.