GP Bahrain F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

Tanti protagonisti dopo il Gran Premio del Bahrain 2013

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    Gp del Bahrain 2013   La gara

    Pagelline dal deserto per raccontare in numeri una gara avvincente. Messo da parte il vincitore del Gran Premio del Bahrain, tranquillo per tutti i 57 giri di gara, Sakhir è stata teatro di scontri una volta tanto pacifici, con il coltello tra i denti.

    Hamilton, Webber, Button, Perez, Grosjean, poco importa che l’avversario avesse la stessa macchina (Button-Perez), non si sono lesinati attacchi, duelli ruota a ruota e manovre al limite (sempre il duo McLaren).

    Ecco, se l’inconveniente all’ala mobile non avesse escluso subito la Ferrari di Alonso, saremmo qui a raccontare un gran premio ancor più coinvolgente. Basta leggere i tempi dello spagnolo, la sua rimonta, il deficit di 3-4 decimi dovuto all’assenza del Drs ed ecco il quadretto di quanto ci è mancato nello show bahrenita.

    Vettel, 9. Una cavalcata trionfale senza ostacoli. Insomma, come ai bei vecchi tempi. Lascia l’impronta anche sul giro più veloce in gara, a ribadire un dominio assoluto e, in fondo, semplice da attuare. La defezione di Alonso ci ha privati di una gara più emozionante e avvincente in testa, annunciata già alle prime due curve con sorpasso e controsorpasso tra i veri protagonisti del gran premio. Sintetizzando il ruolo del tedesco: guardiano.

    Raikkonen, 8. Quasi non ti accorgi che ci sia anche lui tra i 22 in Bahrain, poi te lo ritrovi abbonato al podio nemmeno lo portasse lui da casa. Affittata la prima posizione in Cina e Bahrain, tornerà sul gradino più alto, perché la Lotus quelle due soste là certo non le ha fatte per mancanza di ritmo: Grosjean lo conferma. Semplicemente Iceman più E21 danno un risultato sempre costante (e che costanza!). Metronomo.

    Grosjean, 8. Dietro Raikkonen, quindi un voto in meno. Affatto. Il francese, sottotono finora, ha corso una gara da protagonista, attaccando e divertendo quando in lotta con le McLaren. Ha stressato maggiormente le gomme e non si è potuto permettere il lusso delle due soste, anche perché con le sospensioni interconnesse della Lotus quest’anno ha qualche problema in più di guida. È tornato il bel pilota che conoscevamo. Si attende conferma.

    Di Resta, 8. Non è una sorpresa il ritmo gara della Force India, merito di un progetto equilibrato. Dispiace abbia dovuto rinunciare al podio nelle battute conclusive del gran premio, ma Grosjean su tre soste poteva contare su gomme nettamente più fresche. Sutil paga la sfortuna del contatto iniziale altrimenti sarebbe stato là davanti. Benvenuti tra i top team.

    Webber, 5-. Lasciamo stare Vettel che ha letto il giornale in Bahrain, il voto non è legato al confronto interno, anche perché se lo aggiungessimo come elemento di valutazione, andrebbe su 4 senza problemi. Il punto è che quando guidi una Red Bull non puoi trovarti a lottare (e perdere) contro una Mercedes. Corsa a lungo anonima, l’australiano è andato al centro dell’attenzione nell’ultima parte di gara, quando Hamilton lo.ha attaccato a più riprese, nemmeno guidasse la McLaren 2012. Deludente.

    Hamilton, 8. Mentre Rosberg si ostina nelle prime battute di gara a resistere con una Mercedes che magicamente al sabato aveva ritrovato una forma vincente, lui se ne sta tranquillo a gestire le gomme, arrivando a fare una sosta in meno. Con la macchina leggera dà spettacolo nella lotta con Webber. Alla fine la spunta meritatamente e il quinto posto se lo conquista con i denti. Fuoriclasse.

    Rosberg, 5-. Si intestardisce nel voler tenere in zona podio e la Mercedes gli presenta subito il conto con un degrado esagerato. Chiude ai margini della zona punti, punizione per non aver saputo amministrare quando era necessario. Se correrà con in mente solo l’obiettivo di star davanti a Hamilton, senza parlare con la macchina, automaticamente regalerà i galloni di capitano all’inglese, in Bahrain lucido e attento come mai lo avevamo visto prima in carriera. Frettoloso.

    Alonso, 8-. Biblico. Chi la pensa diversamente, ha il prosciutto davanti agli occhi. La sfortuna decide che la F138 deve soffrire e con lei lo spagnolo. Se dopo la sosta anticipata per rimettere in posizione l’ala mobile non si fosse dovuto fermare nuovamente prima di capire che era out definitivamente, con ogni probabilità lo avremmo ritrovato sul podio o appena sotto. Sono contrattempi che non dovrebbero verificarsi, mentre conforta la velocità in gara (nonostante i 3 decimi che l’assenza del Drs comporta; ndr) e il recupero con sorpassi strappati a morsi. La dea bendata restituirà il maltolto.

    Perez, 7. Ha acceso la corsa battagliando con Button. Certo le posizioni non sono nobilk, ma con una McLaren che vale tra il 4 e il 5, di più non può fare. In Bahrain si è consumato il primo atto della guerra per imporsi dentro al team come leader. Button non ha mollato e finché ha potuto ha resistito facendo a sportellate, il decimo posto gli vale solo un 5 di stima. Spettacolo assicurato e Checo si mette in bacheca il primo round stagionale. Divertente.

    Massa, 5. Sfortuna per Alonso, sfortuna per Felipe. Cosa c’è in mezzo? La macchina a punti in ottava posizione per Nando contro le posizioni di retrovia del brasiliano. Rimandato a causa delle due forature, urgono risposte convincenti al più presto.