GP Bahrain F1 2014. Alonso: Ferrari non abbastanza veloce; Red Bull coccola Ricciardo

La crisi Ferrari tocca il picco massimo dopo il Gran premio del Bahrain, le parole di Alonso e Raikkonen

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    Red Bull e Ferrari. Lo scorso anno in lotta per il mondiale, oggi comprimari e con fortune alterne dopo il Gran premio del Bahrain 2014. Promosso il team austriaco, perché le basi dalle quali muoveva erano quelle che sappiamo tutti. Ferrari inevitabilmente bocciata e continuare a erigersi come paladini dello spettacolo del suono, come unici interpreti di quel che vorrebbero i tifosi, rischia di stancare alla lunga. Serve tanto lavoro, perché il terreno da recuperare è evidente. Il presidente Montezemolo non ha nascosto la propria delusione, abbandonando il circuito prima della conclusione della gara, volendo dare un segnale inequivocabile. Ha chiamato in causa il team dei motoristi, più degli altri ragazzi in fabbrica, a lavorare alacremente per risollevare le sorti della F14 T.

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    «E’ difficile, questa è la verità. Non c’è da nascondere niente, sappiamo che non siamo abbastanza veloci e questo circuito massimizza le nostre debolezze. Sapevamo che c’era da soffrire, non c’è niente da dire», analizza Alonso nel dopogara. Manca la velocità di punta, ma anche la trazione è bassa, per non parlare della frenata, i cui difetti sono stati evidenziati per tutto il week end dalla guida di Raikkonen. Basteranno 15 giorni per ribaltare la situazione? Difficile, tuttavia l’asturiano guarda alla Cina con maggior fiducia: «La Cina ha molto misto, là dobbiamo sfruttare i punti forti, la percorrenza in curva, poi Barcellona e Monaco saranno circuiti sui quali potremo dire la nostra: dobbiamo iniziare a fare podi». L’augurio è che progressivamente si sgonfino Williams e Force India, teoricamente con minori mezzi per sviluppare le monoposto. «Dobbiamo lavorare giorno, notte perché non stiamo facendo troppo bene», conclude Fernando.

    Incolore la gara di Raikkonen, toccato da Magnussen nel primo giro ma senza conseguenze che ne possano giustificare le prestazioni scarse, pur essendo arrivato in scia ad Alonso: «Sono partito anche male, tutto è diventato più difficile, semplicemente mancava velocità su tutta la pista. Abbiamo provato, ma dobbiamo migliorare per la prossima gara. Faremo del nostro meglio». La partenza monstre la stampa invece Felipe Massa, che recrimina per l’ingresso della safety car, a penalizzare il risultato finale di una Williams certamente veloce, ma aggressiva sulle gomme, più della Force India. «E’ stata una gara buona, ma la safety car non ci aiutato e la strategia non ha funzionato. La posizione sarebbe stata diversa e la cosa più negativa è stata la safety car, quando eravamo a lottare con la Force India. La partenza è stata incredibile!», dice Felipe che può guardare negli specchietti e trovarsi le due Rosse…

    Abbiamo raccontato dello spettacolo pregiato, quello dei primi tre sotto il traguardo. Non vanno trascurati però gli exploit di Hulkenberg e Ricciardo, altri due che hanno regalato divertimento e attacchi a palate. «Sì mi sono divertito molto, una gara interessante all’inizio e alla fine. Con Vettel è stata una bella battaglia, nessuno voleva cedere la posizione, abbiamo battagliato lealmente», dice Daniel. All’interno del box crescono le sue quotazioni, perché oltre alla velocità pura ha dimostrato anche l’educazione di chi rispetta comunque le gerarchie e un compagno di team che, a prescindere da come la si pensi, ha quattro mondiali addosso. Ha fatto capire che ne aveva di più a inizio gara, che poteva andare via se gli fosse dato l’ok e il via libera per scavalcare Vettel. Non l’ha urlato, l’ha chiesto e giustamente dal muretto gli è stata data l’occasione, anche per il problema al Drs del tedesco: non ha deluso.

    Vettel deve chinare il capo per questo giro e ammettere la superiorità di Ricciardo sull’intero week end. Racimola punti e, se si pensa che il motore Renault è ancora il componente che frena la RB10, può consolarsi con una macchina in prospettiva capace di cucire il gap. «No, non è [una gara] da dimenticare, ho preso dei punti, ne avrei potuti ottenere di più ma è il massimo che potevo fare oggi». Tra i due c’è Horner, chiamato a gestire gli equilibri interni e sfruttarli per incrementare il livello complessivo delle prestazioni: «E’ stata una bella gara, tra i due leader e tra gli altri team che hanno lottato. Ricciardo ha fatto un ottimo lavoro, Seb ha avuto un problema e dobbiamo capire cosa sia successo, entrambe le macchine hanno spinto fino alla fine».