GP Bahrain F1 2015, anteprima. La Ferrari può tornare protagonista, occhio alla Williams

Può tornare a essere favorevole alla Ferrari, il Gran premio del Bahrain 2015. L'anteprima sui temi chiave del week end e gli avversari da tenere d'occhio.

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    Il Gran premio del Brahrain 2015 è dietro l’angolo, si tornerà a Sakhir là dove la Ferrari toccò probabilmente il punto più basso della stagione lo scorso anno. Le aspettative sulla SF15-T oggi sono ben altre, quelle di chi si attende almeno un podio, consapevoli delle aree in cui si è più forti: un’ottima velocità sul dritto, la stabilità in frenata e la gestione delle gomme sugli asfalti più impegnativi, senza tralasciare le doti di trazione apprezzabili. Basterà tutto questo per contendere la vittoria a Hamilton? Per seguire il live della GARA del GP Bahrain F1 2015, BASTA CLICCARE QUI!

    L’anteprima

    Il gran premio di Cina ha ricordato ai tifosi – perché ai tecnici era già chiaro – quanto ancora manchi a Vettel e Raikkonen per sfidare sulla velocità pura le due Mercedes; d’accordo, era un tracciato sul quale correre sulla difensiva, ma il divario espresso anche in gara quando si sono montate le gomme morbide indica la necessità di un’evoluzione del progetto, che arriverà in maniera importante a Barcellona.

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    Sarà un gran premio del Bahrain prevedibilmente con una Williams in grado di tornare a lottare anch’essa per qualcosa in più che non siano una quinta e sesta posizione. Un avversario temibile, da controllare per la Ferrari. Si annuncia invece gara complicatissima per i team motorizzati Renault, in crisi più che mai e con già tre unità su quattro disponibili sostituite.

    IL FILM DELLA GARA 2014

    L’edizione 2014 fu uno dei gran premi più belli della storia recente della Formula 1, alimentato dalla rivalità tra Rosberg e Hamilton, oggi così distante e difficile da pronosticare nella misura in cui si è vista l’anno scorso. L’inglese ha già preso il largo in classifica, forte com’è dei 17 punti di vantaggio sul compagno di team, e i 13 su Vettel. È chiamato a dare un segnale importante anche Valtteri Bottas, perché dopo l’assenza dal gran premio inaugurale in Australia, il finlandese ha rimediato due “sconfitte” da Felipe Massa, davanti in Malesia fino all’ultimo giro e in Cina. Considerando le potenzialità da campione che vengono riconosciute al finlandese, sarà meglio che restituisca un segnale deciso.

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    La scelta del gommista ricade ancora sulle mescole morbide e medie, che dovranno confrontarsi con un asfalto molto più abrasivo di quello della Cina e un impegno importante scaricato sulle gomme posteriori, con ben sei curve che mettono in crisi la trazione e sviluppano elevate accelerazioni longitudinali.

    Il giro di pista

    Il giro perfetto richiede un bilanciamento eccellente della monoposto in frenata, un’elevata velocità di punta una trazione che consenta di scaricare la potenza sull’asfalto in maniera pulita. In fondo al dritto c’è la prima opportunità di sorpasso, con una frenata impegnativa che porta dall’ottava alla seconda marcia. Stretta curva a destra dalla quale accelerare in fretta per affrontare curva 2 e 3 in pieno, per proiettarsi sul secondo rettilineo di Sakhir, con curva 4 che si presta per un ulteriore attacco. L’inserimento dev’essere preciso, lasciando correre la vettura e accelerando in fretta in uscita, preparando la linea per il tratto guidato del circuito, con una sinistra-destra-sinistra che mette alla frusta il bilanciamento e il carico aerodinamico. Curva 8 è l’ennesimo tornantino lento impegnativo sull’anteriore, in uscita dal quale si va nuovamente a ricercare la massima trazione per proiettarsi verso la doppia curva a sinistra che anticipa il rettilineo alle spalle dei box.

    Allungo importante, ma sul quale sarà difficile riuscire nell’attacco, perché in fondo la staccata è sì decisa, ma non si può sacrificare l’uscita perché i due lunghi curvoni sinistra destra in accelerazione vanno preparati alla perfezione. La quinta frenata del giro si effettua con la macchina in piega, ed è critica per il sottosterzo. Terza-quarta marcia in percorrenza e in uscita giù tutto il cambio sull’ultimo dritto prima del traguardo, raccordato da una curva in discesa a destra all’interno della quale portare tanta velocità per non penalizzare l’uscita è la punta massima sulla linea d’arrivo.

    Fabiano Polimeni