GP Bahrain F1 2015, il processo alla gara: Vettel, McLaren e Kvyat gli imputati

Il Gran premio del Bahrain 2015 lascia tre casi da discutere nel Processo alla gara. Vettel imperfetto, McLaren dal bicchiere mezzo (o del tutto) vuoto e Kvyat ancora in difficoltà. Accusa o difesa per i tre "imputati"?

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    È inutile nascondere la delusione per il Gran premio del Bahrain 2015 di Sebastian Vettel. Anche Maurizio Arrivabene nel dopogara ha voluto attribuire le giuste responsabilità al campione tedesco, una gara imperfetta che non cancella le ottime cose viste finora, tuttavia, lascia l’amaro in bocca per un risultato che probabilmente sarebbe potuto essere leggermente superiore. È uno dei nostri tre imputati nel processo al gran premio, insieme alla McLaren che fa un passo avanti con Alonso e due indietro con Button, e Kvyat reduce da un fine settimana costellato di errori.

    Vettel

    Accusa- Parte bene mantenendo la seconda posizione ma Rosberg si rifà sotto in brevissimo tempo e, complice una guida tutt’altro che impeccabile, con troppi bloccaggi in frenata, lo supera senza problemi. Dal box fanno i miracoli per rimandarlo in pista davanti al tedesco, riuscendoci, tuttavia manca la velocità per opporsi al ritorno della Mercedes. Sarebbe potuto essere un quarto posto “facile”, invece, deve fare la staffetta alla Williams di Bottas senza mai avere lo spunto velocistico per provare il sorpasso. L’errore che porta al danneggiamento dell’ala anteriore è tutto suo, andando a macchiare una gara già non esaltante se si pensa quelle che erano le aspettative.

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    Difesa- E’ bravo a mantenere la posizione nonostante partisse dal lato sporco della pista. Immaginarsi una resistenza sulla Mercedes di Rosberg era utopistico mentre le imperfezioni in frenata possono far parte del gioco quando sei sotto pressione. Un quinto posto non è un dramma, tanto più se si pensa come lo scorso anno fosse il risultato massimo auspicabile. Il tedesco ha messo in pista una qualifica superlativa, andando a prendersi la seconda posizione quando nessuno se l’aspettava, elemento da tenere in considerazione nella valutazione complessiva del weekend. Tornerà sugli standard cui siamo abituati.

    McLaren

    Accusa- E’ impossibile essere contenti per un’11ma posizione quando la macchina di Button vive un weekend pieno zeppo di problemi. La ciliegina sulla torta arriva con l’assenza dalla griglia, causa l’ennesimo problema elettrico alla power unit. Alonso è vero che conclude la gara, nemmeno troppo distante da Felipe Massa, tuttavia dopo quattro gran premi i problemi di affidabilità sono ancora ricorrenti e ci si interroga se, davvero, basteranno tre settimane di stop prima del Gran premio di Spagna per risolvere il nodo centrale del progetto 2015. Ancora una volta, mettono in scena uno spettacolo imbarazzante.

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    Difesa- I passi avanti del team sul fronte prestazionale ci sono, è un dato di fatto. Fernando Alonso centra l’ingresso nella Q2 al sabato e in gara termina davanti a macchine decisamente più veloci. In Bahrain si sono visti anche i primi lavori sul fronte aerodinamico, indizio che lo sviluppo del progetto è in corso e porterà i suoi frutti nella seconda metà della stagione. Quanto a Button, ritrovarsi con problemi di affidabilità è inaccettabile, ma non possono escludersi nel momento in cui si prova a spingere per innalzare il livello delle prestazioni. Un piccolissimo passo avanti aspettando Barcellona.

    Kvyat

    Accusa- Il confronto con Ricciardo lo vede ancora una volta sconfitto, concludendo la gara doppiato ai margini della zona punti. La macchina è anche vero che non lo aiuterà, però lui ci mette del suo per complicarsi la vita, come al sabato mattina quando un errore nelle prove libere 3 lo ha mandato nella ghiaia rallentando il programma di lavoro. Si ostina a sottolineare come ci siano troppe cose non vanno nella Red Bull e che da Barcellona in poi le cose cambieranno, con tre settimane di tempo per migliorare la macchina nonché la sua comprensione del team e degli aspetti da affinare. Sorge il dubbio che non sia il pilota giusto per un team che deve lottare per le primissime file: rischia di passare per un buon pilota e niente più.

    Difesa- Senza una monoposto affidabile e veloce, non puoi inventarti miracoli. Il weekend del Bahrain per il russo è indubbiamente difficile, lui però dimostra di riuscire a lavorare bene in gara, arrivando a punti: magro bottino ma non esageratamente distante da quanto gli potrebbe consentire una Red Bull attuale. Prima di bollare il pilota negativamente, aspettiamo un gran premio in cui la macchina riuscirà a essere competitive affidabile. È un talento, gli serve solamente del tempo.

    Fabiano Polimeni