GP Bahrain F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1 2015: pagelle dal Gran Premio del Bahrain, scopri e commenta i migliori ed i peggiori sul circuito di Sakhir!

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Bahrain di F1 2015. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Sakhir non possiamo non tenere in alto il vincitore solitario Lewis Hamilton e quel Kimi Raikkonen che torna sul podio con la tuta Ferrari dopo quasi 6 anni. Nella parte bassa della nostra graduatoria, invece, troviamo i motoristi Renault e Honda che non riescono proprio a tenere il passo della concorrenza collezionando ripetute figuracce in mondovisione. Stavolta è messo male anche Sebastian Vettel che ne sbaglia un po’ troppe e sparisce prematuramente dalla lotta per la zona podio.

    Voto 10: Hamilton

    Non si capisce come Hamilton tiri regolarmente fuori dal taschino certe prestazioni, soprattutto in qualifica, che finiscono con l’annichilire quel Nico Rosberg lì che nel 2014 gli ha dato più di un grattacapo. In Bahrain controlla la situazione guidando con una mano sola mentre il compagno deve sudare sette camicie nel tentativo vano di arrivare almeno alle sue spalle. Oggi è lui la faccia vincente della Mercedes più di quanto non lo sia la supremazia tecnologica tedesca.

    Voto 9: Raikkonen

    Chi ragiona facendo leva sulla la razionalità anziché con l’impeto del tifoso che talvolta si fa condizionare da sfighe e controsfighe, l’aveva già detto. Questo Raikkonen in versione 2015 va forte quanto Vettel. Cronometro alla mano, dalle prove libere in poi, Iceman è stato raramente inferiore al più idolatrato tedeschino. In Bahrain anche i risultati gli hanno dato ragione sebbene sul giro secco abbia dimostrato di non poter reggere il confronto. Ma non è al sabato che si raccolgono punti per la classifica mondiale.

    Voto 8: Alonso

    Guai a dimenticarci di lui. O a ricordarcene solo per sfotterlo. La strada che ha davanti è lunga e tutta in salita. La Honda ha tanti demeriti ma lui nessuno. Neppure quello di aver sbagliato completamente tutti i calcoli. Perché è vero che in molti si chiedono, nel tentativo di fare 1+1, cosa avrebbe ottenuto Nando con questa Ferrari. Ed arrivano alla conclusione che si sarebbe divertito molto di più che portare in giro per le piste di mezzo mondo il catorcio anglonipponico. Ma, come abbiamo già avuto modo di dire, i conti si fanno alla fine. Intanto, visto che Alonso lotta ancora come un leone per tornare a casa a mani completamente vuote per soli 4”, gli va reso merito.

    Voto 7: Arrivabene

    Maurizio Arrivabene è sempre più la vera faccia di questa rinascita Ferrari. E’ lui il principale protagonista. Più di Sebastian Vettel. Più del ritrovato Kimi Raikkonen. Più dell’onesto James Allison. Eccetera, eccetera. Ha cambiato la mentalità della truppa portando anche il muretto box a “pensare differente” così da massimizzare il potenziale del pacchetto. E’ così che Kimi in Bahrain riesce a mettere Rosberg negli specchietti e, contemporaneamente, dirsi scontento del secondo posto.

    Voto 6: Mercedes

    La strategia scelta per Rosberg non è delle migliori. Lo tengono fuori un giro in più mettendolo in difficoltà. Soprattutto, accusano problemi ai freni che rischiano persino di compromettere in extremis il successo di Hamilton. Per il resto sono i soliti. La batosta della Malesia li ha messi più che in guardia da brutte sorprese. Fino a che non cambierà il vento, ad ogni modo, sono obbligati a fare doppietta: ogni risultato diverso non sarà altro che un piccolo o grande fallimento.

    Voto 5: Rosberg

    Gli si può rimproverare tutto tranne che non ci metta la grinta e non dia spettacolo. Inoltre, la sfortuna si accanisce contro di lui come quando, ad esempio, in partenza Rosberg ha un ottimo spunto ma resta bloccato da Vettel e perde la posizione anche su Raikkonen o, successivamente, deve regalare il secondo gradino del podio ad Iceman senza lottare a causa di un problema ai freni. Certo è che, nell’ottica generale del fine settimana, non gli si può perdonare la mancanza di smalto in qualifica visto che è proprio lì che Hamilton ha vinto le sue 3 gare su 4 da inizio stagione.

    Voto 4: Hulkenberg

    Stavolta mettiamo nel mirino il pilota tedesco che troppe volte viene accostato alla Ferrari come alternativa valida ad un ruolo di seconda guida. Fortunatamente Arrivabene è dell’idea che a Maranello serva un attacco a due punte. Ed il capitolo è quasi chiuso con le trattative per il rinnovo di Raikkonen. L’onesto piccolo grande Hulk ha dimostrato in carriera di avere guizzi interessanti ma non è mai riuscito a dare continuità alle proprie prestazioni. La sua gara in Bahrain ne è un esempio tant’è che mentre Perez vola in zona punti, lui lotta contro le gomme senza capire bene in perché la sua Force India non abbia grip. Tu chiamale, se vuoi, indecisioni.

    Voto 3: Vettel

    Ammette che le colpe del mancato podio sono tutte sue. Ciò gli fa onore. E basta a chi è già innamorato di lui per perdonarlo senza “se” e senza “ma”. Sia chiaro: costoro non sono un esercito di sciagurati poiché possono contare tra le loro fila anche l’illustre Maurizio Arrivabene. Da Vettel, però, si deve pretendere di più. Come in qualifica riesce sempre a strizzare dalla macchina ogni millesimo di potenziale facendo provare emozioni che a Maranello non si provavano davvero dai tempi di Schumacher, altrettanto deve fare in gara se vuole meritarsi i gradi di leader della squadra.

    Voto 2: Renault

    Qualcuno ricorda gli arrivi in parata delle grandi macchine che in Formula 1 stravincevano. La Renault inaugura un nuovo genere di immagine destinata a restare negli annali: s’intende l’arrivo in fumata, quello firmato Daniel Ricciardo che non vede bruciarsi il proprio lavoro solo perché il traguardo è lì. Fosse stato qualche metro più avanti, chissà.

    Voto 1: Toro Rosso

    Quando non ci sono di mezzo i motori Renault ad impedire un comodo parcheggio in zona punti, ci si mettono altri problemi tecnici. Il paradosso è che la cosa più solida che c’è nel team di Faenza è la tenuta psicofisica dei due giovanissimi piloti, i quali – invece – erano da più parti indicati come l’anello debole della stagione 2015 della Toro Rosso. Macché.

    Voto 0: Honda

    Ce la siamo già presa con la McLaren nel suo insieme per il pessimo avvio di stagione. Nel ribadire che il team di Woking è di fronte alla peggior stagione della sua quasi cinquantennale storia in Formula 1, vale la pena prendere meglio la mira e indicare nella Honda il vero problema. I nipponici la stanno combinando grossa se Jenson Button non riesce neppure a prendere il via alla gara. Il fatto che la vergogna stia toccando livelli record è dimostrato anche da piccoli dettagli. Ora sulle tute dei piloti si fatica a leggere il nome del colosso dell’auto. C’è solo una il logo a forma di “H” sul petto. Altrove è tutto bianco. La macchina, poi, è quasi tutta color grigio asfalto. Come a sperare che nessuno si accorga di loro. Da questo punto di vista, direi che l’obiettivo è centrato.

    @pierimanuel