GP Bahrain F1 2016, il Processo alla gara [FOTO]

Tre temi chiave emergono dopo il secondo successo (meritato) di Nico Rosberg

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    Il Gran Premio del Bahrain 2016 vede ancora una volta sorridere Nico Rosberg, che mette insieme un avvio di mondiale buono per poter sognare in grande. E’ l’unico che può dirsi contento su tutti i fronti, perché la gara di Sakhir ha sottolineato come sia Hamilton che la Ferrari, abbiamo da recriminare su episodi chiave. Sono due dei protagonisti del nostro Processo alla gara, insieme a uno Stoffel Vandoorne capace di prendersi subito i punti all’esordio, mentre Button parcheggiava la sua McLaren. Due prospettive di analisi, non resta che scegliere da quale parte schierarvi!

    Ferrari

    ACCUSA - A Melbourne il turbo della macchina di Raikkonen, a Sakhir probabilmente un guasto alle valvole per Vettel. La Ferrari ha un problema di affidabilità da risolvere, e deve farlo in fretta, perché oltre alla velocità assoluta, che la SF16-H ha dimostrato di avere, specialmente in gara, per vincere i mondiali serve anzitutto concluderle le gare. Due rotture differenti, figlie di situazioni diverse, tuttavia, Vettel che non prende nemmeno parte al gran premio è un duro colpo da digerire. Un’evoluzione della power unit 061-H è attesa tra il Gran Premio di Spagna e quello di Monaco, ma sul fronte dell’affidabilità, dovessero esserci problemi più profondi, si potrebbe intervenire senza spendere un gettone. Che fine ha fatto la Ferrari campione di durata e resistenza? Serve ritrovarla subito!

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    DIFESA - Il motore rotto in Bahrain va relegato a un caso di sfortuna, perché nessuna delle altre monoposto motorizzate con la stessa unità Ferrari ha sofferto il benché minimo problema. Raikkonen, Grosjean, le Sauber. Poi, per alzare l’asticella del gioco serve andare al limite in ogni area e la power unit 2016 ha dimostrato di avere cavalli e prestazioni assimilabili a quelle delle power unit Mercedes. Il mondiale è lungo e statisticamente arriveranno gli stop anche per i rivali diretti. L’importante adesso è proseguire senza più intoppi.

    Hamilton

    F1, GP del Bahrain 2016   La Gara

    ACCUSA - Non puoi sbagliare due partenze su due, da campione del mondo. In Australia sembrerebbe non sia stata colpa di Lewis, ma in Bahrain è stato lo stesso pilota ad ammettere l’errore. Viene passato dalle Williams e, per di più, chiude la traiettoria in curva 1 senza curarsi di Bottas, ingiustamente penalizzato per il contatto. E’ anche fortunato Hamilton, viene sì centrato sul lato destro, ma la dinamica non lo porta al testacoda, che lo avrebbe fatto ripiombare ultimo, se non con ulteriori danni. Prosegue e chiude una gara limitando al massimo i danni: fortunato.

    DIFESA - Più che la partenza è stato il contatto con Bottas, all’attacco senza calcolare bene le misure, a penalizzarne la gara. Il finlandese è arrivato di traverso a centro curva ancor prima di toccare Hamilton, segno che l’errore è tutto suo. Lewis rimonta alla grande nonostante una macchina danneggiata e, nonostante le gomme medie, è riuscito a tenere il divario quasi inalterato da Raikkonen con le gomme morbide e una macchina in perfetta efficienza. Si deve sbloccare, vero, può farlo già in Cina.

    Vandoorne

    ACCUSA - Per quanto puoi essere forte e bravo, la Formula 1 attuale si dimostra essere alla portata anche di chi non ha mai girato con una monoposto 2016. Prima di “gridare al miracolo” ed esaltare il bravo pilota belga, andrebbe valutato su un arco di gare più lungo che non il singolo episodio, in quanto tale capace di essere influenzato da fattori diversi. I tanti ritiri davanti a lui, gli incidenti, gli hanno consentito di entrare in zona punti. Bravo, ma beneficia di condizioni vantaggiose.

    DIFESA – Stoffel Vandoorne ha dimostrato quel di cui è capace. Rapidità di adattamento istantanea a tutte le procedure complesse di una Formula 1, velocità espressa non appena ha messo le ruote in pista. Non ha commesso un errore che fosse uno, in qualifica ha fatto meglio di Button e in gara ha adottato una condotta accorta, spingendo quando necessario e rendendosi protagonista di sorpassi e un recupero interessante. Merita un sedile in McLaren, il prossimo anno lo ritroveremo accanto ad Alonso, si spera. Il ragazzo ha manico ed è accompagnato dalla giusta “fortuna” che serve a tutti: si rompe la macchina di Button e non la sua, trova una McLaren veloce su una pista che lo scorso anno fu più che ostica. Insomma, fa di tutto per meritarsi i punti.