GP Bahrain F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP Bahrain F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    F1, GP del Bahrain 2016   pagelle

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Bahrain 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul circuito di Sakhir, troviamo al primo posto un pilota che non ti aspetti. Guida una McLaren-Honda ma non è né Alonso, né Button. E’ Stoffel Vandoorne che non sbaglia la sua prima grande occasione e si rende protagonista di un fine settimana perfetto.

    Teletrasportato in Bahrain mentre stava preparando un po’ di allenamenti con la Super Formula in Giappone, il (neanche troppo) giovane belga si presenta con un biglietto da visita che stupisce solo chi non lo conosceva ancora. In qualifica Vandoorne va più forte di Button ed in gara non fa rimpiangere Alonso. Sarà dura ora tenerlo un anno parcheggiato nel box.

    Seconda vittoria su due quest’anno che compare servita su un vassoio d’argento. Gli avversari si eliminano in qualche modo da soli parcheggiando a bordo pista durante il giro di formazione o sbagliando la partenza. Lui, per ora, è perfetto. Concentrato. Determinato. In versione World Champion. Abbiamo decantato per due settimane il super sistema di partenza della Ferrari e poi Raikkonen si fa scivolare la frizione dalle mani? Incredibile. Le speranze Ferrari erano tutte riposte su di lui già dal giro zero! Dà spettacolo, lotta, sorpassa e dimostra di non essere un bollito. Anzi, è bello fresco. Freschissimo. Peccato che se sia riuscito a trovare maggior fortuna alla prima curva…

    I meriti sono tanto suoi quanto della Haas. Si sapeva che la scuderia debuttante aveva fatto bene i compiti a casa. Non si poteva immaginare che Grosjean sarebbe stato da subito protagonista.

    Si può dire che, sbagliando la partenza, si è andato a ficcare nei guai e che, quindi, anche il fallo da dietro firmato Bottas è colpa sua. Al di là dell’episodio sfortunato, Hamilton continua la sua striscia negativa. Trasforma in sfiga tutto ciò che tocca. Una volta era il contrario. Per ora facciamo 5. La prestazione della Rossa c’è. Con una partenza leggermente migliore, Raikkonen avrebbe potuto impensierire Rosberg e Hamilton. Ma due ritiri su due gare sono da suicidio collettivo. Resta una vaga speranza che sia stato tutto un equivoco. Che tutto si sistemerà già dal prossimo GP della Cina. Ma credere oggi di riuscire a contendere il titolo alle Mercedes è già utopia. E ora Marchionne che farà? Aveva capito che sarebbe stata una domenica di sofferenza, allora tenta di farla finita alla prima curva. In grande stile, colpendo il campione del mondo in carica. Non porta il lavoro a termine e deve poi sobbarcarsi altri 300 km di umiliazioni continue.

    Incredibile che un team di Formula 1 con i mezzi e la storia della Williams sia protagonista di un errore così grossolano a livello di strategie. Questi decidono di correre l’intera gara con gomme Medium quando è evidente che non sono assolutamente adatte all’asfalto di Sakhir. Buttano al vento una grande occasione.

    Oh mio Dio. Il presidente della FIA è lontano parente del grande condottiero Rosso che portò la Ferrari sul tetto del mondo per 5 anni di fila. Se la sua soluzione al gran pasticcio delle qualifiche è cambiare ancora le regole mettendo una Q3 con i piloti che si sfidano in una superpole con un giro alla volta, allora siamo fritti, soffritti, brasati, bolliti. Cotti. E stracotti! Eh, certo! Sempre in tema di qualifiche, ci voleva il bis nel GP del Bahrain per capire che il format non funziona. Ci voleva un’altra figuraccia in mondovisione per mettersi d’accordo e cambiare qualcosa in vista del GP di Cina. Sì sì, come no… Jean Todt, va detto, non ha un compito facile. Lo stesso vale per Bernie Ecclestone che, non a caso, in tutta questa vicende delle qualifiche farsa, ha fatto un passo di lato. La Formula 1 è un covo di bambini viziati ciascuno dei quali ha una pistola carica da puntare contro chiunque passi a tiro. Ogni scuderia di un certo livello ha un suo potere da far valere e i propri interessi da portare avanti. Ferrari, Mercedes e Red Bull in testa, ma anche altri grandi costruttori come Honda o Renault per non parlare di scuderie storiche come McLaren o Williams stanno lì a cercare di portare acqua al proprio mulino. Risultato? Scelte regolamentari al limite del ridicolo è incapacità di rispondere con reattività ai pasticci che ne derivano. Continuiamo così, facciamoci del male. Oh, sì.

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