GP Belgio F1 2014: le pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1: pagelle dal Gran Premio del Belgio 2014! Scopri chi sono stati i migliori e i peggiori sul circuito di Spa-Francorchamps

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    GP Belgio F1 2014, la gara

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Belgio 2014. Sul circuito di Spa-Francorchamps non mancano i colpi di scena e le situazioni spettacolari. A spuntarla è Daniel Ricciardo che costringe tutti ad inchinarsi nuovamente di fronte al suo strapotere. Bene per lui che si prende il massimo dei voti oggi e non trova nessuno che abbia voglia di fischiarlo. Discorso diverso per Nico Rosberg che allunga pesantemente in classifica nei confronti di Lewis Hamilton ma si becca in mondovisione sia la disapprovazione del pubblico che dei suoi datori di lavoro.

    Voto 10: Daniel Ricciardo e Adrian Newey

    A 5 minuti dalla partenza si fa una corsetta verso la toilette e, intercettato da un giornalista dichiara con suo solito sorriso smagliante “vinco io”. Non so è più strabiliante quanto lui ci creda, quanto sia facile prenderlo sul serio anche quando la spara grossa o quanto poi finisca con l’avversarsi la profezia. In una domenica dove tanti campioni sbagliano e dimostrano come non sia semplice essere perfetti a Spa-Francorchamps, Ricciardo - curva dopo curva, metro dopo metro – mette tutto in fila nel modo giusto. Un po’ di meriti vanno anche ad Adrian Newey: il genio, per l’ultima volta al muretto della Red Bull se n’è infischiato della debolezza del motore Renault ed ha tirato fuori un assetto speciale per Spa. Vincente per forza!

    Voto 9: Valtteri Bottas

    La qualifica bagnata impedisce alla Williams di Bottas di esprimere sin dal primo chilometro il proprio potenziale. Esce alla distanza ma se avesse avuto un po’ meno traffico sin dall’inizio, oggi forse staremmo raccontando un’altra giornata. Protagonista mancato. Ma protagonista lo stesso!

    Voto 8: Kimi Raikkonen

    Nella sua gara, Raikkonen timbra il cartellino per la prima volta in stagione. Dà l’impressione di fare il massimo possibile con la Ferrari di oggi. Alonso è dietro come mai era accaduto in questo 2014. Lo sarebbe stato anche senza la penalità. Forse la Rossa poteva osare qualcosa in più con la strategia?

    Voto 7: Nico Rosberg

    Altri 18 punti messi banca che peseranno a fine stagione. Se sarà lui il campione del mondo, ci si dimenticherà in fretta di queste polemiche e dei piagnistei di Hamilton sotto alle sottane di Lauda e Wolff. Non sembra particolarmente colpevole per il normale incidente di gara che, sfortunatamente, penalizza più Lewis di lui. Si becca anche degli ingenerosi fischi. Alla fine è secondo. Non primo. Meglio che niente. In gara non si risparmia tra gomme spiattellate, detriti che gli si parano sulla faccia e duelli ruota a ruota.

    Voto 6: Fernando Alonso

    L’ottavo posto finale e frutto di una serie di circostanze sfortunate e scorrette come la penalità di 5 secondi che lo fa arretrare nel traffico o la spinta sull’erba criminale di Magnussen a oltre 300 all’ora quando mancano pochi chilometri al traguardo. La grinta è la solita. Vedi, appunto, il tentato omicidio del danese. Nando era lì, come se si giocasse il titolo. Cattivo ma impotente. Come se avesse davanti un certo Petrov…

    Voto 5: Lewis Hamilton

    Perde la pole per un problema ai freni. Ancora. Perde la gara per una foratura causata da un contatto con il compagno di squadra. Sfortuna. Dispiace che uno come lui molli l’osso e chieda continuamente al team il permesso di ritirarsi. Incolpevole ma sfigato e frignone come se fosse una seconda guida. Andrà meglio la prossima volta.

    Voto 4: Felipe Massa

    Il bello delle promesse è che si possono fare semplicemente aprendo bocca. Massa ci prova a mantenerla ma non è mai il suo giorno. Il paragone con Bottas ha ormai raggiunto livelli d’imbarazzo di Alonsiana memoria.

    Voto 3: Kevin Magnussen

    Mi era piaciuto come si era mosso e difeso da Alonso e gli altri arrembanti campioni dietro di lui Ma la manovra finale è gravemente fuori dal lecito. Penalizza la gara di un collega e ne mette in pericolo l’incolumità senza apparentemente neppure rendersene conto.

    Voto 2: Sebastian Vettel

    L’unico merito che ha è quello di ammettere la propria inferiorità e non nascondersi dietro a qualche scusa. Horner gli dà un assist in tal senso raccontando di misteriosi problemi alla macchina ma Vettel nega e ricorda che Ricciardo, qualifiche bagnate a parte, ha sempre avuto circa 1” al giro nel taschino.

    Voto 1: direzione gara

    I detriti della gomma di Hamilton hanno creato situazioni di pericolo. Valeva la pena far entrare la safety car. A maggior ragione se si pensa che la corsa era iniziata da poco e non si sarebbe aiutato/penalizzato nessuno. Se il pezzo di tela avesse colpito in pieno il casco di Rosberg, ad esempio? Sarebbe stato un curioso disegno del destino ma fortunatamente non sia qui a raccontarlo…

    Voto 0: Mercedes

    Non ricordo di aver mai visto i capi di un team, nella fattispecie Wolff e Lauda, prendere apertamente le parti di uno dei loro due piloti. Definire “inaccettabile” quanto fatto da Rosberg è ardito. E’ eccessivo. La verità che si apre è questa: i capi di Stoccarda cercavano un pretesto per smetterla con questa storia della libertà di lottare in famiglia. Cercavano una scusa per cambiare strategia senza, però, rinnegare quanto affermato in lungo e in largo nei mesi precedenti in merito allo spirito sportivo. Ed altre menate…

    Twitter: @pierimanuel