GP Belgio F1 2015: il Processo alla gara

Formula 1 2015: processo al Gran Premio del Belgio. Sul banco degli imputati finisce la Pirelli per l'esplosione delle gomme di Rosberg e Vettel. La polemica infiamma e la difesa di Hembery non convince a pieno

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    Il Gran Premio del Belgio 2015 di Formula 1 ci obbliga ad un’edizione sostanzialmente monotematica del Processo alla gara. Sul circuito di Spa-Francorchamps è uno l’argomento più grande di dibattito: lo scoppio delle gomme Pirelli. Sebastian Vettel era una furia a fine corsa. Forse per il podio sfumato. Forse per lo spavento di quello che sarebbe potuto succedere, per dirla con parole sue “se la gomme fosse esplosa 200 metri prima non sarei qui a raccontarlo…”. L’azienda italiana si difende dicendo che tutti i team erano stati avvisati di fare almeno due pit stop ma la storia non convince nessuno in casa Ferrari. E in pochi altrove.

    Accusa alla Pirelli: gomme esplose per colpa loro

    Due esplosioni simili in due momenti diversi del weekend sono due indizi che fanno una prova. Le gomme portate dalla Pirelli a Spa-Francorchamps avevano qualcosa di sbagliato. Il fatto che siano esplose in modo improvviso, senza dare segnali di preavviso, rende difficile immaginare che sia stata una foratura in quanto si sarebbe sicuramente creata prima almeno una minima avvisaglia che la sensibilità del pilota avrebbe colto. “E’ successo qualcosa di inaccettabile, se la gomme avesse ceduto 200 metri prima probabilmente ora non sarei più qui ma avrei sbattuto a 300 all’ora dentro l’Eau Rouge. Non fatemi dire altro”, ha dichiarato Sebastian Vettel a caldo. Ed a mente fredda la versione non è cambiata di molto:“Dovremo sicuramente parlarci per capire cosa sia successo e perché così all’improvviso. Al momento non c’è una spiegazione per quanto accaduto: non è stata una foratura, la gomma è esplosa”. Nico Rosberg ha aggiunto:“Devono essere presi provvedimenti. Non possiamo andare a Monza con il dubbio che qualcosa del genere possa succedere nuovamente”. Ad aggravare la posizione della Pirelli ci sono anche le parole di Paul Hembery che, durante la gara, ha manifestato assoluta tranquillità, salvo poi ritrattare a patatrac avvenuto:“Penso che Vettel rischia un grande degrado ma non ci sono problemi di sicurezza se vuole arrivare con questa gomma a fine gara”, aveva spiegato prima di cambiare completamente versione una volta trovatosi di fronte alla gomma esplosa sulla Ferrari numero 5. Altro elemento che non convince è come sia possibile che una gomma finita e sul punto di cedere di schianto consenta comunque ad un pilota di girare quasi sugli stessi tempi di un rivale che lo tallona da dietro con pneumatici più freschi.

    Difesa Pirelli: Ferrari non ci ha ascoltato

    Di fronte alla gomma esplosa sulla Ferrari al termine del GP del Belgio, Paul Hembery cambia versione:“Il problema capitato a Vettel è legato all’usura, è completamente diverso da quello di Nico. Venerdì c’è stato un taglio all’esterno a causa dei detriti in pista, oggi le gomme erano finite”, ha sottolineato il responsabile di Pirelli Motorsport. “Avevano fatto 28 giri, davvero troppi, tutte le altre monoposto una ventina - ha proseguito il britannico – Ferrari troppo aggressiva? Siamo in F1, con un giro in meno alla Ferrari sarebbero passati come dei geni della tattica. Certo tutte le altre squadre hanno scelto un’altra strategia, per questo vogliamo parlare con loro. Ovviamente quello che è capitato non va bene per niente, è successo alla Ferrari di Vettel, non può farci piacere, siamo i primi ad essere frustrati”. In un’altra nota, inoltre, la Pirelli ha precisato che è dal novembre 2013 che, inascoltata, sta chiedendo di introdurre una regola che obblighi i team a non percorrere più del 50% della distanza di gara con lo stesso set di pneumatici Prime e non più del 30% con gli Option.