GP Belgio F1 2016, Spa: le pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2016: pagelle dal Gran Premio del Belgio. Scopri i migliori ed i peggiori sul circuito di Spa tra la vittoria di Rosberg, la penalizzazione di Hamilton e l'incidente tra le due Ferrari alla prima curva

da , il

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio del Belgio 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sullo storico circuito di Spa-Francorchamps, mettiamo al primo posto Kimi Raikkonen che prende ceffoni da tutti ma lotta fino alla fine. Altri applausi toccano a Fernando Alonso che, pur non avendo mai vinto sulle Ardenne, dimostra che la classe non è acqua. Bravi anche Hamilton e Ricciardo. Giornata da dimenticare, invece, per Sebastian Vettel e Max Verstappen. I due combinano un bel pasticcio alla prima curva che condiziona irreparabilmente il risultato finale.

    Voto 10: Raikkonen

    La vecchia sfiga torna a battere sulla spalla. Raikkonen in Belgio prende schiaffoni da tutte le parti. Le prende da Verstappen, il quale continua a erogare atti di bulllismo gratuiti senza rispetto, senza rendersi conto che è Raikkonen il “nonno” e lui la “matricola”. Le prende persino dall’amico-compagno Vettel. Alla fine del primo giro si trova al box doppiato e con la Ferrari che sta prendendo fuoco ma non si scompone. I meccanici riaccomodano la macchina con lo scotch, il nastro adesivo non quello che si beve, e Kimi riparte a testa bassa. Sotto alla bandiera a scacchi non è neppure troppo lontano dal compagno di marca.

    Voto 9: Alonso

    Non ha mai vinto a Spa. Il che suona come un’onta vista la misura del campione. In Belgio ha fatto diverse gare speciali e questa è una di quelle. Lo step evolutivo di motore della Honda dà qualche bel cavallo in più che lo spagnolo doma in formato campione del mondo. E poi si lascia scappare: “Il prossimo sarà il mio ultimo anno in F1…”. Sarà vero?

    Voto 8: Ricciardo

    Sconfitto in qualifica da Verstappen, si prende la rivincita con gli interessi anche in gara. E’ bravo ad approfittare delle circostanze favorevoli, leggasi autoeliminazione di 3 piloti su 4 che gli partivano davanti. E’ bravissimo a contenere la rimonta di Hamilton ed a tenere sempre a tiro Rosberg, perché in F1 la fortuna si crea. E lui la crea mentre altri la distruggono.

    Voto 7: Hamilton

    In Mercedes decidono di fare scorta di motori nuovi e di penalizzazioni. Tanto a Spa si riesce a rimontare con facilità. Soprattutto se quelli davanti a te ne combinano di tutti i colori al primo giro. Sia chiaro, il podio di Hamilton resta un’impresa… solo a metà. Per come si era messo lo scenario, potevamo persino aspettarci qualcosa di più dal pilota più forte di tutti che guida la macchina più forte di tutte.

    Voto 6: Rosberg

    Senza Hamilton tra i piedi, la vita è mostruosamente facile. Tenere a bada Ricciardo fa parte della normale amministrazione nonostante una virtual safety car, una safety car ed una bandiera rossa. Rosberg non entra mai in zona “gara vera” ma è sempre in comodo controllo della situazione. Bella la vita, eh?!

    Voto 5: Ferrari

    La verità è che un mezzo passo avanti si è visto. Solo mezzo, perché Rosberg probabilmente non ha fatto il giro della vita in qualifica e la Red Bull di Verstappen è finita comunque davanti alle Rosse al sabato. Il Gran Premio è viziato dall’incidente al via che rientra tra le cosiddette cause di forza maggiore. Da notare, però, che a Maranello avevano anche sbagliato i calcoli su quali fossero le miglior gomme. La strategia aggressiva non ha pagato e la bandiera rossa ha aiutato a minimizzare il problema.

    Voto 4: regolamenti, motori e gomme

    Quando si parla di regolamenti, c’è sempre una falla di sistema. Quella sui motori va avanti da qualche anno nonostante le dovute correzioni. E, di quando in quando, ci lascia sbigottiti se ad avvalersi di qualche escamotage sono i top driver. In altri termini, avere un numero di motori contingentato ma poi potersene fare una scorta di unità nuove accusando una sola penalità che le accomuna tutte, è un nonsense rispetto alla filosofia iniziale che ha dettato la norma stessa. Qualcosa da rivedere c’è anche sul regolamento gomme: i team devono scegliere le mescole con 2 mesi d’anticipo, così succede che – ad esempio – la Ferrari porta degli pneumatici immaginando temperature fresche da fine agosto belga trovando, al contrario, Rimini Rimini 2 la vendetta.

    Voto 3: Vettel

    Sarà un’impressione buttata lì ma pare che a Sebastian Vettel roda vedere un Raikkonen così competitivo. Lo scorso anno Iceman non era una minaccia e il tedesco trasformava in oro tutto ciò che toccava senza far rimpiangere Fernando Alonso. In questo 2016, invece, combina pasticci su pasticci. La fortuna, poi, non lo assiste. Ma l’incidente in partenza è frutto della sua voglia di passare per primo da quella curva come se non ci fossero altri 44 giri davanti. E’ un suo errore di valutazione che rende vano il lavoro fatto dal team.

    Voto 2: Verstappen

    Giudicare la manovra in partenza di Verstappen è arduo poiché tocca a Vettel prendersi una buona percentuale di colpe. Per puntare il dito contro il pilota della Red Bull, si può far notare che, se scatti al rallentatore come nel suo caso, non hai nessuna speranza di rimetterti davanti tirando una staccata da fantascienza alla prima curva. Il pasticcio è servito. Ormai sei dietro e lì devi restare. Che sulle Ardenne l’olandese abbia un’adrenalina tutta sua e completamente fuori parametri di legge, ne abbiamo conferma quando costringe Raikkonen a frenare sul Kemmel per evitare il tamponamento. A parte episodi tipo questi, non combina nulla di buono. Se suo papà non gli ha insegnato l’educazione, dovrebbero pensarci i commissari di gara.

    Voto 1: penalizzazioni cercasi

    Continua a lasciare sbigottiti la diversità di trattamento dei commissari di gara da un Gran Premio all’altro. In Belgio abbiamo visto duelli molto più che sopra le righe ma non si è mai mosso un dito. Okay, ci stiamo. Non vogliamo una F1 per pivellini! Vogliamo, però, che si tenga questo metro di giudizio sempre, d’ora in poi. E non che tra una settimana si veda di nuovo la sfilata dei 5” di penalità, tutti allegramente in pit lane anche solo per averci provato.

    Voto 0: la scarpa di Ricciardo

    Meriterebbe dieci ma il posto oggi è già occupato! Per cui gli diamo zero in onore al disgusto provato. Webber, uno che all’occorrenza sa anche vomitare in gara direttamente dentro al casco (vedi GP del Giappone 2007), non si tira indietro. Alza il calice e degusta. Ringrazia lo sponsor delle calzatura. Ricciardo ha creato un marchio di fabbrica: versare e bere lo champagne dentro la scarpa sporca e sudata, usata durante il Gran Premio. Forse ci sono modi migliori per farsi notare…