GP Belgio F1 2017, le pagelle da 10 a 0

I voti a piloti e team dopo il GP Belgio F1 2017, Hamilton impeccabile, Vettel autorevole, Ricciardo super. E tante bocciature. Le pagelle da 10 a 0 del Gran Premio del Belgio

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    GP Belgio F1 2017, le pagelle da 10 a 0

    E il momento delle pagelle da 10 a 0 (anzi, anche un po’ più in là); il GP Belgio F1 2017 ha emesso i suoi verdetti. Lewis Hamilton ha messo insieme una delle gare più autorevoli della propria carriera, perché condotta di fronte ad un avversario molto temibile, a tratti anche migliore, come la Ferrari attuale. Sebastian Vettel ha limitato i danni e ha fatto ciò che ha potuto, date le circostanze. Ombre per Bottas e Raikkonen. Capolavoro di Daniel Ricciardo e per questo si merita la foto di questa pagina. Caos e problemi vari nelle retrovie. Allora basta chiacchiere e leggiamo le pagelle.

    10 – LEWIS HAMILTON

    Che altro voto gli si può dare? Pole position da record, condotta di gara perfetta, gestione freddissima nel cruciale momento della ripartenza dopo la safety car, quando Vettel ha tentato l’attacco. Contro una Ferrari veramente in palla. L’unico appunto forse va fatto al suo solito spazientirsi durante i giri con la safety car. Almeno questa volta non ha tirato la staccata a Bernd Mayländer. Hammer Time.

    9 – SEBASTIAN VETTEL

    Non può avere il 10 perché non ha vinto. Ma ci ha provato, anche in qualifica. Forse quel pizzico di potenza in più che ancora la Mercedes conserva sulla Ferrari ha costituito un limite sottile però invalicabile. E comunque dall’altra parte c’era un Hamilton al meglio. Nemmeno Vettel può fare i miracoli, a volte ci si deve accontentare di contenere gli avversari.

    9 – DANIEL RICCIARDO

    Ottenere un risultato di prestigio disponendo di materiale non all’altezza dei rivali è sempre indice di stoffa da vendere. Non è la prima volta che Daniel Ricciardo capitalizza alla grande approfittando di opportunità impreviste. Lo sa fare talmente bene che ora in classifica si trova davanti a Kimi Raikkonen. L’italo-australiano è uno dei migliori piloti al mondo, sicuramente sottovalutato rispetto ad altri colleghi scenografici ma di poca sostanza o inconcludenti portatori di valanghe di dollari. Che sia a causa di quel suo viziaccio di bere dalle scarpe?

    8 – FERNANDO ALONSO

    Non certo per i risultati ma per il cuore che ci mette. Quei suoi sorpassi nelle fasi iniziali fanno venire malinconia per l’assenza di un mezzo competitivo su cui vederlo esprimersi come sempre sa fare. Che la situazione attuale se la sia cercata o no, un Alonso senza macchina di vertice è una perdita soprattutto per il pubblico. Dobbiamo consolarci con i suoi incessanti show radiofonici. L’ultimo, quando gli avevano comunicato che il compagno Vandoorne stava entrando ai box: “L’unica ***** auto che posso superare”. Imperdibile.

    6 – KIMI RAIKKONEN

    L’errore compiuto sotto bandiera gialla che gli ha procurato la penalità gli è costato quasi certamente il podio, in un weekend invece di alto livello. Si è riscattato col sorpasso su Bottas dopo la ripartenza dalla safety car, parallelo a quello di Ricciardo. Altrimenti sarebbe stata una prestazione da 8.

    5 – VALTTERI BOTTAS

    Quando il tuo compagno domina per tutto il weekend e tu invece non riesci mai a venire a capo della macchina, e poi ti fai sorprendere in modo plateale da due avversari nella ripartenza, vuol dire che ti manca qualcosa. Anche Hamilton aveva gomme che non entravano in temperatura, ma lui doveva tenere a bada Vettel. Vero che confrontarsi con l’inglese è compito tremendo per chiunque, tuttavia Bottas rischia di essere l’elemento debole della catena teutonica, perché anche il gioco di squadra deciderà il mondiale piloti. Toto Wolff può giocare a Risiko finché vuole, ma se il suo protetto non si sblocca, Hamilton avrà vita difficile.

    4 – FELIPE MASSA E TEAM WILLIAMS

    L’ottavo posto finale gli va anche largo. Purtroppo Felipe ha commesso nelle prove libere un errore inusuale da un pilota della sua esperienza, costato la perdita di mezza giornata di lavoro. Poi ha aggiunto una penalità in griglia per non aver rispettato una bandiera gialla. Questo ha compromesso fin dall’inizio la gara. Per quanto riguarda la squadra, non riesce ancora a venire a capo dei troppi problemi che ha. E meno male che ha il motore Mercedes.

    2 – FAMIGLIA STROLL

    Lance perché dimostra che i soldi del papà sono finora l’unica reale qualità da lui dimostrata finora. Il padre Lawrence perché dimostra che i suoi soldi sono l’unica reale qualità dimostrata finora dal figlio.

    1 – SERGIO PEREZ, ESTEBAN OCON E TEAM FORCE INDIA

    Veramente, fatela finita. Uno porta il grano, l’altro i motori ma poi non fanno altro che litigare come due scalmanati in autostrada. Sfasciando macchine, compromettendo i risultati e causando problemi a tutti gli altri, come l’ingresso della safety car. La squadra solo in serata ha detto che ora non permetterà più simili comportamenti. Meglio tardi che mai. Ma è comunque tardi e ciò è gravissimo. Ocon e Perez non sono Prost e Senna (una distanza che si misura in anni luce) e la Force India non è la McLaren di Ron Dennis.

    0 – HONDA

    Le infinite rotture e il pauroso gap di potenza sono già un flop enorme per un costruttore di tale importanza. Ma il culmine del ridicolo è stato raggiunto sabato, quando Alonso in chiusura di Q2 si stava lanciando sfruttando la scia di Vandoorne per entrare nella top ten ma il software della power unit Honda ha deciso che il due volte campione del mondo non doveva accelerare in quel punto. Risultato: “No power, no power”…

    -1 – REGOLAMENTI FIA

    Vandoorne penalizzato di 65 (!) posizioni per la sostituzione dei componenti alla power unit; strano, non ci eravamo accorti che il belga fosse partito dal fondo griglia della GP3. La Mercedes che dopo la safety car deve montare gomme soft, non adatte alla situazione, perché aveva terminato i set di ultrasoft permessi; nel box ci deve essere qualcuno che le ruba e le rivende ai collezionisti. Viene modificata la quantità di olio ammissibile insieme alla benzina ma solo per motori omologati da un certo punto in poi; come se non bastassero le dietrologie già esistenti. Senza dimenticare la colossale idiozia dell’anno scorso quando censuravano le comunicazioni radio. Dirigismo sovietico da fare invidia a Breznev. Ma smettetela e lasciate le squadre libere di correre. E poi tollerano i software, come quello della Honda, che dicono al pilota quando deve accelerare…