GP Brasile F1 2012, gomme sperimentali per la Pirelli

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    F1, Gran Premio del Brasile   Gara

    AP/LaPresse

    Chissà quanti tra i big avranno tempo e interesse di provare la nuova mescola sperimentale portata dalla Pirelli a Interlagos per il Gran Premio del Brasile 2012. Nelle prove libere del venerdì il gommista italiano presenterà il primo assaggio di una gomma da introdurre il prossimo anno, così come fece per l’attuale gamma di pneumatici nel 2011.

    Vettel e Alonso, con l’obiettivo iridato nel mirino, sicuramente non dedicheranno troppo spazio alla valutazione della nuova gomma, piuttosto potrebbe essere l’occasione per inanellare qualche giro extra e rifinire l’assetto. Far funzionare al meglio le dure e le medie da impiegare in gara sarà l’imperativo categorico del week end.

    A spiegare le novità delle gomme 2013 ci pensa Paul Hembery. «In Brasile, durante le prove libere, porteremo alcuni pneumatici prototipo del 2013 in modo da dare alle squadre un assaggio del prossimo anno. Poiché i primi test ufficiali si terranno solo a febbraio, questa sarà un’occasione estremamente importante per loro, considerando anche il fatto che stanno finalizzando le monoposto per il 2013. Speriamo quindi che venerdì non piova! Sia le mescole sia le strutture verranno modificate, il che significa che le caratteristiche dei nuovi pneumatici saranno alterate, avranno un range di lavoro più ampio e alcune mescole saranno leggermente più aggressive».

    E’ pista vera quella su cui si chiuderà il mondiale 2012, l’ultimo atto non poteva andare in scena su un tracciato più esigente. Quattro chilometri e 300 metri fatti di sconnessioni, curvoni veloci, varianti da affrontare senza una sbavatura e tornantini che metteranno a dura prova la tenuta delle gomme. Senza tralasciare la variante forse più importante: il motore. Siamo a fine stagione e in Red Bull – giusto per limitare il confronto a chi si gioca il titolo – avranno un propulsore già usato, a differenza della Ferrari di Alonso. Dettagli, che potrebbero essere fondamentali considerando l’altitudine di San Paolo del Brasile (700 mt s.l.m.) e la conseguente perdita naturale di potenza dei propulsori: la salita dell’Arquibancada da fare in pieno fino alla S di Senna metterà a dura prova la resistenza dei V8 in caso di week end asciutto.

    Il giro di pista a Interlagos parte con il rettilineo in leggera salita, dopo la picchiata dell’ultima curva in discesa. Prima curva a sinistra per la S di Senna, punto favorevole per i sorpassi e altrettanto decisivo in accelerazione per preparare la Curva do Sol, lunga sinistra da fare in pieno e lanciarsi in uscita sulla Reta Oposta. Ancora una staccata, meno decisa stavolta, alla Descida do Lago: appoggio in terza e nuovamente via a gas spalancato prima del curvone in salita della Ferradura. Per le gomme sarà il punto chiave: grande carico trasversale sull’anteriore sinistra, cui si aggiunge la frenata per inserire la monoposto nel primo tornante a destra da seconda marcia. Inizia qui il breve complex di curve lente, che prosegue con una lunga sinistra in discesa, poi un allungo e ancora frenata da seconda marcia per il Bico de Pato. Curvone Mergulho e via in discesa, prima della frenata che immette sull’Arquibancada.

    Il tratto centrale di Interlagos esalterà il carico aerodinamico e la trazione delle monoposto, un settore fatto su misura di Red Bull e nel quale prevedibilmente la F2012 soffrirà. Ferrari avvantaggiata, invece, nel T3 tutto velocità che riporta sulla linea d’arrivo.

    Sebbene sia stato più volte riasfaltato, il manto dell’autodromo Carlos Pace è molto irregolare con ripercussioni sulla trazione e aderenza delle monoposto.

    «Interlagos è una pista difficile per le gomme perché vi sono abbastanza zone di trazione, alcune di esse in uscita da curve lente, che riversano carichi laterali sulle coperture. Al contempo, in alcune di queste curve si azionano contemporaneamente Drs e Kers, e ciò stressa enormemente le gomme posteriori. Al contrario, le gomme anteriori sono poco sollecitate su questo tracciato. La difficoltà deriva anche dal fatto che la pista è sconnessa, quindi gli pneumatici scivolano di più. Questi elementi rendono Interlagos una pista particolarmente impegnativa per le gomme, sulla quale difficilmente si potrà fare un solo pit-stop», ha anticipato Bruno Senna.