GP Brasile F1 2013, anteprima: tra addii e nuove gomme

Il Gran Premio del Brasile 2013 chiude la stagione di F1

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    Pedro De La Rosa , Charles Pic

    AP/LaPresse

    Interlagos, finalmente. Il Gran Premio del Brasile 2013 è distante pochi giorni, poi calerà il sipario sul mondiale, che non poteva essere più beffardo e carico di false promesse. I flop di tanti andranno in soffitta, sperando che le ripetizioni invernali siano utili per recuperare e presentarsi pronti come ormai da troppo tempo non avviene all’alba della nuova era, quella dei motori turbo.

    Cala il sipario sul mondiale, così come sulla carriera in Formula 1 di Mark Webber, all’ultima occasione per togliersi una soddisfazione importante, pole position o qualcosa in più di un secondo posto sul podio. La nuova era per lui si chiamerà Porsche e gare endurance. Cala il sipario sulla storia rossa di Felipe Massa. Anche qui, finalmente. Troverà spazio in Williams, ma anche un bel compagno di squadra, non certo perché simpatico.

    Cala il sipario sulle gomme Pirelli 2013, mai come quest’anno circondate da critiche, veleni, perplessità. Ancora non si sa chi fornirà le monoposto il prossimo anno, ovviamente sarà il gommista italiano, ma l’annuncio ufficiale manca. Sul tavolo c’è piuttosto il nodo test da sciogliere, perché un’altra stagione come quella che si avvia alla conclusione è fuori discussione. Proprio Interlagos sarà il terreno prescelto per dare un assaggio di quello che è il lavoro in ottica 2014. Nelle prove libere del venerdì, infatti, oltre alle consuete mescole elette per il week end di gara (dure e medie in Brasile) ci sarà una copertura sperimentale da sottoporre all’analisi dei team e sulla quale raccogliere dati utili per lo sviluppo.

    Non è elemento da sottovalutare perché un anno fa si palesarono quelli che sarebbero stati poi i problemi di eccessivo degrado culminati nella crisi di Barcellona. Occhio quindi a come si comporteranno le nuove gomme.

    Le sfide di Interlagos sono sempre un banco di prova interessante per valutare trazione e bilanciamento della monoposto. In cantiere ci sono cambiamenti da apportare ai box, spostando partenza e pit-lane sulla Reta Oposta, ma per quest’anno il layout resta immutato. Si esce dall’ultima curva Junçao e giù il gas nella salita che porta alla Subida dos boxes che diventa poi Arquiibancadas e picchiata sul traguardo: serve motore e una monoposto non troppo carica sulle ali, altrimenti subire un sorpasso è un niente. Staccata della S Senna, in discesa e contropendenza, si può attaccare portandosi all’interno e la manovra è relativamente facile. Poi grande accelerazione in pieno dall’uscita della S e sulla Curva do Sol, per lanciarsi sul secondo rettilineo. In fondo, via tre marce e si affronta la Descida do Lago, per riaffondare il gas e scaricare il cambio fino alla salita velocissima verso destra della Ferradura. Inizia il complex del circuito, la parte mista guidata. Qui serve un gran bilanciamento in frenata, perché il più delle volte si stacca ancora in curva e un inserimento chirurgico, oltre a una gran trazione per ripartire dai tornantini. Dopo il primo piuttosto aperto si richiama la monoposto nella lunga sinistra del Pineirinho, accelerazione e nuovamente gran frenata per il Bico de Pato. Non finisce qui il settore guidato, visto che un’altra curva in discesa, veloce, porta alla staccata finale della Junçao: siamo sul curvone Mergulho.

    Le macchine migliori costruiscono il tempo nel T2, mentre dalla Junçao è tutta un’accelerazione continua fin sul traguardo.

    Tra le cose migliori dell’ultima gara dell’anno c’è sicuramente… Interlagos, circuito vero, con ancora tratti nei quali guidare significa qualcosa e punti di sorpasso “naturali”. Chi ha pelo sullo stomaco e attributi sa anche inventarli, e alla mente torna il Fernando Furioso di due stagioni fa, quello che all’esterno della Ferradura sverniciò un Jenson Button incredulo. Lo stesso Button si cucì sulla tuta 12 mesi più tardi l’ennesima vittoria da Risiko, costruita sulla strategia e un asfalto bagnato e infido.

    Chi vincerà domenica? Se non verrà colto da saudade paulista, da un carnevale ancora distante tre mesi, da una caipirinha di troppo ad annebbiarne i riflessi, da un samba o dal pensiero ai mondiali di calcio, sarà difficile vedere qualcun altro che non sia Sebastian Vettel festeggiare davanti alla torcida.

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    Paddock Girls GP Brasile F1 2012