GP Brasile F1 2013: au revoir Massa, adieu Webber

Tempo di saluti a Interlagos

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    A Interlagos non potevano mancare loro due in conferenza stampa, Mark Webber e Felipe Massa, evidentemente sotto i riflettori per questioni ben note. Pensionamento per l’australiano, cambio di factory per Massa, un quasi esodato riuscito a strappare un ingaggio forse più interessante di quanto non appaia nella situazione attuale.

    Tempo di bilanci, inevitabilmente. A fare una rapida carrellata delle ultime stagioni si potrebbe tranquillamente dire che hanno preso sonoramente la paga dai rispettivi compagni, salvo accorgersi che momenti da ricordare ce ne sono eccome.

    Chiude una pagina lunghissima della carriera proprio nel cortile di casa, Massa: «E’ un momento bello, positivo, un cambio per tutti. Io vado in un’altra squadra, Ferrari con un altro pilota, dobbiamo vivere insieme quest’ultima gara e sarà emozionante. Ci sono i miei tifosi, la famiglia, gli amici, è un posto bello per finire una storia così lunga».

    Lunga storia che, però, dal 2009 non è più in grado di raccontare pagine importanti. Quali sono i punti più bassi della Ferrari-story? «L’incidente non è stato un gran momento, ma forse [il peggiore] è la gara di Hockenheim 2010». Tanto per ricordare l’inghippo, trattasi del team radio nel quale gli veniva imposto di lasciar passare Alonso. Così fece Massa, ma non servì a nulla a fine anno per le velleità iridate. Non è un Felipe che nutre rancori quello di Interlagos, anche perché sa bene come la fiducia del team sia andata oltre ogni più rosea aspettativa, con i tifosi in rivolta nelle ultime annate, pronti a invocare la cacciata di un pilota senza più stimoli. Certo, sprazzi di velocità con lo spagnolo alle spalle ne ha avuti anche lui: troppo pochi e dilatati nel tempo per poter incidere.

    «Proverò a fare il massimo nella mia carriera e spero che anche in Ferrari ci possa essere un bell’avvenire. Non ho davvero nulla di cui lamentarmi, abbiamo passato dei bei momenti insieme e spero di avere un futuro fantastico in un altro team».

    L’ultimo pensiero va, poi, a Domenicali: «Stefano è un grande amico e ha fatto tanto per me. Spero che possiamo divertirci in quest’ultima gara e ottenere un buon risultato per rendere la conclusione ancor più emozionante».

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    Accanto a Felipe c’è Mark Webber, lui pronto al passaggio dalle lattine al cavallino, da un team nato dal nulla e senza storia, alla leggenda. Da Red Bull a Porsche. «Credo ancora di guidare bene, ma non voglio restare in giro peggiorando prestazioni. E’ come stare un po’ su un crinale scivoloso: devi stare attento a non provare troppo le tue performance e quel che eri solito fare», spiega Mark giocando con le metafore. Sarà comunque una gara normale promette, forse domenica si sentirà un po’ diversamente. «Guardo alla gara in tanti modi, spingo per ottenere un buon risultato, ma sono anche pronto a fermarmi e guardare avanti a un inverno più lungo del solito che mi aspetta e le nuove sfide dietro l’angolo».

    Contento di lasciare un mondo che gli ha dato tanto, con forse il rimpianto di un titolo che poteva davvero essere suo nel 2010: «Non avrei abbandonato se non ci fossero state cose che ero contento di lasciarmi alle spalle. Sarei rimasto se avessi avuto più lati positivi che negativi. Restano situazioni ancora in grado di ripagarti enormemente in Formula 1. Ovviamente una di queste è guidare la macchina al limite e a certi livelli: Suzuka, Spa, Montecarlo, correre su certe piste è una vera sfida che ti ripaga, queste sono alcune cose delle quali sentirò la mancanza». Un ultimo pensiero lo riserva al mago, e all’adrenalina che dà lavorare con Adrian Newey, chissà quanti nel paddock lo invidieranno ancora Mark.

    Paddock Girls GP Brasile F1 2012