GP Brasile F1 2013: il Processo al Gran Premio!

Benvenuti all’ultima edizione del Processo al Gran Premio

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    GP Brasile F1 2013: il Processo al Gran Premio!

    Benvenuti all’ultima edizione del Processo al Gran Premio. La stagione 2013 di Formula 1 si chiude con il GP del Brasile e l’ennesima vittoria di Sebastian Vettel. L’immagine che abbiamo scelto come copertina di questo pezzo racconta tutto: un anno, un quadriennio, un’epoca. Vettel esulta asciutto e smagliante in primo piano e Fernando Alonso rosica, bagnato e sfocato, dietro. Dal 2014 sarà tutto diverso. Sicuramente dal punto di vista regolamentare. Chissà se anche da quello dei risultati. Intanto ci sono tre temi da affrontare anche oggi per mandare definitivamente in archivio la gara di Interlagos. Primo: la Ferrari perde il secondo posto tra i costruttori per colpa di Massa o a causa dei commissari di gara? Secondo: Vettel doveva far vincere Webber dimostrandosi non solo un grande vincente ma anche un grande sportivo? Terzo: Valsecchi, a conti fatti, è stato fortunato a non esordire con la Lotus lasciando le figuracce a Kovalainen?

    CASO 1, Massa: penalizzazione giusta?

    ACCUSA. Complimenti alla Williams! Ha fatto sicuramente un affare a prendersi Massa! Siamo sarcastici, eh! Il brasiliano è arrivato ottavo in campionato piloti. Tra gli 8 piloti dei primi 4 top team è… ultimo! Eppure Alonso ha chiuso saldamente al secondo posto. Eppure la Mercedes ha battuto la Ferrari per soli 6 punti. A Maranello festeggiano da mesi il suo addio. Sono tutti contenti di essersi liberati di un peso. Ammettiamolo! Neppure nell’ultimo suo giorno, davanti al suo pubblico, riesce a regalare una gioia. Tra tutti i piloti del Circus è l’unico ad essere penalizzato per il taglio nella corsia box. La direzione gara ha ragione. Non si può discutere del complotto contro di lui, soprattutto se siamo in quel di San Paolo! Suvvia. L’unica teoria della cospirazione che regge salterà fuori fra qualche decennio e racconterà che nel periodo 2010-2013 Massa è stato pagato sottobanco dalla Red Bull per remare contro.

    DIFESA. La descrizione di cui sopra è troppo faziosa. Massa ha fatto una grandissima gara d’addio ritrovandosi persino 4° dietro ad Alonso. La direzione gara ha commesso un grave errore nel penalizzarlo per il taglio della corsia box ma non ha potuto fare nulla per rimediare. In sostanza, dopo aver inflitto il drive through al brasiliano si è accorta che praticamente tutti gli altri piloti erano protagonisti della medesima infrazione. Non potendo intervenire su tutti (sarebbe stata una farsa) ha iniziato a mandare segnali di avvertimento. A pagarne le spese è stato il paulista. Sfigato anche oggi ma comunque assolto. Assolto a pieni voti! E, vedrete, lontano da Alonso rinascerà. Bottas è avvisato…

    CASO 2, Vettel: sempre cannibale

    ACCUSA. Fernando Alonso sperava che Massa si trovasse dietro di lui all’ultimo giro per regalargli un podio celebrativo davanti ai propri tifosi. Grande campione, grande uomo e grande sportivo. Lo spagnolo. Sebastian Vettel, come fece un certo Ayrton Senna con Gerhard Berger, avrebbe l’occasione di far vincere Mark Webber nel suo ultimo Gran Premio di Formula 1 della carriera e rendergli persino il maltolto della Malesia. Ma non lo fa! E’ una vergogna l’atteggiamento arrogante che il tedeschino continua a mantenere. Stop.

    DIFESA. Sebastian Vettel non corre contro Alonso. Corre contro i record e la storia. Lo fa già da alcuni GP. Il successo di Interlagos significa fare 13 in un anno come solo il grande Schumacher è riuscito. Significa inanellare 9 vittorie di fila come il leggendario Alberto Ascari. Di fronte a tutto ciò, chi se ne frega di fare un regalo a Webber? Inoltre, nello sport deve vincere il migliore. Nella beneficenza vince lo sfigato di turno. La Formula 1 vuole e deve essere uno sport. Uno sport-spettacolo ma pur sempre uno sport. Vettel ha fatto il suo. Diversamente, sarebbe stato solo patetico.

    CASO 3, Lotus: bell’affare con Kovalainen!

    ACCUSA. Ottima scelta quella della Lotus di affidare la macchina a Heikki Kovalainen per gli ultimi due GP del 2013 in sostituzione di Kimi Raikkonen? I risultati dicono che chiunque avrebbe fatto lo stesso. Chiunque. Persino chi vi sta scrivendo. Zero punti sono zero punti. Ben gli sta a Boullier ed alla sua arroganza. “Vogliamo un pilota che ci faccia stare stabilmente in zona punti”, aveva dichiarato. Aveva. Appunto.

    DIFESA. Forse forse a Valsecchi non è andata malissimo. Negli USA avrebbe potuto farsi notare più di Kovalainen ma nel complicato weekend del GP del Brasile se la sarebbe vista brutta nel barcamenarsi con pochissima esperienza tra bagnato e bagnatissimo. Poi asciutto. La Lotus dice di credere in lui e di aver scelto Kovalainen anche per non “bruciarsi” il talento del pilota di Erba. Mah. Se nel 2014 diventa titolare, allora tutto è perdonato al team di Enstone. Diversamente restano i dubbi. Ma anche le certezze che il buon Davide non avrebbe potuto fare fuoco e fiamme ieri.