GP Brasile F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Ultime pagelle dell'anno da Interlagos

da , il

    AP/LaPresse

    Manca all’appello proprio quando sarebbe servita maggiormente, la pioggia nel Gran Premio del Brasile 2013. A Interlagos l’ultimo appuntamento dell’anno passa in rassegna con una gara asciutta, a mettere in difficoltà i team che per due giorni si erano abituati a muoversi con le scarpe scolpite. E invece sono 71 giri sì interessanti ma non certo in grado di far saltare sulla poltrona.

    Ci prova Rosberg a dare una piega diversa alla corsa: rimbalza dopo giri 1. Ci prova Massa a regalare un acuto in casa e quasi gli riusciva: i commissari decidono che l’acuto può farlo sotto la doccia. Ci prova Webber ad animare il gran premio e la sua battaglia con Alonso aiuta ad appuntare qualcosa sul taccuino. Sotto la bandiera a scacchi, come uno degli abbonati primafila premiati dal canone Rai c’è sempre Vettel, all’ennesima affermazione stagionale, sperando che l’inverno porti almeno un raffreddore, un calo di prestazione, un deviatore di flusso sbagliato da Newey, qualcosa che a Melbourne 2014 ci faccia raccontare dell’altro.

    Vettel, 10

    Brasile, Gran Premio di Formula 1

    Interpreta la qualifica spazzando via ogni residua speranza dei tifosi di trovare qualcun altro in pole position. Le condizioni in continua evoluzione, la pista scivolosa lo esalta e riesce a staccare di 6 decimi Rosberg, pur competitivo sul bagnato. Al via sbaglia lo spunto e varrebbe un voto in meno se non fosse che si fionda sulla preda in un batter d’occhio e riconquista la testa della gara. Al box provano a rendere più vivace la domenica e tra le alternative caipirinha nella borraccia e una gomma che manca al pitstop, scelgono la seconda. Poco male, si chiuderà con altre ciambelle davanti alla torcida e l’arrivederci al 2014.

    Webber, 8 e 1/2

    Brasile, Gran Premio di Formula 1

    Regala azione nel duello con Alonso, sempre corretto come nella sua lunga carriera in Formula 1. Prova a fare il simpatico sul podio ma scivola malamente, rialzandosi con balzo felino: certo non gli manca la forma fisica.

    Dispiace non abbia potuto lottare per la vittoria e si debba accontentare di un altro secondo posto. Il saluto caloroso di Alonso nel dopogara spiega quanto l’australiano sia rispettato; avrebbe meritato di più in carriera forse, ha avuto la sfortuna di incrociare Vettel. In bocca al lupo per l’avventura Porsche. Resta negli occhi il fantastico giro di rientro senza casco, roba da piloti d’altri tempi. Esaltante.

    Alonso, 8

    Brasile, Gran Premio di Formula 1

    Stampa quello che per la Ferrari è un tempone in qualifica, poi al via resta chiuso da un Vettel in modalità-Webber e deve accodarsi rinviando i propositi belligeranti studiati tra sabato e domenica. Veloce come mai avevamo visto in questa seconda parte di campionato, la Ferrari surclassa la Mercedes a Interlagos, peccato non basti per agguantare il secondo posto nel mondiale piloti. La battaglia con Webber è a colpi di fioretto, senza rischi inutili e con il mutuo interesse a prendersi un ultimo podio stagionale. Un voto per una prestazione che sia di buon auspicio per il 2014.

    Button, 9

    Non se lo fila nessuno, distanziato com’è da Alonso e con il vantaggio rassicurante su Rosberg. Sarà un caso ma quando si deve costruire una gara senza riferimenti, l’inglese brilla sempre. Si parte con l’asciutto, mai provato in tre giorni e in McLaren intuiscono come andare con le gomme dure sia la scelta giusta per stare in pista il più possibile, aspettando la pioggia o comunque mettendosi al riparo da possibili problemi di graining. Button ci mette del suo e nelle prime fasi di gara rimonta in modo imperiale, fino a prendersi il quarto posto ai margini del podio. Perfetto.

    Rosberg, 5

    Ruggisce nelle libere, si inchina in qualifica, va in panchina in gara. Il gran premio del Brasile di Nico Rosberg segue una fase calante netta, figlia di una Mercedes per niente in palla e il confronto con la Ferrari è lì a dimostrarlo. Passa un giro in testa al gran premio, ottiene la prima fila, ma i presupposti sembravano potessero essere ben altri. Nel frattempo c’è un Hamilton che fa a ruotate con Maldonado e perde la scia del compagno.

    Perez, 8

    Vale per lui quanto già detto su Button. Rimonta dal fondo dello schieramento dopo aver sostituito il cambio. Gara gagliarda, peccato non gli servirà per strappare un sedile il prossimo anno, per quello dovrà far affidamento sui soldi di Carlos Slim e Telmex.

    Massa, 6

    Dispiace dover dare solo la sufficienza al brasiliano, in una gara rovinata dal drive through. Avrebbe concluso molto più in alto e sarebbe stato un risultato meritato, perché ha brillato nelle prime battute di gara. Purtroppo per lui ci sono delle regole e pochi centimetri gli sono stati sportivamente fatali. Non ha guadagnato un centesimo che fosse uno, i commissari potevano sorvolare e dare un warning, ma così non è stato. Si consola salutando il pubblico come se avesse vinto e con il commiato dell’intero box quando va in griglia per lo schieramento.

    Hulkenberg, 5

    Ci aveva abituato molto bene Nico e ritrovarlo in ottava posizione delude un po’. Resta risultato pregevole per una Sauber “normale”, sotto le aspettative se raffrontato con le ultime gare. Dal prossimo anno lo vedremo in Force India e potrà contare su una monoposto prevedibilmente competitiva, sulla quale si sta lavorando alacremente già dalla scorsa estate: se farà coppia con Sutil formerà uno dei box migliori della pitlane.

    Hamilton, 4

    Butta via una gara che non gli avrebbe regalato certo chissà quali soddisfazioni, ma è inconcepibile che un campione del suo calibro non dia nemmeno uno sguardo nello specchietto per curarsi di dov’è Bottas. Chiude la linea per impostare la Descida do Lago come se il finlandese fosse già dietro: giusta la penalità inflitta, perde il confronto con Rosberg, generalmente più veloce per l’intero week end.

    Ricciardo, 5

    Meglio in qualifica che in gara. Porta la macchina nella top ten per quello che è il giusto valore della Toro Rosso. Lo aspetta un inverno difficile perché l’impatto con Vettel potrebbe avere un doppio risvolto: affossarlo o esaltarne le capacità, farlo crescere esponenzialmente e guadagnare ancor più credibilità di quanta già non ne abbia nel paddock. Intanto a Faenza sembra abbiano trovato un bel pilota con questo Kvyat.