GP Brasile F1 2014: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1: pagelle dal Gran Premio del Brasile 2014

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    Gran Premio Brasile 2014 F1, la gara

    Appassionati di Formula 1 benvenuti nello spazio dedicato alle Pagelle del Gran Premio del Brasile edizione 2014. Sul circuito di Interlagos è Nico Rosberg a vincere ma per una volta vogliamo dare il massimo dei voti a Felipe Massa che fa di tutto, riuscendoci, per trasformare il terzo gradino del podio in una vittoria. Il tedesco della Mercedes riesce a tenere a bada un Lewis Hamilton pasticcione ma ancora in grado di controllare perfettamente il rivale nell’appuntamento finale di Abu Dhabi. Sul fronte Ferrari si vede un Raikkonen finalmente pimpante che chiude dietro ad Alonso solo per colpa di un problema al pit stop.

    VOTO 10: Massa

    Voto esagerato ma, nella nostra classifica, a qualcuno andava pur dato. Lotta come un ragazzino e si prende la scena con pieno merito quasi come non ci fossero davanti a lui due tizi che tra due settimane si incontreranno nell’appuntamento decisivo per la conquista del titolo mondiale. Tanto per dare spettacolo decide pure di passare in mezzo ai meccanici della McLaren durante il suo pit stop. Si becca una penalità di 5 secondi per eccesso di velocità in pit lane che, in altri tempi, gli avrebbe distrutto il morale facendolo lentamente scomparire alla distanza. Il pilotino Massa ci ricorda come è stato possibile che nel 2008 sia stato campione del mondo di F1 anche se solo per 16 secondi. Ed eravamo proprio ad Interlagos

    VOTO 9: Rosberg

    Controlla Hamilton come troppe poche altre volte ha fatto in stagione. Limare 7 punti ora che resta solo una gara, pur se con punteggi doppi, è un po’ come chiudere il cancello dopo che i buoi sono passati. Come farà Lewis , con una Mercedes del genere, a fare meno del secondo posto in quel di Abu Dhabi? Ad ogni modo, il tedesco dimostra di avere gli attributi perché fare meglio di Lewis è una missione quasi impossibile per chiunque.

    VOTO 8: Raikkonen e Button

    Senza il problema al pit stop, Raikkonen sarebbe finito davanti a Fernando Alonso. Basta questa considerazione, rapportata ai precedenti dell’annata che si sta per chiudere, per definire stellare il Gran Premio del Brasile di Kimi. Se ci si aggiunge che il tutto arriva con una prestazione delle sue, vale a dire senza mettere troppo sotto pressione macchine e gomme, allora i ferraristi possono ben sperare anche in ottica 2015. Restando in tema di ex-campioni del mondo, vanno riconosciuti buoni meriti anche a Button che con una McLaren non capace di sfruttare a pieno la potenza della power unit Mercedes ottiene uno dei migliori risultati dell’anno su una pista mai banale anche sull’asciutto.

    VOTO 7: Vettel

    E’ curioso che sia il tedesco quello a dover far meglio di Ricciardo per recuperare la credibilità smarrita. Ma tant’è. In Brasile rimette le caselle al suo posto trattando Ricciardo come un Webber qualunque. In gara è molto reattivo e sfrutta ogni occasione di sorpasso per non impantanarsi nel traffico.

    VOTO 6: Hamilton

    L’errore che rischia di fargli regalare a Rosberg punti pesanti in classifica è degno della solita testa matta capace di perdere il mondiale nel 2007 pur avendo un mare di punti di vantaggio rispetto a Raikkonen. Si dirà che è meglio vedere un pilota che lotta anche quando non ce n’è bisogno piuttosto che un freddo ragioniere. Forse. Si dirà anche che, nonostante lo sbaglio, ha messo pressione sul compagno di squadra mostrando per l’ennesima volta chi dei due è il più forte. Nel dubbio, fermiamoci a metà strada con una sufficienza semplice.

    VOTO 5: Ricciardo

    Profetico anche stavolta. “Spacco tutto”, è stata la sua dichiarazione bellicosa prima della partenza. Dopo uno scatto al via che lasciava intendere potesse far dimenticare la qualifica, perde subito brillantezza. Fa il tassista fino a che non arriva il ritiro.

    VOTO 4: Bottas

    Non è proprio la sua gara. Ha dei problemi con le cinture di sicurezza e, risolti quelli, non riesce comunque a far funzionare la macchina. Lotta con il degrado delle gomme uscendone nettamente sconfitto.

    VOTO 3: Ferrari

    Hanno pensato bene di diversificare le strategie tra Raikkonen ed Alonso per sfruttare meglio qualche occasione determinata dall’incertezza sulla resa degli pneumatici sul nuovo asfalto di Interlagos. L’impressione, però, è che si poteva fare molto meglio con entrambi i piloti. Alonso, richiamato troppo tardi, perde il duello con Vettel. Raikkonen, oltre ad essere rallentato da un problema nel cambio ruota, doveva dividere gli stint di gara in modo migliore per massimizzare il potenziale a disposizione.

    VOTO 2: Williams

    Ci sono sicuramente delle colpe all’interno del box Williams per la brutta gara di Bottas. Il voto è particolarmente severo con gli uomini di Grove perché sono recidivi. Quest’anno varie volte hanno buttato via punti pesanti per delle piccole leggerezze. Visto che vengono da periodi di vacche magrissime, dovrebbero essere molto più attenti agli sprechi…

    VOTO 1: Alonso

    Il voto non è alla gara dello spagnolo ma al suo atteggiamento da prima donna che, ammettiamolo, ha un po’ rotto i copertoni! Anche in Brasile se l’è tirata come se ce l’avesse solo lui. Si parla di un contratto firmato con la McLaren che resterà nella storia della F1 per quanto faraonico. E, intanto, Alonso se la ride sotto la barba e mentre precisa alla stampa internazionale che la decisione di andarsene dalla Ferrari è tutta sua e non “concordata” con la scuderia italiana che, evidentemente, se lo sarebbe tenuto ancora. Proprio il GP del Brasile, teatro finale della stagione 2007, dovrebbe ricordare al mondo che questo pilota ora super osannato, ha sudato sette camicie nella rivalità con il debuttante Hamilton.

    VOTO 0: Barrichello

    Vi state chiedendo cosa c’entra Barrichello? Allora non siete del tutto informati sulle ultime vicende del paulista. Rubinho è stato licenziato da commentatore per la F1 della tv brasiliana a causa di alcuni suoi atteggiamenti molto poco professionali. Quali? Innanzitutto si rifiutava di chiamare la Red Bull con il suo nome in quanto uomo immagine di un prodotto rivale sul mercato. Preferiva usare la sigla RBR con grande imbarazzo del pubblico e dei suoi colleghi. Inoltre, sfruttava la possibilità di stare a stretto contatto con i boss del Circus per proporsi come pilota a destra e a manca. Forte di qualche suo buon sponsor personale, era riuscito persino a trovare un accordo con la Caterham. Doveva correre il GP del Brasile e quello di Abu Dhabi. Siccome la sfiga, se ce l’hai, ti resta addosso per tutta la vita, il team malese ha alzato bandiera bianca sette giorni prima… lasciandolo ancora una volta a piedi!