GP Brasile F1 2015, anteprima: per lo show (e un ritorno di Raikkonen)

GP Brasile F1 2015, anteprima: per lo show (e un ritorno di Raikkonen)
da in Circuito Interlagos F1, Formula 1 2017, GP Brasile F1
Ultimo aggiornamento: Domenica 15/11/2015 16:24

    F1, GP Messico 2015: la Gara

    Ha tutti gli ingredienti che servono per assicurare uno spettacolo di livello, il Gran Premio del Brasile 2015. Formula 1 a due tappe dalla chiusura del mondiale, senza più nulla da dire in termini assoluti. C’è la matematica che può garantire alla Williams il terzo posto nel Costruttori, vero, ma sembra poca cosa dinanzi a quanto si è deciso nelle ultime uscite. Piuttosto, sarà gara che dovrà riportare Kimi Raikkonen anzitutto al traguardo, ancor meglio se con un risultato di prestigio. Per vicissitudini varie, Kimi manca da troppo tempo dalle posizioni buone della classifica: il podio di Singapore, la quarta piazza di Suzuka, poi la serie nera con l’incidente di Sochi – non equiparabile a un ritiro, ma comunque molto negativo – e due chiusure anticipate a Austin e Città del Messico. Seguite insieme a noi la gara del GP Brasile F1 2015 LIVE in diretta.

    Ferrari che dovrebbe trovarsi bene a Interlagos, specialmente nel settore centrale, quello più guidato, ma con la minaccia delle due Williams ugualmente competitive, ma sulla parte più veloce di Interlagos, il T1 e T3. Massa fece terzo lo scorso anno e potranno facilmente essere della partita. Dovrà mettere in pista un week end perfetto Raikkonen, dare un segnale che faccia ben sperare, perché se la vitalità e la voglia di lottare l’ha manifestata chiaramente nell’ultimo periodo, i risultati sono un po’ deficitari.

    Dall’altra parte del box Vettel proverà a far da guastafeste tra le due Mercedes e anche qui, senza più nulla in palio, sarà gara libera, specialmente dopo il comportamento del box in Messico, ritenuto da Hamilton ultra-protettivo nei confronti di Rosberg, congelando di fatto le posizioni e impedendo all’inglese di inventarsi qualcosa per scavalcarlo. Nico sin dal Gran Premio di Russia ha espresso la velocità che avrebbe dovuto garantire per tutto il campionato, non senza una buona dose di sfortuna e qualche errore (vedi Austin), pertanto può continuare con il trend positivo, replicando la vittoria del 2014.

    | LEGGI ANCHE: PREVISIONI METEO PER IL GP DEL BRASILE | ORARI E PROGRAMMI IN TV |

    Carne al fuoco ce n’è abbastanza, da condire con un quadro meteo molto incerto, che da un lato potrebbe riservare qualifiche e gara con la pioggia a mettere pepe ulteriore, dall’altro temperature elevate a riscaldare un asfalto dimostratosi aggressivo dopo la riasfaltatura di 12 mesi fa, con strategie da tre fermate ai box date per molto probabili.

    E’ il terzo circuito più corto del mondiale, Interlagos. Dopo la riasfaltatura del 2014, quest’anno esordiscono i nuovi box e l’area del paddock ampliata. In pista, sono 4.300 metri veloci, che filano via lineari, difficili da interpretare sul fronte dell’assetto, perché serve molto carico aerodinamico per la parte centrale e una velocità molto elevata sui rettilinei. Si parte in salita e subito cambio di pendenza verso la esse di Senna, da impostare senza vedere il punto di corda e con il circuito che va in discesa. Si richiama la monoposto verso destra e già da metà curva giù in pieno per affrontare la Curva do Sol, lunga sinistra che immette sulla Reta Oposta. Rettilineo sul quale provare l’attacco, ammesso di essere usciti bene dal curvone. La staccata in fondo, la Descida do Lago, non è particolarmente violenta, tuttavia, prendendo l’interno si può provare la manovra. Piega veloce a sinistra, si riaccelera subito e ancora in pieno, un tratto che fa parte già del secondo settore, nel quale si entra davvero affrontando la rapidissima destra in contropendenza della Ferradura.

    E’ uno dei punti più spettacolari di Interlagos, con staccata in piega per il primo tornantino, Laranja. Qui serve trazione, per uscire senza pattinamenti e tuffarsi sulla lunga sinistra in appoggio del Pinheirinho, a stressare le gomme sul lato destro (la posteriore destra è in assoluto quella più sollecitata). Immaginare di passare in questa sequenza di curve è molto difficile, anche se il secondo tornantino di Bico de Pato, in caso di forti problemi di trazione della macchina che precede, è un’occasione in più. Di nuovo passaggio sul cordolo e accelerazione per affrontare la penultima, vera, curva di Interlagos: la discesa di Mergulho. Termina il T2 e con la staccata della Junçao si entra nel settore conclusivo: forti richieste di trazione in uscita, per andare in pieno fino al traguardo, passando sull’Arquibanqadas in salita, scollinando prima dell’ingresso ai box, in traiettoria, come sempre. Qui la differenza la faranno i cavalli della power unit e il basso livello di resistenza aerodinamica.

    891

    PIÙ POPOLARI