GP Brasile F1 2015, il Processo alla gara di Interlagos

Il Gran Premio del Brasile 2015 non è ricco di azione, ma tre temi meritano comunque di essere esaminati nel Processo alla gara. Voi, dalla parte di chi state?

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    Un Gran Premio del Brasile 2015 fortemente al di sotto delle aspettative. Si immaginava ben altra lotta in pista che non quella mandata in scena nei 71 giri di gara, buoni solo per ribadire lo strapotere Mercedes e una Ferrari piano piano sempre più vicina. Tutti doppiati dalla quinta posizione in poi, condizione agevolata anche dalla brevità del giro a Interlagos. Nonostante una corsa scialba, c’è spazio per il consueto Processo alla gara e tra gli accusati c’è il campione del mondo, prima di tutti. Non brilla nel week end paulista, specialmente in sportività.

    Hamilton

    ACCUSA - Al sabato è più lento di Rosberg, che si prende la pole come Lewis ha fatto per gran parte dell’anno, ma nella tradizionale foto di rito manca di rispetto a Nico e Vettel, non presentandosi per il consueto momento. Bocciato, un campione del mondo dev’esserlo anche nei momenti della sconfitta.

    In gara si lancia in una rincorsa forsennata, senza considerare il degrado delle gomme nel seguire da vicino Rosberg, che risponde colpo su colpo e gestisce meglio le coperture, poi nel dopogara si aggrappa a scuse (legittime, perché vere) di una pista che non consente il sorpasso, seguendo da vicino. Sarebbe stato meglio dire, “Oggi Nico era più forte ed è stato più bravo nel costruirsi la vittoria già dal sabato”.

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    DIFESA – Pensa unicamente a vincere e, quando non gli riesce, non è tipo da sorrisi di circostanza. Il gesto al sabato è stato comunque irrispettoso, una caduta di stile; in gara ha fatto bene a provarci, mettere pressione su Rosberg, piuttosto che starsene lì a 2″ e andare in parata. Con due monoposto alla pari, immaginarsi un attacco era molto difficile.

    Williams

    ACCUSA – Si assicurano la matematica certezza di essere terzi nel mondiale Costruttori, però è un team che ha bisogno di fare enormi passi avanti sulla gestione al muretto. La Federazione rileva una temperatura delle gomme enormemente superiore al limite consentito e, sebbene Smedley, riporti i dati di altri sensori del team, a certificare la regolarità delle operazioni, resta il punto di meccanismi da migliorare. Qual è il sensore che è “impazzito”? Vicenda a parte, il team è sprofondato distante dalla Ferrari in termini velocistici, ma si salva per avere un buon margine sulla concorrenza alle spalle. Per il 2016, non basterà.

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    DIFESA - Fanno ricorso contro la squalifica, pur non cambiando l’esito finale nell’ottica mondiale Costruttori. Certo è che due sensori non possono entrambi essere sballati, quello in pista e quello della telemetria, che restituiscono un valore di temperatura corretto sulla gomma. Il Gran Premio del Brasile li vede tranquilli terzi protagonisti, la misura corretta di un team che porta a casa il risultato e può concentrarsi già da tempo sulla monoposto 2016. Con le risorse a disposizione si confermano una realtà positiva, che può puntare sporadicamente al podio.

    Ferrari

    F1 Brasile, la gara a Sao Paulo

    ACCUSA - Vettel non è mai della partita, Raikkonen ancora peggio. Il Gran Premio del Brasile conferma la posizione di rincalzo, dietro le Mercedes. Senza che accada nulla di straordinario, sulla prestazione pure la SF15-T non può mettere in difficoltà Rosberg e Hamilton. Provano con la strategia a inventarsi qualcosa, ma i tempi ottenuti con le morbide sono uguali a quelli marcati con le medie (più lente) dalle frecce d’argento. Ora serve il cambio di passo più deciso, in inverno, perché a Melbourne, il prossimo anno, si dovrà essere alla pari sul fronte tecnico se si vorrà sperare in ancor più vittorie e, magari, il titolo.

    DIFESA - Bisogna essere particolarmente ottusi a non voler vedere l’enorme progresso compiuto da un team che l’anno scorso annaspava per arrivare nei primi cinque. Interlagos ha detto che dopo 71 giri Vettel paga solo 14″, una media di 2 decimi al giro su una pista non facile per le caratteristiche della SF15-T. James Allison ha lasciato intendere che si lavora alacremente alla nuova monoposto e i riscontri sono positivi. Anche la gara di Raikkonen va letta sotto una prospettiva diversa, non è direttamente confrontabile con quella di Vettel, ciò non significa che da Kimi ci si attenda molto di più. Sarà in grado di darlo?