GP Brasile F1 2015: le Pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2015: pagelle dal Gran Premio del Brasile, scopri e commenta i migliori ed i peggiori ad Interlagos dopo la vittoria di Rosberg con la Mercedes

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Brasile 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul tracciato di Interlagos troviamo al primo posto Nico Rosberg che ha ottenuto il successo con piano merito. Hamilton non gli ha regalato nulla in quanto ci teneva tantissimo a omaggiare Senna davanti ai tifosi di San Paolo. Semplicemente Nico è stato più bravo. E fare meglio del fenomeno numero #44 non è da tutti. Tra i bocciati dobbiamo metterci proprio l’atteggiamento del tre volte iridato oltre alla noia ed a qualche discorso sbagliato di troppo…

    Voto 10: Rosberg

    Rosberg vince con la macchina migliore. Perché dargli addirittura 10, allora? Perché la storia di questa annata dimostra che per fare meglio di Hamilton serve dare tutto. Lewis non è arrivato in Brasile da turista. Niente affatto. Gran parte del suo atteggiamento distaccato è un’arma di difesa per nascondere l’imbarazzo che prova nel prender paga da quel compagno di box che ha, sportivamente parlando, umiliato per tanti mesi. Ora Hamilton non capisce come mai Nico sia diventato così forte. Vedi sotto, si ritrova a fare discorsi da perdente. Ed ha una terribile paura in ottica 2016. Se la sta facendo talmente sotto, da sospettare persino che ci sia un complottone Mercedes ai suoi danni per favorire il lato tedesco del box. Ai cospiratori l’ardua sentenza.

    Voto 9: Verstappen

    Nel corso delle pagelle di questa stagione 2015 di F1 abbiamo fatto di tutto per non dare troppo spazio a Max. Ci sarà tempo per lui. Il punto è che, piano piano, questo continua ad affacciarsi di prepotenza tra i grandi. Lo fa con ottime prestazioni. Lo fa con il piede pesante e con la sagacia tattica. Lo fa con il coraggio e con lo spettacolo. Ha 18 anni ed ancora mostruosi margini di miglioramento. Vive per le corse da quando è nato. Non ha grilli per la testa se non quello di gareggiare e vincere. I top team devono puntare su di lui. Adesso. Fossimo nella Red Bull penseremo ad una sua promozione immediata, fosse anche solo per non farlo chiacchierare troppo con Ferrari e Mercedes che fanno benissimo ad intasargli il telefono di messaggi.

    Voto 8: Vettel

    13 podi su 18 gare sono numeri pesanti. Essere riuscito per lunghi tratti a tenere il passo delle due Mercedes nonostante Rosberg e Hamilton stessero spingendo al massimo per darsi noi a a vicenda, è un dato che fa riflettere. Riscatta subito la prova da incubo offerta 2 settimane fa in Messico. Per dirla alla Arrivabene:”Seb è stato proprio un grande acquisto…”

    Voto 7: Alonso

    Non è neppure questo il fine settimana in cui riesce a metterci del suo ma, finalmente, Alonso appare tornato sul Pianeta Terra. E’ sereno, quasi felice, persino normale. Ha addirittura cambiato tono di voce durante le interviste… o è solo una mia impressione? Ha “mollato” la tensione ed il nervosismo che hanno contraddistinto il suo recente passato ed ora appare per come è davvero: un uomo intelligente, ironico, definitivamente simpatico che sa anche prendersi in giro. Fino a pochi mesi fa aveva fatto l’errore, invece, di prendersi forse troppo sul serio. Ma anche questa era la sua forza. Sua e di tutti i grandi campioni che, pur di vincere, sfoderano grinta e concentrazione sull’unico obiettivo che a loro interessa. Il pubblico, però, certe cose non sempre le capisce.

    Voto 6: Raikkonen

    Segue una strategia meno redditizia rispetto a Vettel accumulando, nel complesso, pochi secondi di distacco nonostante abbia un motore meno fresco dietro al sedere. Quando si accorge che non ha minacce dietro né opportunità davanti, si limita a controllare la gara. In tre parole: fa il suo.

    Voto 5: Todt

    Molti hanno sparato a zero contro il presidente della FIA per aver paragonato le vittime degli attentati di Parigi ai morti sulle strade. La mossa è stata azzardata e non facile da far capire all’opinione pubblica. Ma il ragionamento non è del tutto folle se a farlo è il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, mica il presidente della Repubblica francese… Il punto di partenza del ragionamento è che ogni anno si compiono stragi silenziose ma altrettanto orribili sulle nostre strade: il compito della FIA e far sì che tutti gli attori in gioco, dai governi alle case automobilistiche, lavorino affinché ciò non accada.

    Voto 4: Ricciardo

    Lo abbiamo conosciuto diverso. Aveva coraggio e sapeva sempre districarsi in mezzo ai problemi. Ora è vittima della crisi Red Bull e naviga anonimo fuori dalla zona punti senza riuscire minimamente a rimontare.

    Voto 3: Williams

    Volevano e dovevano battere le Ferrari su una pista teoricamente favorevole e su cui Massa è sempre andato forte. La barca affonda in fretta, però! Bottas prende una penalità in qualifica. Massa non brilla mai e viene pure squalificato al termine del GP per essere partito con le temperature degli pneumatici più alte rispetto al consentito. Colpa del team, anche questa.

    Voto 2: gli annoiati

    I più acuti hanno iniziato a sentire puzza di bruciato già quando si sono resi conto che c’erano in pista dei Grid Boys. La cosa è senza senso. Puzza di una specie di politicamente corretto artificiale, artificioso, ad uso e consumo di chissà quale pubblico. Certamente non quello della F1. Detto ciò, la gara fa tornare alla mente quelle old style, quelle dei monologhi del team più forte in cui null’altro accade. A chi si annoia, però, dico: la F1 è anche questo. A chi pensa di avere ricette facili per migliorare lo spettacolo ricordo che, ad esempio, se si desse retta a chi chiede di togliere i pit stop per fare come in MotoGP, tutte le gare sarebbero come questa. E ciao.

    Voto 1: Hamilton

    Dopo alcuni siparietti che lo hanno visto protagonista 2 settimane fa in Messico, avevamo il dubbio che Hamilton si fosse leggermente fritto il cervello. Dopodiché ci ha regalato, in ordine: dichiarazioni diffamatorie contro la memoria del povero Schumi; distrutto Pagani Zonda da 2 milioni di Euro (+ 3 auto in sosta) in piena notte tentando chissà che manovra alla curva Loews di Montecarlo; disertato senza ragioni la cerimonia post-qualifiche. Quanto al GP del Brasile, Hamilton se lo corre da frustrato n. 1. Ricalca in tutto e per tutto l’atteggiamento avuto da Rosberg durante la prima parte della stagione. E, di fronte all’insofferenza del tedesco, disse: “Hei amico, se pensi di essere più forte, perché non mi sorpassi in pista anziché lamentarti del team o della strategia?”. Benissimo. Ora è lui che deve rispondere a queste domande. Ed a scendere di qualche piano. I suoi tifosi, ne siamo certi, rivogliono il vecchio Lewis.

    Voto 0: Maldonado

    Ci mette la sua firma in una domenica con pochi sussulti. Dà una ruotata a Ericsson ed esce dalla zona punti. Conosciamo pregi e difetti di Maldonado. Ci chiediamo, tutto sommato, quanto possa ancora restare in F1 soprattutto pensando al fatto che la Renault non avrà certo bisogno della sua valigia zeppa di soldi per tirare avanti la baracca. Ad ogni buon conto: ci mancherà.