GP Brasile F1 2015, Vettel: “Nessuno ha migliorato quanto la Ferrari quest’anno”

Ferrari che chiude dietro le Mercedes il Gran Premio del Brasile 2015. Vettel molto contento per aver contenuto il distacco. Raikkonen l'ultimo non doppiato. Le parole dei piloti.

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    «Il solito, grazie». Risultato da clienti fissi, quello Ferrari nel Gran Premio del Brasile 2015, ma non è realmente “il solito”. Vettel e Raikkonen sono gli unici due a fare 71 giri oltre ai Mercedes, perché da Bottas – quinto – in poi sono tutti doppiati. Non è questo a lasciare però il sorriso su tecnici e piloti, quanto aver contenuto il distacco medio sul giro da Rosberg e Hamilton in lotta concreta, con Lewis a spingere per provare ad avvicinarsi e Nico a rispondere. Sono poco più di 14″ rimediati in gara da Seb, mentre per Raikkonen è stata un’altra gara, con un’altra strategia, da gestire per arrivare al traguardo nonostante le due soste contro chi, davanti, ne faceva tre e aveva più libertà di spingere.

    Le parole dei protagonisti

    «Siamo soddisfatti quando si vince, non quando si arriva terzi, però devo dire – per rendere onore alla macchina e a Seb – che il passo era molto buono: nell’arco dei 71 giri ce n’erano alcuni in cui si perdeva qualcosa, l’80% dei giri, altri in cui si guadagnava. La macchina e Sebastian hanno dimostrato che il lavoro paga ma anche che c’è tanto da fare».

    Sulle differenti tattiche adottate, spiega: «E’ stato fatto un cambio di strategia in corsa, anche per i dati sul consumo che avevamo». Contento delle indicazioni avute è anche James Allison, per il quale «è stata una giornata abbastanza buona, la macchina era competitiva, non abbastanza per vincere».

    «Abbiamo doppiato quasi tutta la griglia e siamo sufficientemente contenti, soprattutto in prospettiva, perché abbiamo visto un gap che, nel caso faremo un buon lavoro nei mesi invernali, potremo tornare competitivi il prossimo anno. Ci stiamo lavorando».

    Un’analisi che guarda al progresso complessivo nella stagione anche quella di Vettel, per dire che a Interlagos, sì, è stata una Ferrari forte, nonostante il risultato già “noto”.

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    «La corsa è andata bene, speravo forse di riuscire a fare qualcosa in partenza, ma non è stato possibile. A metà del primo stint pensavo di poter tenere il passo ma devo ammettere che loro sono stati più veloci», commenta Vettel sul podio. «Qui come passo gara siamo stati più vicini, 1-2 decimi dietro. Una bella corsa ma nella terra di nessuno, senza lotte dirette, speriamo di essere più vicini alla prossima. Eravamo troppo lontani per mettere una vera pressione sulle Mercedes, ma sicuri sulle macchine dietro e abbiamo provato qualcosa di diverso. Con le soft forse mi sono trovato anche meglio delle medie, ma c’era troppo traffico per recuperare terreno; l’idea era di fare qualcosa di diverso, sapevamo che con la soft non saremmo andati più lunghi, ma eravamo più veloci e abbiamo provato. Nel finale, a pista libera, siamo riusciti a recuperare ma è anche vero che Nico davanti controllava», dettaglia la scelta strategica.

    Vuole sottolineare più volte come sia un terzo posto che vale forse più degli altri ottenuti quest’anno, Vettel e dice: «La Mercedes ha spinto dall’inizio alla fine, il vero gap rispetto a Nico è molto inferiore rispetto alle altre gare in cui arrivavo terzo. Loro sono in una posizione di grande forza perché hanno fatto tutto correttamente in passato, una gran power unit, un’ottima macchina, se guardiamo a noi, i motoristi hanno fatto un miracolo, non c’è nessuno che abbia fatto un miglioramento paragonabile a quello che abbiamo fatto noi, lo stesso per la macchina. Non dimentichiamo che ci sono stati tanti cambiamenti e di solito serve del tempo per amalgamare tutto, ora durante l’invero avremo la chance di fare un grande passo avanti, puntiamo a farne uno più grande rispetto agli altri».

    Medesima gara in solitaria per Raikkonen, pur con uno sviluppo diverso. «Non è accaduto molto, la partenza è stata buona, ho mantenuto la posizione, poi ho seguito Seb. Ho lottato con il degrado delle gomme morbide, le medie andavano bene per qualche giro ma non sono del tutto contento di come le ho gestite. Ho provato le due soste e alla fine sono arrivato lontano da Seb, gestendo la posizione. Da nuove le gomme sembravano a posto, l’ultimo stint è stato probabilmente il migliore. Avevamo una buona velocità ed è stato semplice conservare la posizione, speravo in un feeling migliore dalla macchina».