GP Brasile F1 2016, il Processo alla gara di Interlagos

Gara bagnata e, di nuovo, scelte non impeccabili da parte della direzione gara

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    E’ una Formula 1 che oggettivamente fatica a correre sul bagnato. Il Gran Premio del Brasile 2016 lo ha confermato ancora una volta. Non si tratta di piloti incapaci di rischiare, ma di chiari limiti tecnici di gomme e monoposto. La gara di Interlagos si lascia tre punti da riesaminare, nel consueto Processo al Gran Premio. In due casi si tratta di decisioni prese da chi non è in pista, nello specifico dalla direzione gara e dal muretto box, scelte che non hanno convinto appieno.

    Direzione gara

    ACCUSA - Troppi interventi a frammentare la gara, in particolare è difficile da capire la seconda bandiera rossa, esposta dopo essere ripartiti dietro safety car. Le condizioni era chiaro sarebbero andate solo a peggiorare, si è perso del tempo utile per girare. Non si capisce esattamente cosa aspettassero nella saletta della FIA, Whiting e gli altri componenti del collegio che segue la gara. Comprensibile, invece, la scelta di partire dietro safety car, perché nel corso del week end non si erano mai sperimentate condizioni da bagnato e una partenza da fermo avrebbe portato un elevatissimo rischio di contare ritiri multipli dopo le prime curve.

    DIFESA - Assolutamente corretta la scelta di partire dietro la macchina di sicurezza. Quanto alla seconda interruzione, la ratio sarà stata quella di sperare in un miglioramento imprevisto, sapendo già che la pioggia sarebbe rimasta al più con la stessa intensità del momento in cui si è fermata la gara dopo la partenza dietro safety car. Il problema del Gran Premio del Brasile non sono state certo le decisioni della direzione gara, semmai una palese incapacità tecnica delle moderne Formula 1 di andare sul bagnato. Lì si dovrebbe intervenire

    Le pagelle del Gran Premio del Brasile 2016

    Pirelli e monoposto

    ACCUSA - Perché tante difficoltà per la Formula 1 sul bagnato? Non è un mistero che i piloti abbiano criticato le gomme Pirelli, ritenute insufficienti da Vettel già a Silverstone e seguito, dopo l’incidente addirittura nei giri di schieramento in griglia, da Romain Grosjean. Il problema dell’aquaplaning aumenterà considerevolmente il prossimo anno, per la maggiore larghezza delle gomme. Serve uno sviluppo importante che migliori radicalmente l’attuale gamma di Pirelli da bagnato.

    DIFESA - La gomma non può essere l’unica responsabile. Semmai sono le monoposto, pressoché invariate negli assetti tra asciutto e bagnato, le vere “colpevoli” di tante difficoltà. A parte un lieve incremento dell’altezza da terra, non si apportano radicali stravolgimenti al setup. Sono progetti molto più al limite di tanti anni fa e con pista bagnata emergono tutte le criticità.

    Red Bull

    ACCUSA - Verstappen è stato il protagonista del gran premio, ma che errore quello del muretto! Hanno per due volte montato gomme intermedie, senza rendersi conto di quale fosse il momento di gara e le prospettive che per tutti i team davano un intensificarsi della pioggia. Grave mancanza, come quella di richiamare Ricciardo al box in corrispondenza della chiusura della pitlane per l’incidente di Ericsson

    DIFESA - Hanno provato a giocarsi una carta diversa, per puntare alla vittoria. La prima sosta per montare le gomme intermedie effettivamente aveva dato riscontri positivi all’inizio, permettendo a Ricciardo di girare più rapidamente, ma l’evolversi delle condizioni meteo ha bocciato la decisione. Perlomeno si sarebbe potuto attendere a far rientrare Verstappen, visto che era in seconda posizione, in una gara imprevedibile negli sviluppi, come poi è stata.