GP Brasile F1 2016, la storia: 2003-2015

GP Brasile F1 2016, la storia: 2003-2015

La storia di tutte le edizioni recenti del Gran premio del Brasile a Interlagos

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Ultimo aggiornamento: Domenica 13/11/2016 16:17

    F1 Brasile, la gara a Sao Paulo

    Interlagos, San Paolo, naturale portare la mente e i ricordi indietro nel tempo, ad Ayrton Senna. Eppure, il brasiliano nel corso della sua carriera faticherà non poco a imporsi nel Gran Premio del Brasile: solo due successi, epico e contornato dell’aura leggendaria spesso costruita sulle sue imprese, quello del 1991. Resterà nella memoria perché vincerà con la McLaren bloccata in sesta marcia riuscendo comunque a resistere alla rimonta di Patrese aggiudicandosi per la prima volta il Gran Premio del Brasile. Ricordi lontani, ma sempre significativi. La storia recente della gara paulista regala altrettanti spunti, emozioni, sorpassi, momenti memorabili. Per seguire LIVE In diretta web la gara del GP Brasile F1 2016, BASTA CLICCARE QUI!

    A causa della pioggia torrenziale, la partenza è dietro safety car, con Barrichello in pole position. Al via il brasiliano arretra e passa al comando Raikkonen. Torna in pista la vettura di sicurezza pochi giri dopo, a causa di un contatto tra Firman e Panis. Sarà il gran premio della Curva do Sol, la lunga sinistra dopo la S Senna metterà fuori causa Montoya, Pizzonia, Schumacher – quasi contro il muletto che stava spostando le monoposto incidentate -. Coulthard balza provvisoriamente in testa, seguito da Barrichello, Ralf Schumacher, Alonso. Il recupero di Raikkonen si accompagna alla pista progressivamente asciutta, mentre Barrichello torna a guidare la corsa. La sfortuna perseguita il pilota Ferrari, rimasto appiedato senza più benzina. Al 54mo giro l’episodio che decide la gara: Mark Webber va a sbattere violentemente alla curva Arquibancada, la veloce sinistra prima del rettilineo box. Alle sue spalle, Fernando Alonso centra una ruota della Jaguar e va a muro, con la Renault distrutta. Bandiera rossa e gara interrotta, con la classifica da farsi su quella dei due giri precedenti la sospensione. Fisichella transita in testa, seguito da Raikkonen, ma per un errore del cronometraggio, la vittoria viene assegnata al finlandese, con Alonso comunque classificato terzo. Pochi giorni dopo verrà rettificata la graduatoria e il pilota della Jordan festeggerà a Imola.

    Ancora una volta il più veloce in qualifica è Barrichello, ma dura poco il primato del brasiliano, passato da Raikkonen. Il via vede gran parte dei piloti su gomme intermedie per l’asfalto umido, tranne Alonso che se ne avvantaggerà quando dopo pochi giri ci sarà la girandola dei pit-stop per montare le slick. E’ lotta in pit-lane tra Raikkonen e Montoya, con il colombiano che esce davanti e manterrà la testa della gara fino al termine. Dopo il terzo cambio gomme Raikkonen si avvicinerà a 1 secondo, ma non riuscirà ad attaccare il pilota della Williams. Barrichello completa il podio.

    Si esalta ancora una volta Juan Pablo Montoya, passato alla McLaren e in coppia con Raikkonen. I due fanno gara solitaria e il mondiale viene assegnato a Fernando Alonso, diventato il più giovane iridato nella storia della Formula 1.

    Il risultato sportivo del Gran Premio del Brasile 2006 dirà Massa vincitore davanti ad Alonso e Button. Ma non restano queste immagini negli occhi degli appassionati. Michael Schumacher, che ha annunciato il ritiro, parte in decima posizione. Un contatto con Giancarlo Fisichella lo costringe a rientrare ai box per sostituire la gomma posteriore sinistra forata. Gara compromessa, ripartendo dal fondo. Invece, il tedesco mette in scena una delle corse più belle della sua carriera. Rimonta con tempi record, sorpassi in pista, è inarrestabile. Dall’ultima posizione arriverà quarto, ad appena 24 secondi dal vincitore, 6 da Alonso e 5 da Button. Significativo il sorpasso sulla McLaren di Raikkonen, annunciato per il 2007 come suo sostituto.

    Interlagos è decisiva per l’assegnazione del titolo mondiale. Sembra una lotta a due, Hamilton-Alonso, con Raikkonen distanziato di 7 punti. Al via perde posizioni Hamilton, che accuserà anche problemi al cambio e lo costringeranno a una rimonta dalle retrovie. Le due Ferrari di Massa e Raikkonen sono in testa fino al secondo pit-stop, quando il brasiliano cede la posizione a Raikkonen. Terzo è Alonso. Il recupero di Hamilton si arresta al settimo posto, un risultato che non basta e assegna la vittoria del mondiale al finlandese della Ferrari. La suspance nel dopo gara è legata ai campioni di benzina della Williams e della Bmw, ritenuti illegali e a rischio squalifica, con una ridefinizione delle classifiche e dell’esito del campionato. Nulla di fatto, il titolo resta di Raikkonen.

    Accade di tutto nel 2008. Hamilton ha 7 punti di vantaggio su Massa, autore della pole position. Un nubifragio si abbatte sul circuito pochi istanti prima del via, costringendo un ritardo nella partenza e i primi giri dietro safety car. Un contatto tra Coulthard e Piquet fa rientrare la vettura di scurezza, mentre Massa guida davanti a Vettel, Alonso, Raikkonen, Fisichella e Hamilton. Al 65mo giro torna un deciso scroscio di pioggia che porta tutti ai box per montare le gomme da bagnato, tutti tranne Timo Glock. Sarà la variabile chiave per Hamilton, costretto a rimontare e assicurarsi i punti del quinto posto, che significherebbero il titolo mondiale. La rimonta dell’inglese di compie all’ultima staccata prima del rettilineo dell’Arquibancada, quando Massa ha già tagliato il traguardo ed è virtualmente campione. Il titolo costruttori è della Ferrari, quello piloti di Hamilton. Sul podio con Massa andranno Alonso e Raikkonen.

    Nico Hulkenberg sulla Williams a sorpresa guadagna la pole position, con le condizioni dell’asfalto in continuo miglioramento dopo una sessione bagnata. Al via della gara, però, scattano subito in testa le Red Bull di Vettel e Webber, mentre Alonso battaglia con Hamilton e si prende la quarta piazza. Al 51mo giro entra la safety car per un incidente occorso a Liuzzi alla S Senna; Webber si trova davanti due doppiati e non riesce ad approfittare della situazione per attaccare Vettel. Red Bull campione del mondo costruttori, mentre Alonso chiude terzo.

    E’ un dominio assoluto della Red Bull. Vettel guida la gara senza che sia mai in discussione il primato. Alle sue spalle Webber. Improvvisamente al tedesco viene suggerito di preservare il cambio, a rischio rottura, e l’australiano ne approfitta per prendere la testa. Sarà una vittoria di riparazione, dopo le polemiche nate a Silverstone, quando venne impedito all’australiano di superare Vettel, nonostante fosse più veloce. Il Gran Premio del Brasile della Ferrari è tutto nel sorpasso da antologia di Alonso su Button all’11mo giro, all’esterno della curva Ferradura. Non basterà per il podio, poiché Button passerà Alonso al 62mo giro.

    E’ l’anno dell’assegnazione del titolo piloti. Alonso e Vettel a contendersi la palma di campione del mondo. Il tedesco deve arrivare almeno quarto in caso di vittoria dello spagnolo. Al via si parte con pista umida e alla Subida do Lago Vettel va in testacoda, distrugge buona parte del fondo davanti alle ruote posteriori ma riesce a proseguire. Riparte dall’ultima posizione e deve recuperare obbligatoriamente: le safety car aiuteranno il pilota Red Bull. Davanti è il solito Button a stare all’erta come sempre in condizioni miste, ma c’è anche la Force India di Hulkenberg a brillare e lottare per la vittoria oltre a Hamilton. Un incidente tra i due estrometterà dai giochi il pilota McLaren, Hulkenberg invece dovrà accontentarsi del quinto posto. L’oculata scelta tattica di Button lo porterà al successo. Gara condita di safety car e veleni dopo la bandiera a scacchi, con la stampa spagnola a montare un caso sui presunti sorpassi di Vettel in regime di bandiera gialla. Verrà scagionato del tutto il tedesco e metterà le mani sul terzo titolo mondiale. Alonso arriverà secondo e Massa terzo, autore di una gara brillante. Per Vettel basta la sesta posizione.

    Il Gran premio del Brasile del 2013 avrà un posto speciale nei ricordi di Mark Webber, perché rappresenta l’ultima gara in Formula 1 per l’australiano. Salirà sul podio, secondo alle spalle di Vettel, autore della nona vittoria consecutiva e della 13ma in stagione. Al via, però, Rosberg lo beffa e passa in testa, seppur la gloria duri appena un giro: tornato primo, per Vettel non ci saranno grosse difficoltà. Webber, invece, conquista la seconda piazza a furia di sorpassi e deve anche fare i conti con un pitstop lento che certo non lo agevola. Le Mercedes, protagoniste dei primissimi giri, finiscono alle spalle anche di un buon Alonso, terzo, e di un rimontante Button, partito con assetto da asciutto dalla 14ma piazza in griglia. Jenson chiuderà quarto. Poteva essere un gran premio positivo per Massa, costretto a gettare alle ortiche tutto per la decisione di penalizzarlo con un drive through a seguito di un doppio taglio della linea che delimita l’ingresso ai box.

    Il Gran premio del 2014 ha visto la doppietta Mercedes con Nico Rosberg davanti a Lewis Hamilton. Le due frecce d’argento hanno rifilato oltre 40” alla Williams di Massa, terzo al traguardo. Le due Ferrari di Alonso e Raikkonen hanno chiuso al sesto e settimo posto finale. Nico Rosberg vince per l’ottava volta nel mondiale mentre la Mercedes ottiene anche il record assoluto di podi in una stagione, 30.

    Non resterà tra le gare più emozionanti a Interlagos, l’edizione del 2015. Hamilton ha già vinto il titolo piloti e Rosberg prosegue il suo filotto di vittorie inaugurato in Messico. In partenza tiene il comando della gara dalla pole, seguito da Hamilton, Vettel e Raikkonen. Nessuna variazione fino al traguardo, con l’unica nota d’interesse che arriva nel dopogara: Hamilton si lamenta delle strategie identiche, di fatto hanno reso impossibile cercare l’attacco. Da segnalare la partenza di Sainz dalla pitlane per un problema già nel giro di schieramento in griglia, ma subito dopo la partenza è costretto al ritiro. Fortuna che ci pensa Max Verstappen a vivacizzare la gara, con il sorpasso al giro 32 su Sergio Perez: attacco all’esterno della prima curva e manovra completata con tanta decisione nel richiamo della variante, arrivando al contatto con la Force India.

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