GP Brasile F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2016: pagelle dal Gran Premio del Brasile. Scopri i migliori ed i peggiori della gara di Interlagos sotto il diluvio!

da , il

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio del Brasile 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sul circuito di Interlagos, mettiamo al primo posto proprio lui. Max Verstappen stavolta si prende con gli interessi i meriti che gli sono mancati due settimane fa in Messico! E apre un discorso grande una casa per chi tenta di paragonarlo al mito di Ayrton Senna. Sotto la pioggia battente di San Paolo tiene alto l’onore anche Lewis Hamilton. Scena d’addio scritta dal regista di Titanic per Felipe Massa. E altri fatti degni di nota, tutti qui!

    Voto 10: Verstappen

    Di piloti coraggiosi ne conosciamo tanti. Di piloti che staccano il cervello e si buttano nella mischia, pure. Ma di quelli che rischiando l’impossibile portano a casa pure il risultato, ce ne sono davvero pochi. Verstappen come Senna? Il punto non è se il paragone ci sta. Il punto è che nessuno si è indignato nel sentire accostati i due nomi. E questo ha solo 18 anni. Dopodiché, il gioco dei paragoni lascia il tempo che trova ed è buono giusto così, per i nostalgici incalliti.

    Voto 9: Hamilton

    Non aveva mai vinto sul circuito di Interlagos. Hamilton ce la fa in una delle domeniche più complicate della storia della F1. E’ l’unico che non sbanda manco mezza volta. Tiene la sua macchina su due binari e fa quel che vuole. Ad Abu Dhabi se la giocherà sapendo che a Rosberg basterà arrivare terzo. E lì non c’è pioggia a rimescolare le carte. Però, almeno, non potrà dirci di non averci provato.

    Voto 8: Nasr, Perez e Sainz

    I fenomeni dell’acqua stavolta sono loro 3 che pescano jolly qua e là dando un senso diverso alla loro domenica. Nel caso di Felipe Nasr, più bravo di tutti, arriva un senso che vale una stagione intera dato che raccoglie i primi 2 punti dell’anno per la Sauber che significano sorpasso in classifica sulla Manor che resta ferma ad 1. Sembrano discorsi paradossali, ma quei 2 punti valgono i soldi della sopravvivenza del team. O quasi. E pensare che pure lui è brasiliano, ma è sembrato l’addetto stampa di Massa. Sempre vicino, quasi mai considerato, per tutto il weekend di Interlagos.

    Voto 7: Rosberg

    Facile criticarlo e parlare di braccino. Io vedo Rosberg un lucido ragioniere che ha in mente un progetto chiaro. In Brasile poteva succedere di tutto e, invece, è ancora lì: secondo. Per scelta. Pensate ad Hamilton: si inventa di tutto ma se lo vede sempre negli specchietti anche quando le condizioni sono al limite della praticabilità. Certo, non sta facendo numeri. Ma la posta in palio è altissima e l’avversario è uno che non concede sconti.

    Voto 6: Massa

    Io c’ero nel suo addio alla Ferrari. Era stata organizzata una gran bella festa al Mugello in occasione dei Ferrari Days. Persino Alonso era stato tenuto a casa per non oscurarlo. Ma piovve. Cadde acqua tutto il giorno. Fu una tristezza. In Brasile è successo più o meno lo stesso. Massa, un gran pilota, fortemente sfortunato. Pure il ritiro stavolta. Si sarebbe accontentato di un giro d’onore. Mica di una vittoria o di un podio. Ma il destino gli ha negato pure quello…

    Voto 5: direzione gara

    Si spara sempre facile su Charlie Whiting & co. Stavolta era difficile fare meglio persino col senno di poi. Alla fine ha regalato un gran bello spettacolo al pubblico facendo correre in condizioni al limite. Ha provato fino all’ultimo persino a far partire la gara senza safety car. L’incidente di Raikkonen ha evocato i fantasmi bagnati di Suzuka e lo ha costretto a ripensarci. I giri dietro safety car sono sembrati folli ai più. Era il tentativo di pulire la traiettoria facendo passare le monoposto di F1 che drenano 65 litri al secondo.

    Voto 4: Ferrari

    Voto 4 alla Ferrari e basta. Al di là di facili ironie, non sono giudicabili Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che non hanno mai un gran passo ma quando provano a spingere finiscono fuori. Qualcosa di sbagliato nell’assetto? Forse hanno puntato un po’ troppo sull’asciutto al sabato per poter battagliare alla pari con le Red Bull e l’acqua di domenica ha presentato il conto? Può darsi. Questa SF16-H si conferma un mistero grande grande.

    Voto 3: Palmer

    Chi l’ha detto che guidare le F1 di oggi è facile? Palmer tampona Kvyat in regime di Safety Car. Evidentemente tenere tutto sotto controllo tra spruzzi d’acqua, discorsi da fare alla radio e manettini da regolare non è poi così semplice.

    Voto 2: Ricciardo

    Mai umiliazione più grande vissuta in carriera. Altre volte è andato più forte di Verstappen. Quando le ha prese, ha sempre avuto qualche alibi. Sul circuito zuppo d’acqua, invece, a parità di gomme e di fame, si fa sverniciare come un doppiato e poi rema ai margini della zona punti mentre l’altro vola, stupisce e strabilia riscrivendo la storia.

    Voto 1: Red Bull

    Ce la mettono tutta per mettere in crisi Ricciardo. E ci riescono! Provano a fare altrettanto con Verstappen ma lui è più forte delle loro follie tattiche. Se non lo avessero richiamato al box per montare gomme intermedie quando era chiaro a tutti che la pioggia sarebbe aumentata, forse l’olandese avrebbe pure vinto.

    Voto 0: Grosjean

    Fuori nel giro di formazione. Chissà a cosa stava pensando. Forse si è distratto immaginandosi che questa fosse la sua domenica. In una pista allagata, poteva fare il fenomeno. Poteva. Potrebbe. Avrebbe potuto. Diciamo.