GP Brasile F1 2016, Vettel: “Ci vorrà tempo ma vinceremo il mondiale”

Conferenza stampa affollata a Interlagos, dai due Red Bull ai due Mercedes, più Vettel e Massa con Whiting

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    GP Brasile F1 2016, Vettel: “Ci vorrà tempo ma vinceremo il mondiale”

    Tutti ad attendere Charlie Whiting, presenza insolita nella conferenza stampa del Gran Premio del Brasile 2016. I fatti del Messico da rileggere, capire l’operato della direzione gara. Prima, però, largo agli altri temi del week end. Massa al passo d’addio, ultima gara nella sua Interlagos. «Sarà un week end speciale, per la mia ultima gara di casa. E’ dove sono cresciuto, ho sempre sognato di essere qua e ce l’ho fatta ad arrivare e vincere due gare a Interlagos, sono salito un bel po’ di volte sul podio. Mi mancherà questa gara, ma sono anche molto contento dei 15 anni passati in Formula 1», ha raccontato Felipe. Per seguire LIVE In diretta web la gara del GP Brasile F1 2016, BASTA CLICCARE QUI!

    C’è, poi, la lotta per il titolo, Rosberg vincendo diventerebbe campione, Lewis deve centrare il primo successo in Brasile. «E’ bellissimo poter lottare per il titolo a due gare dalla fine, cercherò di fare del mio meglio per vincere. Ho bei ricordi delle ultime due vittorie, ma quest’anno si riparte da zero, devo solo fare un buon lavoro», spiega Nico. Spettatori interessati alla singola vittoria di tappa, le Ferrari. E Vettel dice: «E’ sempre stato un posto che ci ha regalato belle gare. L’atmosfera, le condizioni meteo, ci hanno regalato gare folli, nel 2008 e nel 2012, l’ultima, è stata fantastica. Non lottiamo per il titolo, ma comunque per la vittoria e staremo a vedere quali saranno le condizioni».

    Una domanda secca, poi, sul futuro: è ancora convinto che vincerà il titolo con la Ferrari? «Sì. Sono anzitutto un tipo positivo, ho uno sguardo positivo verso il futuro. Sapevo che ci sarebbe voluto del tempo, l’anno scorso abbiamo avuto una buona stagione e le aspettative erano alte per quest’anno. Ovviamente l’obiettivo finale è di poter lottare per il mondiale, ci sono stati tanti cambiamenti nel team e ci rendono fiduciosi per il futuro, è solo una questione di tempo».

    Il cuore della conferenza, però, è stato sul tema delle decisioni dei commissari in Messico. Si è partiti dal taglio della curva 2 da parte di Hamilton e Verstappen. «La differenza principale tra Lewis e Max, nel primo caso non aveva preso alcun vantaggio, che c’è stato nel caso di Max. La penalità è stata data per il vantaggio finale avuto da Max», ha spiegato Charlie Whiting. Reazioni contrastanti dai diretti interessati: «Ovviamente non sono d’accordo con la decisione, ma non fa differenza. Ho avuto una penalità, forse dovremmo cambiare per il futuro, o per entrambi o per nessuno dei due». Hamilton, invece, che è sembrato a tutti averla “fatta franca”, dice: «Sono d’accordo con la spiegazione di Charlie e non ho niente da aggiungere. Alla fine i commissari hanno un lavoro difficile da fare e ogni situazione è uno scenario diverso. E’ intervenuta la safety car nel mio caso; sono d’accordo anche con Max, si dovrebbe lavorare per far sì che chiariscano con più facilità ogni situazione». Ed è il dettaglio chiave per capire la decisione dei commissari, come prosegue Whiting: «Non fosse intervenuta la safety car avremmo chiesto a Lewis di ridurre la distanza, ma avevamo visto che aveva già agito per diminuire il vantaggio».

    Secondo tema da moviola, il contatto tra Vettel e Ricciardo in curva 4. «In Ungheria ci sono stati degli incidenti tra Kimi e Max. L’opinione diffusa era che non dovesse essere possibile cambiare direzione in frenata. Siamo tornati a discuterne a Austin, chiarire il regolamento esistente e, come conseguenza, la gara del Messico è stata la prima nella quale abbiamo applicato le regole. Se il pilota deve fare un cambio anomalo di direzione in frenata, che potrebbe risultare pericoloso per un altro pilota, i commissari possono intervenire per sanzionare il pilota. Sebastian aveva fatto un cambio di direzione in frenata chiaro dal video, potenzialmente una manovra pericolosa». Anche qui, parola ai protagonisti diretti: «Dall’esterno, per i tifosi, per noi piloti, vuoi il tuo risultato riconosciuto dopo quello che fai in gara. Soprattutto quando stai sorpassando, che sei al limite, ogni tipo di manovra può portare a un bloccaggio e creare situazioni problematiche. Non è che non abbiamo il controllo, ma quando stai frenando è molto più difficile tirarti fuori da eventuali manovre. Dal punto dei tifosi è difficile digerirla una decisione dopo la gara». Vettel replica con la propria visione dei fatti: «Ovviamente non sono d’accordo con la decisione presa. Daniel aveva abbastanza spazio all’interno in frenata e non ho cambiato direzione. Non credo sia stata una manovra particolarmente pericolosa per Daniel».

    Sebastian al centro delle cronache anche per le parole sopra le righe rivolte a Whiting via radio, a fine gara. «Non è la prima volta che sentiamo parolacce, il fatto che fossero rivolte a me è una situazione infelice. Ma ci sono cose che possono mitigare la situazione, la frustrazione di Sebastian; il fatto che sia venuto subito a parlarmi e scusarsi dopo la gara, per me era più che sufficiente». Seb ha ribadito le proprie scuse: «Non ho problemi a ripeterlo, mi dispiace per quel che ho detto. Se in gara si sta lottando, tutti possono capire perché non fossi felice in quel momento, mi pento e non intendevo dire quel che ho detto. Era ovvio per me andare a incontrare Charlie e scrivergli una lettera di scuse».

    Anche Verstappen ha commentato l’episodio, con una “proposta”: «Quando sei nel pieno dell’adrenalina e hai un microfono, sono cose che succedono. Con la radio è pericoloso, non bisognerebbe mandare in onda certi commenti, potrebbe essere una soluzione. Stiamo guidando al limite, facendo la nostra battaglia, l’adrenalina è alta. Se è un cattivo esempio per le nuove generazioni non trasmettiamo questi commenti».

    Ultimo punto di confronto tra i piloti, il comportamento da tenere domenica, con Hamilton e Rosberg in lotta per il titolo e gli altri a voler chiaramente sfruttare le opportunità che dovessero presentarsi. «Non staremo più attenti, che si corra a Melbourne o a fine anno, le gare sono gare. Non credo dovremmo aiutarli, anche noi possiamo provare a sorpassare se c’è spazio per farlo. Se ho opportunità di battagliare e magari vincere, certo che lo faccio. Coglierò l’opportunità», rilancia determinato Ricciardo. Vettel, invece, aggiunge: «Ovvio che cerchi di evitare le cose che non ti farebbero chiudere la gara, lo stesso è quando lotti contro chi si gioca il mondiale».

    Chiusura per una riflessione di Charlie Whiting sulle regole che sembrano ingessare la Formula 1. «Tutto lo sport purtroppo è diventato più complicato, con richieste di chiarire le cose e questo ci porta ad avere regole sempre più lunghe e dettagliate. Tutte le questioni, dalla guida alle questioni tecniche, non credo che le regole si semplificheranno in futuro, il nostro è uno sport complesso e così si è sviluppato negli ultimi 20 o 30 anni».