GP Brasile F1 2017, Bottas recrimina sul via. Hamilton: “Ho dimostrato chi sono e per ché sono campione”

Mercedes perde il confronto con la Ferrari nel GP del Brasile F1 2017. Bottas paga la partenza non perfetta, Hamilton recupera ma resta l'onta dell'errore al sabato

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    GP Brasile F1 2017, Bottas recrimina sul via. Hamilton: “Ho dimostrato chi sono e per ché sono campione”

    Si aspettava altro risultato e, soprattutto, altra partenza, vista la posizione nel GP del Brasile 2017 da Valtteri Bottas. Dalla pole perde il comando della gara e la chance di vincere. Il team gioca la carta dell’undercut ma non basta, Vettel copre subito la mossa e, pur cedendo terreno, ha i 3 decimi necessari per stare davanti. Non è la gara attesa dal finlandese, tanto più di fronte al passo espresso da Lewis Hamilton. Parte dalla pitlane, sfrutta al meglio la monoposto e di velocità si riporta sui primi, lasciando pochi secondi, dai 17″ e passa che si ritrovava alla ripartenza dopo il periodo di safety car. Certo, come dice Maurizio Arrivabene, il recupero è naturale con una tale superiorità, contro avversari su monoposto tecnicamente inferiori.

    Contrasto nelle sensazioni tra Hamilton e Bottas. Valtteri non si nasconde e dice: «Abbiamo iniziato dalla pole e l’unico obiettivo era vincere, sono molto deluso per aver perso la posizione in partenza, eravamo tutti molto vicini, ho provato a mettere pressione su Sebastian ma non è servito. E’ in partenza che abbiamo perso la gara, purtroppo per me, il problema è stato allo stacco, appena rilasciata la frizione ho iniziato a pattinare. Poi ho cercato di coprire l’interno ma negli specchietti vedevo solo Kimi e immaginavo dove potesse andare Sebastian».

    Le differenze minime nella prestazione registrate in qualifica si sono trasferite in gara e, con un margine di ridotto, le stesse opportunità di attacco si riducono: «Il ritmo era molto simile tra tutti noi, cercavamo di mettere pressione su Seb, cercare di avvicinarci, al pit-stop abbiamo deciso di provare l’undercut ma non è stato abbastanza, mi sono avvicinato ma non è stato sufficiente. Sono deluso dopo la bella giornata di ieri, non è un buon risultato per me anche per la lotta che c’è per il secondo posto».

    Come se non bastasse, le parole di Hamilton nel dopogara sottolineano l’insufficiente gara di Valtteri, quando dice: «Abbiamo dimostrato il potenziale della macchina e non so perché Valtteri non sia riuscito a vincere oggi». Potenziale facile da far valere contro macchine molto più lente, poi, una volta sotto Raikkonen, con il vantaggio della gomma supersoft azzerato, Lewis ha dovuto desistere. Ha espresso una rimonta divertente, che solo in parte lenisce il pessimo spettacolo della qualifica: «E’ stata una gara divertente, sapevo che avrei avuto molto da giocarmi, l’obiettivo era di ripagare per quel che ho fatto ieri: non ero io. Nel finale ero a pochi secondi dai primi, è brutto, considerato il passo di oggi avrei potuto vincere facilmente. Puoi anche cadere, l’importante è come ti rialzi. Abbiamo fatto un paio di cambiamenti sulla macchina, ma il vantaggio è stato piccolo. Partendo dalla griglia forse sarei rimasto incastrato nel groviglio al via, ma sono contento della decisione. Oggi è stata l’opportunità per mostrare chi sono io, perché sono il campione del mondo, perché ho i punti e la storia che ho». Viva la modestia.