GP Brasile F1 2017, il Processo alla gara di Interlagos

L'errore di Hamilton in qualifica, Bottas che non riesce a finalizzare, Renault in guerra con Toro Rosso. Sono i temi del Processo al Gran Premio del Brasile 2017

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    GP Brasile F1 2017, il Processo alla gara di Interlagos

    Penultimo appuntamento del mondiale di Formula 1 che riporta la Ferrari alla vittoria. Meritata. Il Gran Premio del Brasile 2017 non ha regalato l’azione tra i big che ci si aspettava, è stato piuttosto un confronto velocistico tra pari. E sono gli episodi, uno di fatto, ad aver scritto il podio. Il Processo alla gara di Interlagos mette al centro il rendimento di Valtteri Bottas, il disattento Hamilton in qualifica e Renault. Non tanto la scuderia, quanto il suo ruolo di motorista e le tensioni sorte con Toro Rosso e, indirettamente, impattate sul rendimento Red Bull.

    In casa Ferrari, nulla da analizzare, se non finalmente la conferma al vertice della SF70H dopo un digiuno troppo lungo, che durava dal GP d’Ungheria e non certo per mancanza di competitività. La vittoria di Interlagos è il giusto premio in una seconda metà di campionato difficilissima da digerire per le sfide e i cedimenti occorsi.

    Bottas

    ACCUSA – Ci si aspettava il week end perfetto, dopo la pole position al sabato. Sbaglia nel momento cruciale del via e non usa le maniere forti su Vettel, aspettando troppo prima di chiudere la traiettoria verso curva 1. Di fatto, lascia il tempo a Seb di affiancarlo e guadagnare il favore dell’inserimento. Si gioca così la chance di tornare vincente e prendersi i titoli di giornale in casa Mercedes, che invece vanno a Hamilton, per il recupero – anche piuttosto scontato – che ha messo in piedi.

    DIFESA – E’ un pilota in crescita, dopo le tante difficoltà avute tra Belgio e Messico. In Brasile ha saputo esprimere la velocità di Hamilton, precedendolo nelle libere 3. La qualifica perfetta lo ha portato in pole. Ci sta, poi, che una partenza possa non riuscire alla perfezione. L’azzardo di Zeltweg lo abbiamo già dimenticato? Episodi che si bilanciano. In gara ha corso sfruttando al meglio la Mercedes. Semplicemente, la Ferrari valeva altrettanto e non c’è stata l’opportunità di provare un attacco. Comunque in miglioramento, ora dovrà ripetersi ad Abu Dhabi

    Hamilton

    ACCUSA – Ha iniziato le qualifiche con sufficienza, disattento, mandando la macchina a muro. Gli si perdona tutto, per il gran campione che è. Fosse capitata la stessa cosa ad altri sarebbero piovuti insulti di ogni. C’è poco di cui esaltarsi, poi, nel recupero messo in piedi in gara. Non dimentichiamo la monoposto che ha a disposizione, la differenza abissale di prestazione con tutte le altre macchine e non è un caso che, appena sia arrivato in scia di Raikkonen, non abbia avuto la benché minima chance di impensierire Kimi. Week end negativo.

    DIFESA – Un calo d’attenzione, dopo aver conquistato la posta in palio in Messico, ci può stare. E’ uno dei rarissimi errori di guida degli ultimi anni di Lewis, quello occorso in qualifica. Poi ci ha messo del suo a recuperare il terreno perso in gara. La stessa Mercedes, con Bottas, non è riuscita a battere la Ferrari. Segno che, comunque, Lewis ha espresso una velocità superiore e ridotto a pochissimi secondi gli oltre 17 che accusava al rientro della safety car dopo i primi giri.

    Renault

    ACCUSA – A Interlagos si è consumato uno scontro velenoso tra motorista e Toro Rosso. L’accusa è di non avere i pezzi di ricambio necessari per garantire una fornitura adeguata ai propri clienti. Renault che ha inaugurato la polemica con la scuderia di Faenza, accusando la STR12 e l’abbinamento tra telaio e motore all’origine delle rotture in serie. Inaccettabile. Naturale che Franz Tost abbia replicato a queste accuse. La realtà è una fornitura a fine campionato con un magazzino di ricambi nuovi praticamente finito, che ha condizionato anche il week end Red Bull, costretta a girare con power unit ben al di sotto dei limiti, per il timore di rottura.

    DIFESA – E’ difficile giustificare Renault. Perché se, da un lato, è vero che siamo a fine stagione e il lavoro si è spostato da tempo sulle power unit 2018, non si può ammettere una scarsità di pezzi nuovi per clienti che pagano 15 e più milioni di euro ogni anno per garantirsi una power unit. Va detto come anche il team ufficiale abbia sofferto di problemi tecnici in Messico e la replica Toro Rosso, che ha ipotizzato, velatamente, un comportamento di Renault volontario, per condizionare la lotta nel mondiale Costruttori, è apparsa eccessiva.