GP Brasile F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

Pagelle F1: i migliori ed i peggiori del GP del Brasile di F1 2017 sul circuito di Interlagos

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    GP Brasile F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

    Pagelle di F1 del Gran Premio del Brasile 2017, ecco i voti ai migliori ed ai peggiori sul circuito di Interlagos. Il 10 tocca a Sebastian Vettel che vince dando una grande dimostrazione di carattere e consistenza: spreme la sua Ferrari e poi controlla con autorevolezza. Lewis Hamilton è un altro grande protagonista che, partendo dalla pit lane, sfiora il podio. Stavolta va male alla Red Bull, troppo brutta per essere vera. Persino Max Verstappen non riesce a fare nessuna magia. Molto meglio Ricciardo…

    Finita la premessa, andiamo avanti con le Pagelle del GP del Brasile di F1 2017!

    Voto 10: Vettel

    Concentrato e letale in partenza, si fa perdonare qualche sbavatura in qualifica. Vettel che si trova primo dopo la prima curva è un animale difficile da contenere e/o andare a riprendere. Stabilisce il ritmo. Lo tiene senza batter ciglio. Gestisce le gomme al millesimo riuscendo persino a rendere vano il tentativo di undercut della Mercedes di Bottas. La festa del podio se l’è comunque meritata anche se una prestazione del genere fa aumentare i rimpianti. Anche se, in tema di rimpianti, con un Hamilton in prima fila staremmo raccontando un’altra storia. Sicuramente.

    Voto 9: Ricciardo

    La vera rimonta da applausi del GP del Brasile 2017 di F1 è quella firmata Daniel Ricciardo: ha una Red Bull che sulla pista di Interlagos fatica a gestire le gomme, per di più subisce un incidente alla prima curva. Lui non se ne cura e risale in classifica a suon di sorpassi con staccate che riscrivono le leggi della fisica. C’è forma e sostanza!

    Voto 8: Hamilton

    Lo stupido incidente di cui Hamilton si rende protagonista nelle qualifiche regala una pole position altrimenti irraggiungibile a Bottas ed una vittoria altrimenti impossibile alla Ferrari di Vettel. Gli si può perdonare lo scivolone. Un po’ meno la sua velata arroganza. In gara rimonta martellando come gli compete ma è facilitato dal missile che si trova a guidare. Per cui: bravo ma non bravissimo.

    Voto 7: Massa

    Massa saluta il pubblico di Interlgaos per l’ultima e definitiva volta con una gara in cui porta la Williams al suo massimo potenziale, lotta per una manciata di punti con Alonso come ai bei vecchi tempi e fa divertire un po’ tutti. Avrebbe voluto proseguire un altro anno. Dentro al Circus ci poteva stare alla grande pensando a quanti altri giovani talenti incompresi hanno il futuro assicurato per diverse stagioni ancora.

    Voto 6: Raikkonen

    Raikkonen è una tacca sotto a Vettel ma questo non stupisce più. In fin dei conti, viene ormai difficile paragonare un pilota a fine carriera che va verso i quarant’anni con un quattro volte iridato che ha quasi dieci anni meno ed è nel momento di massimo splendore psicofisico. Iceman in Brasile è ottimo terzo con costanza di passo e lucidità nel gestire la gara fino a quando chiude tenendosì negli specchietti un Hamilton che, fino a prima, aveva fatto un sol boccone di tutti gli altri avversari.

    Voto 5: Verstappen

    Verstappen è l’unico ad avere così tanti problemi di gomme da essere costretto a fare un secondo pit stop. Mai a suo agio con la macchina, con il setup e con le condizioni di gara.

    Voto 4: Wehrlein

    Wehrlein fatica a trovare un sedile per il 2018 nonostante goda di grande credito in Formula 1. Le porte per lui sono pochissime. Si dice Williams. E, infatti, per far capire che può essere un buon candidato e che non darà noia a Stroll, chiude la gara persino dietro ad Ericsson. Non si capisce bene l’involuzione di questo ragazzo.

    Voto 3: Bottas

    La pole position che Bottas artiglia sabato è un raggio di sole in una seconda metà di stagione piena di nuvole grigie. 38 millesimi su Vettel e un grazie anche alla fortuna. In gara torna il solito Bottas senza troppa grinta che lascia la porta aperta al via e Vettel ci si infila senza pietà per poi tenerselo comodamente negli specchietti. Dov’è la stoffa del campione? Dov’è l’istinto da killer che hanno i veri fuoriclasse?

    Voto 2: Stroll

    Non è Interlagos la pista dove provare a mettere in difficoltà Felipe Massa, tuttavia Stroll è letteralmente demolito. Umiliato. Portare la Williams al limite è un’impresa molto ardua per lui. E’ un’asticella troppo alta da raggiungere. Drammaticamente irraggiungibile per un pilota che aspira a diventare un campione anziché una banale comparsa da sfottere a GP alterni.

    Voto 1: Grosjean

    Grosjean va fuori pista al primo giro causa incidente di cui non si rende neppure conto di essere responsabile e rovinata il GP del Brasile di Ocon che era riuscito a raggiungere la bandiera a scacchi in tutte e 27 le sue gare da pilota debuttante di F1. Da italiani faziosi, fa male vedere che scelte ha fatto la Haas, dando fiducia a lui e Magnussen (vedi sotto) per il 2018, anche pensando alla chance che avrebbe Giovinazzi di dimostrare il proprio valore in un contesto dove fare meglio è molto molto molto facile. Basta arrivare al traguardo.

    Voto 0: Magnussen

    Di fatto è Magnussen che innesca l’incidente dopo la prima curva. Voglio dire: ci risiamo! Fa male vedere un pilota di talento che non capitalizza il suo potenziale per continui errori di valutazione nei momenti in cui la pressione è maggiore.