GP Canada F1 2013, anteprima: le sfide del Gilles Villeneuve; nuovo telaio per Massa

Il Gran Premio del Canada 2013 è alle porte, con un circuito dalle caratteristiche diametralmente opposte a Montecarlo

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    Dal francese di Montecarlo a quello del Quebec, Montreal, Circuito Gilles Villeneuve. Alla vicinanza linguistica, il prossimo appuntamento del mondiale opporrà caratteristiche che più diverse non potrebbero essere rispetto all’ultima gara. Aggressivo sulle gomme, assetti scarichi, tante chances di sorpasso: il Gran Premio del Canada 2013 ci dirà se davvero la Mercedes ha imboccato la strada giusta o se la vittoria nel principato è solo frutto del caso, quello che vuole le frecce d’argento a proprio agio dove l’usura delle gomme è quasi nulla e basta occupar tutta la pista per non farsi sorpassare.

    Tanta carne al fuoco a Montreal. In piena polemica sui test noti-a-tutti-ma-vietati della Mercedes, con le nuove gomme sperimentali Pirelli da lanciare nelle prove libere e una pronta riscossa rossa attesa per dimenticare le stradine di Montecarlo.

    In casa Ferrari si riparte con un telaio nuovo di zecca per Felipe Massa, che Paganini non è e il bis l’ha concesso malvolentieri a Sainte Devote. «Non è stato un week end semplice quello di Monaco. Da allora abbiamo lavorato duramente, anzitutto studiando i dati per capire cosa non ha funzionato come previsto, poi preparando le monoposto in una configurazione completamente diversa per Montreal», ha spiegato Domenicali.

    Tra chicane e muretti

    Quali sono le sfide del Circuit Gilles Villeneuve? Serve una gran trazione, buone sospensioni per saltare sulle chicane, assetti scarichi e freni al top. Tutto facile? Affatto, perché scaricare troppo la monoposto può significare un eccessivo scivolamento della gomma se manca carico aerodinamico, con conseguente innalzamento delle temperature, degrado e graining sul battistrada.

    Il giro di pista inizia con la leggera piega verso destra e la frenata della prima chicane, una sinistra destra nella quale portare dentro tanta velocità e fare attenzione ai tentativi di sorpasso. Il richiamo mette a dura prova l’aderenza meccanica: vicini al cordolo più a lungo possibile e giù il gas per la prima grande accelerazione.

    Un allungo che porta alla seconda variante, destra-sinistra, si salta sui cordoli facendo il pelo al muretto in uscita, poi in pieno affrontando la esse dove ebbe un brutto incidente Olivier Panis. Ancora gran staccata, si affronta la chicane più guidata del circuito, facendo attenzione a non tagliar troppo il cordolo per non rimbalzare verso l’esterno e il muro. La rigidità delle monoposto è un tema chiave per fare il tempo a Montreal.

    Si scaricano tutte le marce nel rettilineo che porta al ponte, dove l’ennesima frenata impegnativa inserisce nella variante 8-9: fondamentale l’uscita perché proietta sull’allungo che termina con il tornantino, punto topico per i sorpassi.

    Asfalto più volte rifatto nella curva più lenta del Gilles Villeneuve, dalla quale si esce sfruttando in pieno la trazione per raggiungere gli oltre 320 orari prima dell’ultima variante, modificata nel corso degli anni e oggi addomesticata rispetto a quando mieteva “vittime” che si andavano a stampare sul Muro dei Campioni. Due le zone Drs, un ritorno all’antico – nello specifico 2011 – con il rettilineo del Casino e quello dei box identificati dalla Fia. Il detection point sarà unico, in uscita dalla chicane 8-9.

    Sono attese basse temperature nel week end, con pioggia sia al venerdì che nella giornata di sabato. Le due mescole a disposizione dei team saranno le supersoft e le medie, quest’ultime prevedibilmente le gomme su cui impostare il passo gara. Ma con quali riferimenti? Se le previsioni meteo saranno confermate, ci sarà ben poco spazio non solo per preparare il gran premio e verificare l’usura, ma anche per saggiare le mescole sperimentali Pirelli da usare poi a Silverstone.