GP Canada F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Le pagelle del Gran Premio del Canada 2013 premiano un Vettel perfetto

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    Gran Premio di Formula 1 Canada, la gara

    Sfata il tabù canadese Sebastian Vettel, e lo fa in un modo che non lascia spazio a repliche. Il tedesco ha dominato la gara, grazie a una Red Bull in palla sul Gilles Villeneuve, come mai lo era stata nelle passate stagioni. Sarebbe cambiato il risultato se Alonso fosse partito più avanti? Difficile dirlo, certo è che Vettel nelle battute iniziali della gara aveva un ritmo insostenibile per chiunque, Alonso compreso, che dopo essersi sbarazzato di Bottas non ha avuto il miglior passo con la macchina piena di carburante.

    Il primo tentativo di fuga della stagione è in atto, servirà arginarlo già da Silverstone, dove sarà obbligatorio recuperare punti sul tedesco, per non dover sperare in colpi di scena che lo rallentino nella seconda metà della stagione.

    Vettel, 10

    Conduce la gara in modo autorevole, da padrone assoluto. La pole position è un pezzo di bravura in condizioni difficili, poi 70 giri dove solo la disattenzione lo ha portato a commettere errori che quando sei super-concentrato non fai.

    Non prende la lode per la sbavatura nella prima parte di gara, quando tocca il muretto con la posteriore destra: poteva costare cara quell’imprecisione. Imperfezione a parte, ieri il campione del mondo è apparso imbattibile.

    Alonso, 8 1/2

    Agguanta il secondo posto, probabilmente il massimo cui aspirare con un Vettel formato super. Tutto perfetto, quindi? No. Detto che le qualifiche non puoi certo accusare temperature e clima variabile se non vai oltre il sesto posto, la Ferrari deve lavorare sul giro secco, perché non puoi regalare del tempo dietro a Bottas, poi Webber, poi Rosberg, mentre davanti scappano via.

    Lo spagnolo fa la rimonta che doveva, verrebbe da dire “ordinaria amministrazione”, con un’illusione: il ritmo gara espresso al venerdì era pari alla Red Bull. E’ mancato invece sin da subito domenica, forse per le temperature molto più elevate, forse per il timore di non conoscere il degrado delle supersoft. Fatto sta che qualcosa in più, in fondo, il tifo rosso se l’aspettava.

    Hamilton, 7 1/2

    Gran Premio di Formula 1 Canada, la gara

    Non può nulla contro Vettel che scappa via. Controlla senza patemi Rosberg. Deve cedere ad Alonso negli ultimi giri di gara. Il Gran Premio del Canada di Lewis Hamilton va tra le corse positive, perché agguanta un podio comunque importante, ma lo fa da spettatore, senza incidere come vorrebbe. I limiti della macchina sono ancora tutti lì, altro che test-risolutore.

    Porta a spasso la W04 per tutti i 70 giri, non potendo fare altro. Il terzo posto era il massimo cui poteva aspirare.

    Webber, 6.

    Inutile far confronti, sarebbero impietosi. L’australiano battaglia con Rosberg e Alonso, riuscendo a mettersi dietro il tedesco della Mercedes. Gara senza infamia e senza lode, buona per i punti nel mondiale Costruttori. Paga l’errore di Van der Garde con la rottura dei profili sull’ala anteriore, quando poteva andargli molto peggio. Si toglie la soddisfazione di marcare il giro più veloce in gara, soddisfazione platonica.

    Rosberg, 5

    Dalle stelle alle (quasi) stalle. Rosberg a Montreal le prende decisamente da Hamilton, non tanto per le due posizioni in più all’arrivo, quanto per la maggior costanza dell’inglese nella gestione della gomma. Poi commette anche un errore in frenata che provoca lo spiattellamento dell’anteriore destra: terza sosta ai box e fortuna che alle sue spalle non c’era nessuno.

    Vergne, 9

    . Non impensierisce nessuno, non viene impensierito da nessuno. Raccontato così, il Gran Premio del Canada di Jean Eric Vergne e della Toro Rosso te lo immagini da 12ma posizione, invece, il francese mette la scuderia di Faenza nei posti buoni della classifica, casella numero 6 sotto la bandiera a scacchi. Fa una gran gara perché ha il ritmo che tiene dietro gente che guida Force India, Ferrari, Lotus. Perfetto.

    Di Resta, 8

    .

    Si “ricorda” di cambiare gomme al giro 57, nemmeno montasse quelle di un camion. Fa una rimonta da levarsi il cappello, perché in griglia era 17mo. Prestazioni e regolarità lo portano dove ti saresti aspettato di trovare un Massa o Raikkonen. Invece c’è lui, poco appariscente ma di una consistenza rara. Forse aveva ragione Jackie Stewart lo scorso anno quando lo proponeva alla Ferrari e forse meritava una chance in McLaren quest’anno. Ha un credito da riscuotere, vale un top team.

    Massa, 6 1/2

    . Salva il salvabile, ma è sempre poco. Il voto è di stima per aver animato fasi di gara altrimenti noiose. Battaglia con Sutil senza riuscire ad avere la meglio, rimonta nei primi giri e sembra poter andare più avanti di quanto poi non farà. Paga la qualifica balorda, con un errore grave. Serve altro però per convincere.

    Raikkonen e Sutil, 5

    Lotus impalpabile per l’intero week end. Paga le temperature basse venerdì e sabato, mentre domenica non ha la velocità per impensierire gente che solitamente si mette dietro. Montreal è un episodio o il team di Boullier è in fase calante, quella che arrivò lo scorso anno in estate? Silverstone darà subito una risposta attendibile, perché si torna su una pista aggressiva ed esigente sull’aerodinamica.

    Sutil è anche fortunato ad andare a punti, perché dopo il testacoda in avvio mentre lottava con Maldonado e la bandiera blu non rispettata, poteva tranquillamente perdere il 10mo posto finale. E’ bravo a difendersi da Massa, senza offrigli lo spazio per il sorpasso e tirando la staccata al centimetro. Intanto, Di Resta lo guarda da lontano.