GP Canada F1 2013, Massa: ok al ritorno dei test; Rosberg no comment sui caschi camuffati

A Montreal, Massa rassicura dopo gli incidenti di Montecarlo, mentre Rosberg glissa sui test con la Pirelli, evitando di rispondere sul perché i caschi dei piloti fossero camuffati

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    Cielo grigio, freddo, insomma, tutto come previsto a Montreal, dove da domani si metteranno le ruote in pista dando il via al week end del Gran Premio del Canada.

    Classico passaggio in sala stampa per i piloti, con Nico Rosberg e Felipe Massa protagonisti più gettonati dopo le vicende di Montecarlo e dei test Mercedes-Pirelli. Comparse: Maldonado, Van der Garde, Pic e Vergne.

    E’ un Massa che ci tiene subito a mettere le cose in chiaro: i due incidenti di Monaco non hanno lasciato scorie, né fisiche né psicologiche, e a chi gli chiede se abbia rivissuto i momenti dell’Ungheria 2009, il brasiliano è netto e deciso: «E’ del tutto diverso, allora non mi ricordavo niente, oggi tutto. Non sarà comunque un problema, quando stai bene salti sulla macchina e vai fuori, sarà completamente diverso dal 2009».

    L’errore nelle libere, il guasto in gara. Episodi alle spalle, da Montreal si riparte con un telaio nuovo e fiducia: «Gli incidenti sembravano molto simili dalla televisione, ma sono stati assai diversi. Il secondo abbiamo avuto un guasto alla sospensione. La cosa positiva è che sto bene, ho solo avuto un po’ di problemi al collo, ma ora sono al 100%. Sono del tutto fiducioso. Non abbiamo avuto il week end che ci aspettavamo a Monaco, guardiamo avanti sperando in uno migliore per me, il team, Fernando. Spero la macchina vada bene qui e poter lottare per un altro podio». Insomma, riprendere il bel discorso iniziato a Barcellona.

    Grana test per Rosberg

    C’è da scommettere che Nico Rosberg sarà stato ben catechizzato dalla Mercedes prima di recarsi alla conferenza stampa, su cosa dire e come dirlo, quali domande affrontare e quali no. Quando gli chiedono perché siano stati i due piloti titolari a provare e non i collaudatori, Nico prova a cavarsela diplomaticamente, rilanciando quel termine tanto in voga nei comunicati del gommista italiano: “rappresentativo“. Serviva una monoposto rappresentativa delle prestazioni odierne, e piloti… rappresentativi, in grado di tenere il ritmo gara. «E’ quel che ha deciso il team (l’impiego di Rosberg e Hamilton; ndr) e anche per la Pirelli era la cosa migliore: avere due piloti rappresentativi, tenere il nostro passo come in un gran premio, per la Pirelli averci al posto dei tester è stato un vantaggio».

    Giusto il tempo di parlare un po’ del Gran Premio del Canada, con il solito corollario di frasi fatte (“mi piace questa pista, sono fiducioso, la qualifica sarà importante”), che arriva la domanda spinosa: perché i caschi dei piloti “rappresentativi” sono stati camuffati a Barcellona? Rosberg si trincera dietro al silenzio e non risponde.

    Fortuna che c’è da raccontare un gran premio carico di aspettative, e i temi tecnici saranno numerosi. Anzitutto, il meteo, elemento in grado di scompaginare i programmi sulle nuove gomme da introdurre poi a Silverstone. Complicato valutarle, perché «se pioverà potremo scordarci delle conclusioni, poi non è una pista facile da comprendere, perché evolve rapidamente anche nel corso delle prove libere», dice saggiamente Massa.

    Il degrado in gara sarà un fattore determinante, quello che lo scorso anno portò Hamilton a intuire che serviva una sosta in più per andar più veloci e scavalcare Alonso e Vettel. Quest’anno l’inglese e Rosberg dovranno capire se la Mercedes ha realmente risolto i suoi problemi o se Monaco è stato un episodio sporadico. «[Il degrado] sarà uno degli aspetti chiave, un problema: probabilmente deciderà chi vincerà, ovvero, chi lo controllerà meglio. Se potessi scegliere, probabilmente preferirei una gara sul bagnato».

    Tornano i test? E’ un bene

    Altri due temi hanno tenuto banco nel giovedì di Montreal: la spregiudicatezza di Sergio Perez e il paventato ritorno dei test infra-campionato. Sul primo, un silenzio assordante quando è stato chiesto se fossero d’accordo con le accuse lanciate da Raikkonen. Quanto ai test, Massa e Rosberg sono sulla stessa lunghezza d’onda: «Sarebbero benvenuti. Il simulatore è sempre un simulatore, quando ti trovi in pista capisci molto meglio», commenta il brasiliano.

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