GP Canada F1 2015, anteprima: Hamilton e Montecarlo da dimenticare

A caccia di rivincite, sul 2014 e sulla sciagurata gara di Monaco

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    Tornare a vincere, subito. Per cancellare le mostruosità strategiche monegasche, per mettersi alle spalle qualcosa che è inaccettabile e alla quale ha parzialmente contribuito nel generare confusione. Il Gran Premio del Canada 2015 di Lewis Hamilton è un nuovo punto di partenza, da affrontare resettando quanto accaduto a Montecarlo, perché sebbene sia andata in frantumi una vittoria facile, mai messa in dubbio, sarebbe critico continuare a pensarci.

    Una nuova gara, una nuova pagina. Da scrivere pensando anche al 2014, quando si manifestarono i primi guai tecnici sulle Mercedes imbattibili. C’è un lavoro da portare a termine, visto il successo di Ricciardo 12 mesi fa. Per seguire il LIVE delle qualifiche del Gran Premio del Canada, BASTA CLICCARE QUI!

    Pista di motore

    Dovranno guardarsi, però, anche da una Ferrari che potrebbe dire la sua, se solo le temperature saranno tali da far funzionare le gomme a dovere sulla SF15-T. E’ circuito esigente anzitutto sui freni, il Gilles Villeneuve di Montreal, al pari della trazione e del motore, atteso invariato pensando ai gettoni evolutivi, che verranno “spesi” più avanti nel corso del campionato. A Montecarlo Vettel è apparso competitivo in gara, almeno nel confronto con Rosberg e in Canada si cerca la conferma.

    E’ il primo gran premio dell’anno veramente da basso carico, non sui livelli di Monza, tuttavia dovremmo vedere alcune modifiche per ottimizzare la velocità di punta sui rettilinei. Parli di motore e inevitabilmente pensi alla Red Bull. Dopo le buone performance monegasche c’è l’incognita di una power unit Renault a rischio sostituzione e conseguente penalizzazione in griglia. Sarebbe il minore dei mali probabilmente, non mancando le opportunità di sorpasso.

    I riflettori, tuttavia, saranno puntati su Lewis Hamilton, a leggere stato d’animo, gesti, prestazioni, per poter dire: Montecarlo è passata, sono ancora qui e resto il padrone del mondiale.

    Il giro di pista

    Intitolato a Gilles Villeuve, il circuito di Montreal corre sul perimetro dell’isola di Notre Dame ed è caratterizzato dalla pressoché totale assenza di vie di fuga. Il giro inizia con una staccata decisa in curva 1, dopo il traguardo e la piega a destra da affrontare in pieno. Si stacca portando dentro velocità, lasciando correre la monoposto e tenendo poi la corda in curva 2, lungo tornante a destra nel quale lottare con il sottosterzo. In uscita si richiama tutta la trazione disponibile, andando verso la prima variante, una destra-sinistra da tagliare il più possibile sui cordoli, facendo attenzione a non esagerare, per non ritrovarsi contro il muro. E’ il leit-motiv di Montreal, fare il pelo ai muretti per cercare il tempo.

    In uscita, altra accelerazione e via in pieno nella velocissima sinistra-destra dove Panis si fratturò le gambe. Ennesima staccata, potenzialmente buona per un attacco, ma è il successivo rettilineo a offrire maggiori chance. Si stacca sotto il ponte, per affrontare un’altra chicane, ma molto più aperta delle altre, nella quale lasciar correre verso l’esterno nel richiamo a sinistra. Riuscire a star vicini a chi precede dà una nuova opportunità al tornante del Casinò, punto chiave per valutare la motricità delle monoposto: sbagliare l’accelerazione si traduce inevitabilmente in un sorpasso subìto nel lungo rettilineo di ritorno, che porta alla variante conclusiva.

    Muro dei Campioni da guardare, sfiorare, facendo attenzione a non parcheggiarsi lì, poi ultimo dritto, quello d’arrivo.

    Per andar forte occorre una macchina equilibrata in frenata, con doti di trazione al vertice e una velocità elevata da sfruttare sul rettilineo: più si sarà obbligati a scaricare le ali per ricercarla, maggiori criticità emergeranno proprio sulla stabilità nelle staccate, ecco perché i cavalli in gran quantità aiutano a conservare un assetto equilibrato e con il giusto carico.