GP Canada F1 2015, il Processo alla gara

Il Gran Premio del Canada 2015 lascia tre temi su tutti di discussione. Nel Processo alla gara li analizziamo da due prospettive diverse: accusa e difesa.

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    Ha lasciato diversi temi di discussione il Gran Premio del Canada 2015, da esaminare nel consueto processo alla gara. C’è un Raikkonen imperfetto quando doveva centrare il week end perfetto, c’è una Honda che spende gettoni per migliorare ma arretra sempre più e c’è un Kvyat a salvare la baracca in Red Bull. O forse no? Come sempre, due tesi, accusa e difesa, per provare a far luce sui punti caldi del gran premio.

    Raikkonen

    Accusa – se indovina la gara, sbaglia la qualifica. Se va bene al sabato, delude alla domenica. Le speranze di far bene in Canada per la Ferrari erano riposte tutte sul finlandese e l’errore che costa il podio non è qualcosa che facilita le trattative per il rinnovo contrattuale. E’ ancora il pilota giusto da tenere a Maranello?

    In 70 giri viene praticamente ripreso da Vettel, che partiva dal fondo della griglia e i tempi di Kimi non sono mai stati stratosferici, restando sui livelli della Williams.

    Difesa – Un errore pesante, non c’è dubbio, bilanciato dalla qualifica perfetta, a 3 decimi da Rosberg. Anche il pilota era profondamente dispiaciuto di quanto accaduto e via radio si è scusato a fine gara. Un episodio, resta comunque la miglior scelta per una Ferrari che ancora ha tanto lavoro da fare e deve curare la continuità nei rapporti tra i due box.

    Honda

    Accusa – Arrivano a Montreal con la power unit aggiornata, ma Button non riesce a fare le qualifiche, Alonso deve montare la quarta unità in stagione e in gara si ritirano entrambe le macchine. Cos’hanno aggiornato? Certo non ci si aspettava la prestazione assoluta, ma quantomeno un grado di affidabilità consolidato anche su una pista esigente. Invece nulla. Sarà anche l’anno dell’apprendistato ma i tempi di reazione sembrano essere lentissimi da parte di Honda.

    Difesa - Non poteva esserci circuito peggiore per il motorista nipponico. Lo step evolutivo indica che comunque si lavora in fabbrica per apportare migliorie al progetto e brutte figure come quella di MOntreal vanno messe in conto. Nella parte finale della stagione potremo dare una valutazione piena dei passi avanti compiuti o meno.

    Kvyat

    Accusa - Si può celebrare un nono posto? Non scherziamo. Grosjean gli finisce negli scarichi e solo per un errore nel doppiaggio di Stevens. Hulkenberg gli rifila quasi 20 secondi e Maldonado quasi 30. E’ questa la Red Bull? E’ questo il pilota che deve sostituire Vettel.

    Il russo porta a casa un risultato senza infamia e senza lode.

    Difesa - Risponde agli ipercritici risultando il miglior motorizzato Renault in gara. Ricciardo non lo vede nemmeno e rimedia più di 30 secondi da Daniil. Il fenomeno Verstappen, pure con un motore più fresco, sta dietro anche in qualifica. Kvyat dà la seconda risposta convincente a Montreal, dopo il quarto posto di Montecarlo. Il pilota vale e se la macchina crescerà potrà dimostrare di essere all’altezza di Ricciardo.