GP Canada F1 2015: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Ecco la nostra classifica dei migliori e dei peggiori a Montreal

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Canada di F1 2015. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Montreal troviamo al primo posto Lewis Hamilton che conferma ancora una volta di essere semplicemente di un livello superiore. Magari non di molto. Ma quel tanto che basta. Quel tanto che serve. In fondo, invece, tocca spedirci Kimi Raikkonen. Senza ragionare a caldo sulle vere cause del testacoda, si può già affermare che il finlandese non si dimostra pilota da Ferrari: per dirla alla Enzo, il quale prendeva la cosa terribilmente sul serio, è quantomeno troppo sfortunato.

    Voto 10: Hamilton

    Lewis Hamilton ribadisce le gerarchie con la solita ricetta: spietato in qualifica e in pieno controllo durante la gara. Ad un certo punto dà persino l’impressione di giocare al gatto con il topo. Fa annusare il formaggio a Rosberg senza mai farglielo toccare. Da tempo ormai, la guerra tra i due è anche se non soprattutto psicologica. E uno specialista bravo, un giorno, proverà a spiegarci invano come mai è Lewis – tra i due – quello più debole su questo fronte.

    Voto 9: Vettel

    Nell’attesa di giudicare meglio la nuova power unit Ferrari, Vettel diventa il protagonista mancato del GP del Canada: cosa avrebbe fatto se fosse partito dalla piazzola numero 3? Probabilmente si sarebbe accontentato di un terzo posto che – alla luce di quanto accaduto a Raikkonen – per quanto comodamente alla portata non è mai come tirare un calcio di rigore a porta vuota. Quando ha potuto, il suo passo gara è stato da grande martello. Qualcuno non gli perdona il banale errore nelle prove libere che gli è costato altre 5 posizioni in griglia di partenza e forse non ha torto.

    Voto 8: Massa

    Anche Massa dà spettacolo con una bella rimonta. Ha un supermotore che lo aiuta a togliersi in fretta da certe situazioni di traffico. Il resto lo fa da sé andando ad inventarsi sorpassi da urlo e facendo qualche sportellata qua e là, persino quando non sarebbe strettamente necessario. Si prende dei rischi inutili ma almeno fa divertire. A differenza di Vettel, non ha nessuna colpa per la brutta posizione di partenza. Poteva fare qualcosa di più per tenersi il tedesco dietro anche sotto la bandiera a scacchi?

    Voto 7: Alonso

    Quando Vettel in furiosa rimonta lo vuole sverniciare senza perdere tempo, Alonso si difende come farebbe un debuttante di talento che non sognava altro pur di mettersi in mostra. Nella sua azione c’era rabbia, frustrazione ma anche orgoglio. Poi si rifiuta di risparmiare benzina mettendo a tacere il box con la solita grande personalità che manca a tanti altri suoi colleghi. Evidentemente sapeva già che difficilmente avrebbe visto la bandiera a scacchi. Evidentemente resta convinto di meritare di più del catorcio anglo-nipponico. Probabilmente sbotterà verso fine estate.

    Voto 6: Bottas

    Capitalizza al meglio il regalo fatto dalla Ferrari di Raikkonen e sale sul suo primo podio stagionale. Non deve sforzarsi più di tanto. Sarebbe stato interessante vederlo in battaglia anche con Vettel e Massa.

    Voto 5: Rosberg

    Abbonato al 5 in pagella, Nico Rosberg non sposta gli equilibri, non regala sussulti, si limita a fare il compitino ma, via via che la posta sale, serve altro per restare in linea di galleggiamento. E poco conta che anche stavolta sia stata solo la qualifica a metterlo dietro ed a lasciarlo lì. Il conteggio è di 1 a 6. Detto tutto.

    Voto 4: Safety Car

    Eddai! Potevano esserci pioggia e incidenti, safety car impazzite e vogliose di farsi inquadrare per interminabili minuti. Invece, no! Sul circuito di Montreal il meteo è stato clemente ed altrettanto la sorte dei piloti che si sono ritirati solo per problemi tecnici. Anche la marmotta è uscita immediatamente di scena salvandosi la pellaccia. Risultato: una delle gare solitamente più tirate, incerte ed appassionanti, diventa un lento e scontato monologo argentato. Fortunatamente un GP del Canada così passa solo una volta ogni dieci anni…

    Voto 3: Ricciardo

    In Red Bull la chiamano Vettelite. E’ quella sindrome che si presenta quando l’ultimo arrivato, leggasi Kvyat nella fattispecie, comincia ad andare più forte dell’anziano del team. Lo scorso anno Ricciardo rideva a quarantasei denti per il suo primo successo in carriera. Ora, in Canada più che altrove, soffre il confronto con il russo che, al contrario, cresce gara dopo gara.

    Voto 2: Honda

    Il quadro è il seguente: hanno speso due gettoni dei nove a disposizione al fine di migliorare anche l’affidabilità e hanno rimediato altri due ritiri oltre a varie noie sparse. Alonso si consola pensando che non è uno dei pezzi nuovi ad aver fatto crack. Ah, però…

    Voto 1: Grosjean

    In genialoide pilota francese deve aver smesso di prendere la pillolina fucsia che gli aveva consentito di tenere un po’ più a bada il proprio istinto omicida/autolesionista. A Montreal, come un bulletto di periferia qualunque, se la prende con il più debole in un atto di arroganza gratuita o, se preferite, in un imperdonabile errore di valutazione. La direzione gara decide di penalizzarlo per il contatto con il doppiato Will Stevens che, in cuor suo, ringrazia sentitamente. Mai il pilota Manor si era meritato così tanti replay in Tv. Meno bene stanno i capi del team Lotus che vedono sfumare senza una vera ragione dei punti mondiali che già credevano di aver messo in cassaforte.

    Voto 0: Raikkonen

    Se le cause del testacoda non si vogliono dare a Raikkonen ma ad un improvviso quanto isolato ed inspiegabile aumento repentino di potenza, l’ultimo posto nelle nostre pagelle se lo prende lo stesso per la sfiga: non possono capitare tutte a lui. Una volta che azzecca una qualifica (anche per assenza del compagno di squadra), c’è qualcosa che gli va storto poi in gara. E se persino Arrivabene gli butta la croce addosso, allora non ci sono davvero attenuanti!