GP Canada F1 2017, il Processo alla gara di Montreal

Ferrari, Honda e Perez i protagonisti del Processo al Gran Premio del Canada 2017. Tre condotte da passare in esame, tra torto e ragione

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    GP Canada F1 2017, il Processo alla gara di Montreal

    Vanno cercati a ridosso delle prime posizioni, le condotte da esaminare con la lente d’ingrandimento del Processo al Gran Premio del Canada F1 2017. Tra le decisioni Ferrari in avvio di gara e la determinazione di Sergio Perez nel dire no alle richieste del muretto, fino all’ennesimo capitolo della saga infinita Alonso-Honda, che è poi McLaren-Honda.

    In Ferrari è stato fatto tutto correttamente o si è persa l’occasione, una mancanza di reattività, per sfruttare appieno la fase sotto safety car? E Sergio Perez ha fatto bene a non cedere la posizione a Esteban Ocon per consentirgli un assalto al podio, a Daniel Ricciardo?

    Sul caso Honda, purtroppo, è sempre più difficile assumere una posizione di difensori d’ufficio del motorista… Proviamoci.

    Ferrari, riflessi lenti?

    ACCUSA - E’ mancata reattività al muretto box, perché non appena dalle immagini si è intuito il danno sull’ala anteriore di Vettel, causa contatto con Max Verstappen in curva 1, andava richiamato immediatamente, tanto più approfittando dell’ingresso della safety car per il botto di Carlos Sainz. Invece si è scelto di tenere fuori il tedesco, per sostituire solo in seguito, al giro 6, il musetto, con conseguente scotto del tempo pieno pagato per il pit. Era lampante che una sostituzione sarebbe stata inevitabile, troppo danneggiata l’ala per immaginare di poter proseguire. Sarebbe cambiato qualcosa nell’economia della gara? Probabilmente avremmo avuto un Vettel in lotta con Ricciardo, con i secondi risparmiati in un pit-stop sotto regime di safety car

    DIFESA - Facile commentare a giochi fatti. Il danno all’ala anteriore era chiaro, non c’è dubbio, ma i casi di piloti che sono riusciti a continuare pur senza la paratia esterna dell’ala anteriore sono tutt’altro che rari. Montreal è, poi, pista da basso carico e l’incidenza del danno poteva essere inferiore che altrove. Purtroppo la tempistica ha giocato a sfavore della Ferrari, stavolta. L’esplosione della parte destra dell’ala ha costretto a sostituire il musetto e nel momento meno vantaggioso per farlo.

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    Perez, insubordinazione pericolosa

    ACCUSA - Se il team ti chiede di far passare il tuo compagno di scuderia e offrirgli una chance per provare là dove tu non sei riuscito a realizzare il sorpasso, devi obbedire. Rifiuti inaccettabili che rischiano di compromettere il clima in un ambiente che finora ha ottenuto grandissimi risultati con pochi mezzi. L’orgoglio messicano di Perez ha avuto la meglio, davanti alle telecamere ha provato a giustificarsi, dicendo che lo scenario per lui era nuovo, ma così non è, perché già ai tempi della McLaren ha fatto a ruotate con Button. E’ un ottimo pilota, cresciuto tantissimo negli ultimi anni, ma comportamenti come quello di Montreal non depongono a suo favore.

    DIFESA – Ha fatto bene a non cedere la posizione, anche se provvisoriamente. Il risultato si conquista in pista, senza strategie e tattiche laterali. Ocon ha provato il sorpasso, bravo lui a non lamentarsi troppo e bene ha fatto Perez ad “abituare” il giovane Esteban alla lotta vera. Non ci saranno conseguenze nel rendimento dei due, anzi, la partita salirà di livello ed è dal confronto interno che si sposta l’asticella sempre più in alto, a cercare il miglioramento. Ocon ha dimostrato di essere un ottimo pilota, Perez adesso sa di dover cercare altro per ribadire la sua posizione in seno alla Force India e legittimare il suo ruolo di “guida esperta”.

    Honda, siamo ai titoli di coda

    ACCUSA - Avrebbero dovuto introdurre in Canada una power unit evoluta, ma in Honda non riescono a far funzionare la specifica minima. E’ avvilente dover raccontare scene che si ripetono e team radio di un Alonso sconsolato, che non merita, come d’altronde McLaren né la stessa Honda, certi spettacoli. Marchi troppo importanti per collezionare figuracce e l’interrogativo, sempre più attuale è: perché proseguire? Si prenda atto del fallimento e si ridimensionino gli obiettivi, partendo dal 2018 con Sauber e minori pressioni addosso. McLaren cerchi altro motorista, per capire anche il valore effettivo di un telaio di cui si dice un gran bene.

    DIFESA - Abbiamo esaurito tutte le linee difensive possibili.