GP Canada F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

Il Gran Premio del Canada regala diversi protagonisti oltre il vincitore. Gare da premiare nei voti, piloti da bocciare più o meno sonoramente

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    GP Canada F1 2017: le Pagelle da 10 a 0!

    Vince Hamilton a Montreal, ed è naturale che le Pagelle del Gran Premio del Canada F1 2017 lo vedano conquistare il voto più alto. Certo non per quanto fatto nei 70 giri di gara, nei quali sono stati altri i protagonisti. Gente che attacca, guadagna posizioni, altri che vorrebbero provarci ma non ne hanno l’occasione, piloti un po’ sonnecchianti fino al pathos finale scaturito dal problema tecnico. Protagonisti che rubano la scena pur non vincendo, anzi, ritirandosi.

    Pagelle del Gran Premio del Canada di F1 che salvano dallo zero, per poco, qualcuno. Diversi piloti rimandati e tra quanti staccano la sufficienza anche un pilota che, a Montreal, ha festeggiato come una vittoria l’arrivo dei primi punti in carriera. Rassegna sul meglio e il peggio visto a Montreal che può iniziare.

    Hamilton, voto: 10

    Chiariamo subito, a scanso di equivoci. Il massimo dei voti non arriva per quanto fatto in gara. E la due giorni, qualifica e vittoria, a contare. La pole position ha simboleggiato al meglio la straordinaria superiorità su chiunque altro, dal compagno di squadra a Vettel. Perfetto Lewis. Si limita a controllare nei 70 giri intorno all’Isola di Notre Dame, ricordandosi nel finale di stampare il giro record per mettere la ciliegina sulla torta: il Grand Chelem. Fa la pole, vince, stacca il giro più veloce e non molla il comando del GP nemmeno durante la sosta ai box. Non gli si può chiedere di più e torna a farsi sotto nel mondiale.

    Ocon e Alonso, voto: 9

    Non è Vettel a prendersi il secondo miglior voto canadese. A brillare, per ragioni diverse, sono Ocon e Alonso. Esteban è una spina nel fianco di Perez. Dopo sette gare ha eguagliato in velocità il più esperto compagno di squadra e dal team vorrebbe un’occasione per tentare l’assalto al podio, a Ricciardo. Perez non ci pensa nemmeno, vuole lotta libera e il ragazzo non si tira indietro. Manovre pulite per attaccare Perez, ma tra i due è Vettel ad avere la meglio. Bravo Esteban per velocità, consistenza e intelligenza.

    Fernando Alonso, invece, merita 9 per come ha saputo rubare la scena a chi andava a vincere, chi andava a podio, chi sorpassava. Oltre allo spettacolo c’è la sostanza di un pilota enorme, in grado di portare nella top ten quella McLaren lì, azzoppata dalla power unit Honda. Il sogno dei primi punti stagionali regge fino a pochissimi giri dall’arrivo, quando è costretto a parcheggiare. Il colpo da maestro, mai visto, è la passeggiata in tribuna, tra i tifosi, che se ne fregano bellamente della gara e avvolgono in un abbraccio Fernando. Geniale.

    Vettel, voto: 8

    Poco? Nel complesso della gara, forse è il giusto voto. In partenza non è eccezionale, perde due posizioni per manovre sì decise ma prevedibili. La rimonta dal fondo dello schieramento è quel che ci si aspetta dal campione e dalla monoposto che guida. Come Hamilton, il voto risente della prestazione complessiva tra qualifica e gara, perché al sabato non ha eguagliato il livello assoluto di perfezione raggiunto da Lewis. La consolazione resta nella leadership del campionato, la preoccupazione in una Mercedes tornata fortissima.

    Bottas, Perez e Ricciardo, voto: 7

    Verstappen è come di consueto esaltante, ma la Red Bull lo appieda troppo presto. Ricciardo ne approfitta, risale e conferma il podio di Monaco. Non di prestazione, bensì di attesa e controllo, il terzo posto di Daniel. Bravo a centrare l’obiettivo, non regala però alcun sussulto né emozione. Lo stesso vale per Bottas. Valtteri per primo, dal podio, dice come l’unica cosa da fare, in Canada, era assicurarsi la doppietta. Troppo forte Hamilton per poterlo impensierire. Va oltre la sufficienza, però, grazie all’aggressività mostrata in partenza, la bella manovra su Vettel, all’interno, che vale di fatto il podio per lo sviluppo della corsa.

    Sette lo merita anche Sergio Perez. L’insubordinazione alle istruzioni del team non è esattamente un esempio di comportamento, ma il messicano vuole che il confronto sia in pista, senza supporti. Il primo avversario da battere è il compagno di squadra, Perez lo sa benissimo e si “protegge” da un eventuale sorpasso riuscito di Ocon su Ricciardo frapponendosi tra Esteban e il tentativo. Forse sleale, sicuramente egoista, ma difficilmente contestabile.

    Stroll, voto: 6

    Finalmente arriva al traguardo e finalmente va a punti. Nono. Perlomeno non commette errori, inscena alcune divertenti battaglie, ma non si può omettere di registrare il ritiro di almeno 2 piloti che sarebbero finiti davanti. Iniezione di fiducia, da sfruttare per invertire segno alla stagione. Massa, incolpevolmente fatto fuori al primo giro, avrebbe portato la Williams ben più avanti della nona posizione.

    Raikkonen, voto: 5

    Bwoah. Come la gara di Kimi. Si aspettava la conferma dello stato di grazia mostrato a Monaco, invece, Montreal racconta un altro film. Quello di un pilota mai davvero competitivo in gara e costretto a fare i conti con un problema tecnico nel finale che ne limita le (poche) ambizioni. Settimo anziché sesto, poca differenza, specialmente quando le Mercedes fanno doppietta e l’altro finlandese ti parte come una fucilata al via e assalta la posizione su Vettel. Voltar pagina in fretta e, si spera, con definitiva costanza.

    Sainz, voto: 2

    Carlos teso sin dalle qualifiche, con il team e con Kvyat, al quale non vuole concedere la scia. In partenza fa tutto lui, sbaglia nel cambiare traiettoria fuori da curva 2 e va addosso a Grosjean, finendo di traverso e mina vagante a far strike sull’incolpevole Massa. E’ un gran pilota Sainz, ma l’errore più grande che possa commettere in una fase in cui le opzioni per approdare in un top team sono davvero limitate, sarebbe quello di iniziare a innervosirsi in pista. Interrompe una bella striscia di arrivi in zona punti, nelle posizioni “alte”. Kvyat, al netto delle penalità, ha dimostrato come la Toro Rosso valesse anche a Montreal la top ten, nonostante la power unit Renault in deficit di potenza.