GP Cina F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio della Cina 2012

da , il

    pagelle f1 gp cina 2012

    Pagelle del Gran Premio della Cina di Formula 1 2012. Nico Rosberg è il protagonista della gara ma un pelino più del pilota Mercedes si fanno notare quelli della McLaren che partono molto più dietro di lui e riescono comunque a raggiungere il podio dopo aver vissuto in mezzo ad una bagarre difficilmente decifrabile. A sorpresa, viene voglia di sparare alto anche nei confronti di Felipe Massa che una volta tanto può davvero confondere suoi eventuali demeriti con gli sbagli tattici della scuderia Ferrari. Degna di nota anche la gara di Mark Webber mentre non convince quel Sebastian Vettel che si presenta completamente scarico in qualifica. Messo sotto pressione ed in difficoltà, il due volte iridato non sembra più lo stesso.

    Nico Rosberg: dieci in condotta

    Vince alla Vettel. Parti e vai. Tutto facile fino all’ultima curva. Quando esce dalla macchina ce lo si immagina con una tuta blu, con un ditino alzato e ci sembra di essere di fronte al replay della stagione precedente. Nico Rosberg non sbaglia una virgola amministrando la superiorità della sua Mercedes in modo esemplare. Tutto facile e scontato? Sì e no. In fin dei conti si era sbarazzato di un certo Schumacher già prima che costui si ritirasse… Voto 8.

    Jenson Button: ragazzo d’oro

    Se non avesse floppato in Malesia sarebbe già in fuga per il mondiale. Nonostante quello zero in classifica è appena a due lunghezze dal compagno di squadra Hamilton. La storia non si fa con i “se”. D’accordo. Ma la premessa è doverosa per fare il seguente ragionamento: quanti altri errori potrà mai fare nel prosieguo della stagione Mr. perfettino? Io credo pochissimi. Il golden boy va tenuto morbosamente d’occhio. Voto 8,5.

    Lewis Hamilton: falso magro

    Tre su tre. Tre podi. Tre arrivi al traguardo. Tre volte terzo su tre gare. Ti immagini un Hamilton curato a vagonate di Valium. Invece il panterone se l’è dovuta sudare facendo belle battaglie ma tenendosi sempre lontani dai guai. Voto 8+. Si vince così il mondiale. Alla faccia di quel Button che va più forte di lui e per il quale si è già prenotato una terapia a base di Prozac. Ma da iniziare solo a fine stagione. Nell’eventualità.

    Mark Webber: forza quattro

    La goduria è quella di arrivare davanti a Vettel e dichiarare che quest’anno la macchina è finalmente comprensibile anche per lui. Metti insieme i pezzi del puzzle e ti ritrovi con un 2010 disputato sostanzialmente alla pari. Un 2011 dove ne ha prese di santa ragione ed un 2012 dove le sta rendendo di brutto. Voto 8. Con questa Red Bull si poteva fare poco di più.

    Sebastian Vettel: Schweppes

    Sapete qual è la differenza tra una Schweppes ed una Red Bull. Un po’ il sapore. Soprattutto l’energia. Il Vettel del 2012 è senza taurina in corpo. Faccio un ragionamento semplice: anche nel 2011 Webber era abbonato al quarto posto. Vettel no. Lui dominava a mani basse e ditino alzato. Ora rischia grosso: se non si dà una mossa, l’intero mondo della F1 comincerà a pensare che i suoi due mondiali sono stati vinti dalla Red Bull. Voto 5. Ha paura e non lo nasconde. In qualifica sente la pressione e crolla. Una roba mai vista dalle parti del suo box.

    Romain Grosjean: meglio tardi che presto

    Stavolta l’errore – perdonabile – lo commette a fine gara. E riesce a non compromettere la sua corsa dando alla Lotus quella gioia negata da Kimi Raikkonen. Voto 7.

    Senna e Maldonado: gomme e testa

    Corrono con il pensiero fisso sull’usura delle gomme. Sanno che è lì che si gioca la loro partita. Dal box Williams impartiscono buone indicazioni che Senna interpreta al meglio. Maldonado parte male ma recupera. Voto 7 ad entrambi.

    Fernando Alonso: lavanda gastrica

    E’ difficilissimo digerire un weekend così storto per Fernando Alonso. La Ferrari è un bidone ma se due o tre episodi avessero girato leggermente più a favore dello spagnolo a quest’ora avrebbe conservato il primato in classifica mondiale. Ad un certo punto, infatti, ruggiva sui tubi di scarico della McLaren di Hamilton. Voto 6,5. Sufficiente ma non esaltante.

    Kamui Kobayashi e Sergio Perez: sgommati

    Vedi il caso dei piloti Williams e cambia il rapporto tra la monoposto e le gomme. La Sauber stavolta non interpreta bene il comportamento delle Pirelli ed i due piloti faticano a tenere il passo dei migliori. Kobayashi, fenomeno in qualifica, esce subito di scena per una partenza alla moviola. Perez sale in alto con una tattica buona solo per gli illusi. Voto 6.

    Felipe Massa: mai così bene

    Si è sparsa una strana convinzione nel box Ferrari: Massa in Cina ha fatto un garone che non ha portato a buoni risultati solo per via della tattica suicida (in stile Perez – vedi sopra – per intenderci). Stufi di bastonarlo, ci tappiamo naso, occhi, orecchie e bocca e ci accodiamo a questa singolare corrente di pensiero. Voto 7,5. Nessun rischio: tra 7 giorni saremo qui a commentare la gara del Bahrain ed, eventualmente, potremmo rimangiarci tutte queste lodi come se nulla fosse.

    Kimi Raikkonen: neve al sole

    L’omino di ghiaccio si scioglie come neve al sole quando manca pochissimo alla bandiera a scacchi. Sembra che il suo errore lo mandi in tilt. In realtà ha superato lo soglia di decenza nel consumo delle gomme Pirelli che, a quel punto, non perdonano. Voto 7+ per la tenacia.

    Michael Schumacher: gira la ruota

    Io la vedo così: il meccanico che gli ha montato male la gomma è il suo più grande amico. Gli ha voluto evitare l’umiliazione di finire sul gradino più basso del podio mentre Rosberg furoreggiava come il nuovo Messia del Volante. Ironia a parte: con una Mercedes così in palla, me lo sarei visto ben più pericoloso e più vicino alla vittoria. Voto 5,5.