GP Cina F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Tempo di voti i pagelle dopo il Gran Premio di Cina 2013

da , il

    alonso, gp cina 2013

    E’ tempo di voti, è tempo di promossi e bocciati. Il Gran Premio di Cina 2013 va in rassegna con una prestazione quasi perfetta da parte della Ferrari e di Alonso, ma in realtà perfetta non è. Arriva la vittoria, d’accordo, tuttavia, manca ancora un tassello per mettere insieme il week end perfetto.

    Poi c’è il controverso Massa. Il brasiliano si spegne dopo il primo cambio gomme, senza riuscire a tirar fuori quel potenziale che aveva dimostrato di avere al venerdì delle libere e nelle qualifiche. Raikkonen firma nuovamente il podio, nonostante la chicane mobile Perez, e sono punti iridati pesanti nell’ottica di un mondiale.

    Considerazioni tutte a sé merita il “caso Webber”. Mark in Cina commette l’unico errore con la Toro Rosso di Vergne, azzardando un sorpasso quando era ancora troppo distante. Nella traduzione in cifre, ecco quanto meritano i protagonisti di Shanghai.

    Alonso, 9. Parte con effetto-fionda e si porta dietro Massa, da lì in avanti è un martello. La Ferrari è naturale estensione del suo corpo, come la bacchetta per il direttore d’orchestra. Gli ordini impartiti da Nando vengono trasformati in tempi sul giro, sorpassi quando rientra in pista dopo i pit-stop, con l’assoluta sensazione di controllo su ogni dettaglio, compreso il ritmo elevato quando non era più necessario.

    Per raggiungere il top, l’agognato 10 (magari con lode), serve una pole position in qualifica, sigillo di qualità su un week end allora da assoluto dominatore. Dà la risposta che ci si attendeva dopo gli errori della Malesia.

    Raikkonen, 7 1/2. Voto basso? Voto bilanciato. Arriva secondo con una Lotus reduce dal destruction derby con Perez, riesce a stare in pista nonostante il pilota McLaren gli chiuda la porta in faccia senza guardare troppo negli specchietti ma non va dimenticata la partenza stile motoslitta sul ghiaccio. E’ il neo che complica la gara, tanto più che partendo dal lato pulito della pista non ti saresti atteso tante difficoltà. I punti del secondo posto sono un bottino fondamentale per chi può puntare al titolo iridato. Regolarista.

    Hamilton, 7. Freccia appuntita in qualifica, in gara la Mercedes è ancora un gradino sotto Ferrari, Lotus e Red Bull. Lo ammette lo stesso inglese, che fa il massimo possibile con quel che ha a disposizione. Ha la fortuna di evitare i problemi di affidabilità che bersagliano Rosberg, così dopo tre gare si ritrova con più punti di quanti non avrebbe sperato nemmeno il più accanito dei tifosi. Una garanzia.

    Vettel, 7. E’ voto tutto del pilota, perché la Red Bull merita un 4 per come gestisce le qualifiche. Fosse partito con le morbide e la stessa strategia degli altri davanti, saremmo qui a raccontare di un podio certo, probabilmente alle spalle di Alonso. In Cina ha coperto gli errori del team. Tappabuchi.

    Button, 7. Tra i primi solo lui può permettersi le due soste e un motivo ci sarà. McLaren in progressivo miglioramento dopo lo shock australiano, Jenson ci mette tutta la sua visione di gara e gentilezza con le gomme per portare la Mp4-28 anche più avanti di quanto non sarebbe lecito attendersi. Affidabile.

    Massa, 5. Spiace dover dare meno della sufficienza a Felipe, comunque bravo in qualifica e nelle prime fasi di gara. Effettuato il primo pit-stop si perde, mentre Alonso esprime il potenziale della F138. Appena un giro di differenza nell’entrata ai box gli fa perdere le posizioni guadagnate in precedenza, con il bel sorpasso su Hamilton. Urge un cambio di rotta alla domenica, perché il brasiliano ha dimostrato di poter dare del tu alla monoposto. Serve mettere a punto i dettagli ancora imperfetti, la doppietta in Cina era a portata di mano.

    Ricciardo, 8. Prima la qualifica da big, poi una gara autorevole nei piani alti. Se vuole il posto di Webber in Red Bull, l’australiano ha messo a segno un bel colpo a Shanghai. Si attende la conferma in Bahrein.

    Grosjean, 4. Valgono le considerazioni dell’Australia. Con quel Raikkonen là non puoi navigare ai margini della zona punti. Se non si darà una sveglia per accompagnare da vicino i risultati del compagno di box non riusciamo a trovare valide ragioni perché la Lotus debba tenerlo ancora sulla monoposto numero 8. Tra pochi giorni dovrà dare tante risposte, nel Bahrein che lo scorso anno lo vide bel protagonista nella lotta per il podio. Svegliati.

    Red Bull, 4. Provare a comprendere la logica per cui fai partire Vettel in qualifica nemmeno guidasse una Force India, puntando tutto sulle gomme medie e due soste, è davvero difficile. Il potenziale per un secondo posto era a portata di mano, ma le scelte del box hanno vanificato tutto. Poi c’è l’insieme di coincidenze fantozziane su Webber. Passi l’errore nel rabbocco in qualifica (!?), ma lasciarlo su tre ruote al pit-stop quando l’australiano aveva messo in pista una bella rimonta dal fondo non è cosa da team campione del mondo. La sensazione è che debbano ritrovare la tranquillità e l’orientamento dopo i fatti di Sepang. Si consigliano tisane a go go.

    Perez, 4. Prende 30 secondi dal compagno di squadra proprio quando la McLaren inizia a mettere in campo le energie migliori per recuperare. Sbaglia clamorosamente con Raikkonen, chiudendo la traiettoria senza curarsi troppo del finlandese. Va fuori dai punti e in generale non sembra mai a proprio agio. Per uno che doveva essere un fenomeno, c’è ancora tanta strada da percorrere. Da recuperare.