GP Cina F1 2014, Alonso: Domenicali ha perduto delle opportunità

Shanghai accoglie la Formula 1 e si prepara per il GP di Cina 2014

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    conferenza stampa Gp Cina 2014

    Inevitabile che fosse Fernando Alonso al centro delle curiosità nella conferenza stampa del giovedì, quella che apre il GP di Cina 2014. Accanto a lui Hamilton e Ricciardo, ma è in casa Ferrari che si vuole provare a capire che aria tira. Via Domenicali, dentro Mattiacci: impensabile ottenere quel miglioramento che serve alla F14 T per competere nelle posizioni di testa. Ma cosa potrà fare la new entry a digiuno di attività in pista? «Dobbiamo dargli tempo e lasciare che si adatti. Bisogna che percepisca immediatamente il supporto di tutti per fare in modo che si senta a suo agio fin dal primo giorno e possa gestire il team con successo», commenta Alonso. Tempo, quello che la Ferrari in realtà non ha. «Non ho ancora avuto la possibilità di parlare con lui ma lo aspetto per dargli il benvenuto. Da parte mia farò di tutto per aiutarlo», continua Fernando.

    Chi siede al muretto in realtà può far ben poco sul piano prestazionale e l’analisi di Alonso in qualche modo va a rivolgersi direttamente ai tecnici. In Cina intanto ci sarà ancora da soffrire. «Non miglioreremo di un secondo immediatamente, perché Stefano non realizzava da solo ali anteriori o posteriori… Continueremo a tentare di migliorare e siamo qui per reagire, ma dobbiamo essere onesti, c’è da migliorare tanto. Dobbiamo fare progressi in tutte le aree e sappiamo che c’è molta strada da fare. Nella prima parte del campionato non siamo stati competitivi come i top team ma io spero ancora che più avanti nella stagione sapremo tornare molto concorrenziali». Sperare, sperare, il verbo più utilizzato in questi anni. Ma non si può vivere di speranza e mentre si cerca il miglioramento e si “contengono i danni”, gli altri volano via in classifica.

    C’è anche un pensiero per Domenicali, onesto nel prendere atto di una situazione insostenibile. Qual è il Fernando-pensiero sull’ex direttore della GeS? «Credo prima di tutto che sia una grande persona. Come team principal ha fatto cose buone, anche se ha perduto delle opportunità. Non le avesse perse avrebbe potuto avere in bacheca tre titoli in più. Sono contento del tempo che abbiamo passato insieme, certamente la decisione che ha preso non è stata facile, perché godeva di una posizione di privilegio in un grande team di Formula 1. Lui ha fatto queste scelte nell’esclusivo interesse della Ferrari».

    Anche Raikkonen commenta l’addio di Domenicali e non nasconde la “sorpresa”: «Tutti siamo rimasti un po’ sorpresi, ma si è trattato di una decisione di Stefano. Se si è sentito di fare così bisogna accettarlo, la vita va avanti. Personalmente io trovo tutto questo triste perché credo sia un ottimo ragazzo e perché ho lavorato con lui per molti anni. Le cose però sono andate in questo modo e sono sicuro che il team saprà gestire la situazione». Parole ovviamente di circostanza, che lasciano in piedi gli interrogativi su quanto riportato dalla stampa specializzata dopo l’annuncio delle dimissioni, ovvero, il malcontento dei piloti avrebbe giocato un ruolo importante nella decisione di Domenicali.

    Su Mattiacci, che Raikkonen ha già avuto modo di conoscere in passato: «Prevedo che non avrà problemi e sono sicuro che farà un ottimo lavoro per noi. Avrà tutto ciò che gli serve per farci crescere. Però non cambierà nulla nell’immediato, dal momento che nessuno fa miracoli e che conosciamo il nostro attuale valore. Noi sappiamo in quali aree dobbiamo lavorare ma miglioramenti significativi non arrivano nel giro di una notte».

    Tornando indietro al Bahrain, resta un week end dai due volti. Quello positivo della qualifica, dove il finlandese ha saputo andare oltre i limiti della macchina e fare meglio di Alonso; in gara, invece, una sofferenza continua, senza trazione, con l’atavica mancanza di velocità di punta e una frenata ancora distante dal dargli fiducia e stabilità. «All’ultima gara le sensazioni generali che avevo dalla vettura erano migliorate. Il problema in Bahrain è stato che eravamo un po’ troppo lenti. Mi aspetto che già in questo weekend avremo dei piccoli miglioramenti. Difficile dire quando saremo al livello che vogliamo, ma con le nuove regole c’è sempre la possibilità di fare grandi passi avanti improvvisi, anche se a volte si progredisce lentamente. Quello che è importante è che adesso abbiamo una migliore comprensione della vettura rispetto alle prime gare e che c’è già stata una grande crescita rispetto a Melbourne, un miglioramento che magari dall’esterno non è stato notato perché sono cresciuti anche gli altri. Sapevamo che quella del Bahrain sarebbe stata per noi una delle gare più difficili della stagione e sono fiducioso che qui le cose possano andare meglio», ha commentato Raikkonen.

    Ricciardo: non speravo troppo nel ricorso

    Decisamente meno clamore ha sollevato la decisione della Corte internazionale d’appello di confermare la squalifica della Red Bull e di Daniel Ricciardo dalla classifica finale del Gp d’Australia. Se possibile, è un altro dei temi d’interesse del giovedì di Shanghai. «Ovviamente sono un po’ deluso ma sono passato avanti», racconta l’australiano. Ha tenacia e forza mentale per non farsi abbattere e l’ha dimostrato già in più occasioni: anche quando la RB10 non riusciva a fare più di 2 giri nei test, il buon Daniel aveva sempre il sorriso stampato in faccia. «La domenica sera a Melbourne ormai il danno era stato fatto e sono passato dalle stelle alle stalle, è non sono rimasto sull’episodio. Ho sperato [in una sentenza favorevole] ma non mi aspettavo troppo. Questo è quel che è successo e adesso sono qui a Shanghai senza più se e ma: ho 12 punti e devo provare a rimontare».

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