GP Cina F1 2015, anteprima: quanto vale la Ferrari e le risposte Mercedes

Il Gran premio di Cina 2015 attende la Ferrari a un ulteriore esame per decretare una promozione senza riserve. A Shanghai, là dove le Mercedes andavano forte anche quando non erano super.

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    F1 GP Malesia 2015: venerdi pregara

    Anche quando non erano super, a Shanghai sono andati fortissimo. Il Gran premio di Cina 2015 si contorna dell’attesa riservata ai grandi eventi, perché la curiosità è tutta sul reale valore della Ferrari ; e chi meglio della Mercedes potrà dare le risposte tanto attese? Era il 2012 quando Rosberg agguantava la prima vittoria della storia recente in Formula 1 per il marchio di Stoccarda, certo non si trattava di un progetto inappuntabile, erano altri i favoriti allora. Eppure, a Shanghai, arrivò la sorpresa. Ecco, se in Malesia potevano esserci le condizioni climatiche a scompaginare i piani dei campioni del mondo in carica, in Cina vedremo qual è il divario sul quale possono contare nei confronti della SF15-T. Risultati e LIVE della GARA del GP Cina F1 2015, BASTA CLICCARE QUI!

    Cosa aspettarsi dalle Rosse

    Andò fortissimo lo scorso anno Alonso, strappando il terzo gradino del podio, poi rivelatosi illusorio nella determinazione dei valori di forza effettivi, ma per nutrire altre aspettative quest’anno ci sono gli indizi di Melbourne e Sepang, tappe nelle quali la Rossa è apparsa velocissima quando c’era da ottenere i punti, un po’ meno in assetto da qualifica, aspetto da curare per recuperare competitività e giocarsi le pole position più avanti in stagione.

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    Guardando il layout dei 5400 metri disegnati da Tilke, si scopre un circuito veloce, esigente sulle gomme – posteriori in trazione, anteriori nell’inserimento e percorrenza – sul fronte aerodinamico e motoristico, visto il rettilineo più lungo del mondiale, 1200 metri sui quali far valere cavalleria e velocità massima. Aree nelle quali la SF15-T non sfigura, tutt’altro. Per questo si potrebbero vivere duelli ancora una volta emozionanti per il tifo, ritrovarsi sul podio, magari con due piloti. Chissà. Kimi Raikkonen è stato bersagliato dalla sfortuna, certo anche da alcuni errori suoi in Malesia, merita però di stare davanti, lottare con Vettel e i Mercedes, festeggiare qualcosa in più di un quarto posto. Il pilota non è bollito, tutt’altro, dimostra di essere veloce e amico delle gomme, un dettaglio che potrebbe aiutarlo nel pianificare la strategia a due soste attesa domenica.

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    Il giro di pista

    Insieme al rettilineo più lungo della F1, il circuito di Shanghai si caratterizza per le tre curve iniziali, dopo il via. Si affronta la prima quasi in pieno, scalando un paio di marce, poi sempre restando in piega verso destra, con il sottosterzo in agguato, si arriva progressivamente alla seconda, marcia con la quale affrontare il richiamo a sinistra del tornantino di curva 3. Una chiocciola che si avvita su se stessa, prima di dare piena espressione alle doti di trazione della monoposto. L’uscita di curva 3 è da interpretare, perché il sovrasterzo è un rischio da evitare, per non mandare in crisi le gomme posteriori.

    Un deciso allungo porta al primo vero punto per tentare il sorpasso, la frenata di curva 5, dalla quale ripartire proiettandosi verso il settore guidato di Shanghai, quello con una veloce sinistra-destra simile alla esse di Sepang nel T1, ma qui più difficile in uscita, perché seguita da una brusca staccata che immette su due curve quasi a 90°, nelle quali dover fare affidamento su un anteriore pronto in inserimento.

    Via in accelerazione, breve rettilineo prima di una nuova decisa frenata, teoricamente buona per cercare il sorpasso, ma con in mente quello che arriva dopo: lungo curvone parabolico verso destra e il rettilineo da un chilometro e due, sul quale far valere l’ala mobile e i cavalli della power unit.

    Se non si riuscirà a prendere la scia e passare in velocità, allora l’attacco potrà provarsi nella frenata più impegnativa di tutto il circuito, dalla settima alla seconda marcia, per poi schizzare via se si avrà la trazione ideale per proiettarsi verso l’ultima curva, una difficile sinistra da affrontare portando dentro tanta velocità in vista del traguardo.

    Fabiano Polimeni