GP Cina F1 2015, il processo alla gara: tre team in chiaroscuro

Tre casi da studiare dopo il Gran premio di Cina 2015. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il processo alla gara di tre team in chiaroscuro.

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    Formula 1 GP Cina a Shanghai   La Gara

    Dopo il Gran premio di Cina 2015 sarebbero in tanti a poter salire sul banco degli imputati, tranne due: Mercedes e McLaren. Ragioni agli antipodi, impossibile trovare una macchia nella weekend perfetto dei tedeschi, così come era impossibile attendersi chissà quali prestazioni da Alonso e Button. Concludere la gara con entrambe le monoposto è già un successo. Così sotto la lente d’ingrandimento finiscono Lotus, Red bull e Williams. Tre scuderie che si prestano a critiche al termine della gara a Shanghai, pur avendo ottenuto risultati accettabili in due casi.

    I tre casi

    Williams

    Accusa- Massa e Bottas fanno a gara a sé, lontani dalle Ferrari e con un buon margine sulla Lotus. Si potrebbe pensare a una gran premio positivo, perché in fondo sono la terza forza tecnica del mondiale, tuttavia, le premesse a inizio campionato erano ben altre e il divario che si sta creando rispetto alla rossa non è incoraggiante. Servono aggiornamenti tecnici al più presto, che significa Barcellona, mentre in Bahrain potremmo ritrovarli più competitivi su una pista da basso carico aerodinamico. Per il momento corrono nel limbo.

    Difesa- Con le risorse a disposizione del team, fanno decisamente meglio della Red bull e la costanza di rendimento nelle prime gare da parte di Massa è un punto fermo sul quale contare, mancato lo scorso anno in avvio. Considerate le prestazioni a inizio 2014 nelle stesse gare, è lecito attendersi lo sviluppo di un potenziale maggiore nelle prosieguo del campionato. Più che un passo indietro da parte del team, va riconosciuto il netto balzo in avanti della Ferrari.

    Red Bull

    Accusa- Il gran premio di Cina è imbarazzante. Il povero Kvyat sembra Fantozzi per l’intero weekend, con una sfilza di problemi tecnici a tormentarne il risultato. Ricciardo in partenza viene bloccato dall’attivazione del sistema antistallo ed è chiamato a rimontare praticamente dal fondo della griglia. La power unit si rompe e quando non lo fa costringe ad adottare assetti scarichi per non essere sverniciati sul dritto. Uno scenario peggiore di questo è difficile immaginarlo.

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    Difesa- In Cina il grosso limite è stato rappresentato dal motore, con sprazzi di interessante velocità espressi da Ricciardo nel corso delle prove libere. Senza la partenza al rallentatore, il pilota australiano avrebbe concluso molto più in avanti e probabilmente in scia alle due Williams. Da lui possono ripartire, dall’immutata capacità di attaccare e sorpassare in pista che aveva impressionato nel 2014.

    Lotus

    Accusa- Escludendo la Force India, resta il peggiore dei team motorizzati Mercedes. Grosjean ottiene i primi punti stagionali, completando una gara se vogliamo anonima perché priva di acuti, mentre Maldonado è protagonista del consueto festival degli errori, rimediando una figuraccia rispetto al compagno di squadra. E pensare che in un certo momento della gara era passato anche davanti, dopo il primo cambio gomme. Per insidiare due Williams dovranno ancora lavorare tanto.

    Difesa- Concretizzano parte del potenziale che hanno a disposizione. La monoposto è onesta e il motore assicura la sua parte. Grosjean corre senza sbagliare nulla e tiene la Sauber a distanza di sicurezza. Essere il quarto team dopotutto non è un risultato malvagio, considerando le risorse a disposizione e la base di partenza. Se sapranno fronteggiare il ritorno della Red bull e quello della Toro Rosso, allora la settima posizione si potrà leggere in senso positivo.

    Fabiano Polimeni