GP Cina F1 2015: le pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1 2015: pagelle del Gran Premio della Cina. Scopri chi sono i promossi e i bocciati del circuito di Shanghai! E lascia il tuo commento sulla terza gara del campionato...

da , il

    Appassionati di Formula 1 benvenuti nello spazio dedicato alle Pagelle del Gran Premio della Cina, terza tappa della stagione 2015. Da dieci a zero, ecco i nostri giudizi su quanto visto dentro e fuori il circuito di Shanghai. Ovviamente stavolta il primo della classe non può non essere Lewis Hamilton che con l’ottima Mercedes tiene ancora dietro il compagno di squadra Nico Rosberg. Proprio sul conto del tedesco, a differenza di quanto fatto da alcuni colleghi, non ce la sentiamo di sparare contro in modo netto. Sono altri i veri bocciati della gara cinese. Su tutti: McLaren-Honda e Red Bull-Renault.

    Voto 10: Mercedes

    Su una pista normale, con asfalto normale, con usura normale, i tedeschi riprendono la loro supremazia. A causa della tattica messa in pista da Hamilton, vedi sotto, non esprimono se non a sprazzi il vero potenziale della Mercedes W06. La chiave della gara sta proprio nell’esser riusciti a far funzionare le gomme meglio della Ferrari. Non hanno sottovalutato il Cavallino e l’hanno imbrigliato alla grande.

    Voto 9: Lewis Hamilton

    Gli si è rimproverato spesso di avere cali di concentrazione. Non oggi. Lewis Hamilton è sul pezzo alla grande tanto da inventarsi una tattica con passo gara più lento, al fine di tenere in scia gli avversari tanto da far rovinare le loro gomme. Lui nega. Ma i fatti dicono che il primo stint va così.

    Voto 8: Kimi Raikkonen

    Raikkonen non vede un podio dal 2013. Lo annusa a pochi giri dalla fine grazie ad una partenza da urlo che gli fa perdonare la brutta qualifica e un’oculata gestione delle gomme ma la safety car gli impedisce il possibile attacco a Vettel. Le coronarie di Arrivabene ringraziano. Ai punti, tra lui e il tedesco, stavolta vince il duello e comincia a prendersi qualche rivincita morale. Ma la strada è ancora lunga.

    Voto 7: Sebastian Vettel

    Vittoria compresa, sono tre podi di fila nelle prime tre gare. E’ il solito secchione Vettel. Magari non convince al cento per cento (vedi discorso fatto per Raikkonen) ma alla fine è sempre lì. Non guarda negli specchietti mai. Non teme il ritorno del compagno di squadra per cui nel finale c’ha il fiato corto anche a causa di una iniziale strategia aggressiva mirata ad impensierire le frecce d’argento.

    Voto 6: Nico Rosberg

    D’accordo. Nico Rosberg corre il rischio di chiudere la stagione al terzo posto nel mondiale dietro a Vettel mentre Hamilton se la domina in lungo e in largo. Se questo scenario da incubo gli si realizzasse, la sua carriera sarebbe definitivamente compromessa poiché nessun top team punterebbe mai più su di lui. Tuttavia in Cina non ha vinto Hamilton ma ha vinto il poleman. Se ci fosse stato Nico davanti, i primi due posti del podio sarebbero stati invertiti. E ricordiamoci che la pole position se la sono giocata in meno di mezzo decimo di secondo. Quindi la superiorità di Lewis è stata “millimetrica”. Non così ampia come potrebbe distrattamente sembrare.

    Voto 5: Pirelli

    Paul Hembery docet:”Le gomme hanno superato in certi casi le nostre aspettative”. Classica tecnica del contrattacco. Ma se, invece, anziché pensare solo alla fuffa della buona comunicazione, la Pirelli iniziasse a fare gomme “da gara” per davvero? Abbiamo sempre difeso l’azienda italiana contro le critiche di chi vorrebbe gomme di legno che non degradano mai. Nel Gran Premio della Cina, però, c’è stato qualcosa che non ci è piaciuto: i piloti hanno rinunciato alla battaglia poiché le gomme perdevano di prestazione stando in scia dell’avversario. Paul rispostina-sempre-pronta Hembery non fa mea culpa e prende la scusa dell’improvviso calo di temperatura dell’asfalto. Ah sì, lui ci crede sul serio. Qualche centinaio di milioni di spettatori no. O, comunque, non lo hanno capito.

    Voto 4: Pastor Maldonado

    Chiariamo che l’incidente con Button lo vede uscire praticamente innocente nella ricostruzione fatta dalle Forze dell’Ordine. Tuttavia il buon Pastor non riesce a stare lontano dai guai. Sin da quando si autoelimina dalla zona punti sbagliando l’ingresso in pit lane…

    Voto 3: Daniel Ricciardo

    La Red Bull non c’è. Non c’è proprio. Ricciardo non fa nulla per salvare la baracca. Per carità, in qualifica tira fuori un acuto degno del suo carisma ma in gara lotta poco e si deprime con facilità. Finisce, quindi, con il commettere errori a ripetizione attirando su di sé inevitabili sfighe. Abbiamo scoperto che anche il buon australiano può attapirarsi. E, quando entra in questa modalità, ci sembra persino peggio del Vettel dello scorso anno.

    Voto 2: Jenson Button

    Dal gentleman della Formula 1 certe cose non te le aspetti. Quello su Maldonado sembra un po’ il classico fallo di frustrazione ad opera di chi ha capito che la partita è persa. E, allora, tanto vale sfogarsi un attimo compiendo un atto di violenza verso il primo sfigato che passa. Neppure l’Alonso furioso ha mai fatto tanto. Tutto ciò stride con le plastificate dichiarazioni di facciata sull’ottimismo verso il futuro e la convinzione nei mezzi di McLaren e Honda. Vedi sotto.

    Voto 1: McLaren

    I progressi si vedono, non scherziamo. Ora le macchine arrivano pure al traguardo! E in qualifica beccano solo 4” dalla pole position mettendosi dietro stabilmente le Manor-Marussia… La verità è che la McLaren è a secco di punti ma fa il pieno di vergogna. Tant’è che dalla livrea è stata tolta quasi ogni scritta. Non è solo un problema di sponsor che non vogliono pagare per stare lì sopra ma anche del logo Honda che è riportato proprio piccolo piccolo. E pensare che sono proprio i giapponesi ad aver floppato di più. Hanno avuto tra le mani per oltre un anno la spettacolare power uniti griffata Mercedes e nemmeno sono riusciti a copiarla? Non dico fare meglio. Un conto è essere cauti nei giudizi. Un conto stupidi. Questi hanno fatto una roba che, fosse successa in Ferrari, avrebbe scatenato la rivolta popolare. Qualcuno avrebbe chiesto anche le dimissioni del Presidente della Repubblica. Oh, poi un giorno saranno loro a dettar legge in pista. Ma un giorno… quando?

    Voto 0: Red Bull – Renault

    Per i bibitari vale all’incirca il discorso fatto per la McLaren. L’aggravante è che questi si mettono a fare la guerra con il motorista Renault anziché remare compatti verso la risoluzione dei problemi. Ne vien fuori un pasticcio ancor più grande poiché i francesi, nel tentativo di recuperare potenza in extremis, si trovano a dover spingere troppo in avanti lo sviluppo senza avere sufficienti margini di sicurezza con l’affidabilità. Arroganza e inconcludenza sono il segnale di uno shock profondo che va da Strasburgo a Milton Keynes. Gli incubi delle lattine volanti si sono concretizzati tutti in una volta. E come è amaro il calice della verità… amarissimo ragazzi.

    @pierimanuel