GP Cina F1 2015, Vettel punzecchia Alonso e risponde a Ecclestone: ne capisce di social network?

Un Vettel a tutto campo, quello nel giovedì del Gran premio di Cina 2015 a Shanghai. Le vittorie di Senna, le "tradizioni" Ferrari e una risposta a Ecclestone. Le parole del ferrarista.

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    Potrebbe essere il gran premio dell’aggancio, quello di Sebastian Vettel alla leggenda, ad Ayrton Senna. Una vittoria a separarli, 41 Magic contro le 40 del tedesco. E’ stato uno dei temi della conferenza stampa del Gran premio di Cina 2015, ma sarà molto più complesso riuscire nell’impresa rispetto a Sepang. Questione di temperature principalmente, se la SF15-T saprà adattarsi anche al fresco di Shanghai. E’ stato gagliardo nel rispondere pure alle accuse di Ecclestone, che gli preferisce Hamilton come ambasciatore della Formula 1, più personaggio di Vettel. E non ha risparmiato nemmeno una punzecchiatura ad Alonso. Risultati e LIVE della GARA del GP Cina F1 2015, BASTA CLICCARE QUI!

    La vittoria e le bandiere a Maranello

    Dopo il successo malese, gran festa in fabbrica e la “scoperta” di un vezzo tutto ferrarista: «Ero a Maranello per fare del lavoro già in programma, è stato molto bello ricevere l’accoglienza dopo la vittoria con tutta la fabbrica riunita a pranzo. Ho imparato anche che quando vinci con la Ferrari, all’ingresso espongono una bandiera Ferrari ed era un po’ di tempo che non ce n’era una, mentre qualche anno fa ce n’erano molte…». Primo affondo, indirizzato ad Alonso, agli anni bui in via Abetone Inferiore.

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    Senna e la statistica

    C’è poi la statistica, quella che lo pone a un passo da Senna in termini di vittorie assolute. Va contestualizzato il dato e Vettel lo sa bene: follia mettere sullo stesso piano i 41 successi del brasiliano con quelle di qualunque altro pilota impegnato oggi in Formula 1. «Non sapevo di essere a una vittoria da Senna, conosco il numero assurdo di Michael; spero che la prossima vittoria non sia troppo lontana, ma certo avrebbe un grande significato per ogni pilota, sotto questo punto di vista le statistiche sono belle. Oggi non è corretto parlarne, perché abbiamo molte più gare rispetto agli anni scorsi, questo aumenta le possibilità di ottenere più vittorie», spiega il tedesco.

    L’entusiasmo generato dopo Sepang è positivo, ma i piedi devono restare ben piantati per terra e intravedere le difficoltà che si potrebbero incontrare in Cina. «Abbiamo fatto solo due gare, ne serve qualche altra per capire la posizione. Abbiamo compreso il potenziale della macchina, ma l’obiettivo è confermare di essere vicini alle monoposto migliori, come in Australia per il podio con la Williams. In generale, vogliamo dimostrare di essere il team dietro la Mercedes, una volta che abbiamo confermato questo, l’obiettivo sarà ridurre il gap sempre di più».

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    Bernie, aggiornati

    C’è spazio anche per una risposta al pensiero di Ecclestone, che non lo ritiene un ambasciatore ideale per la Formula 1. Gli preferisce Hamilton, altro stile secondo Bernie. Ne ha anche per lui Vettel, che non se la prende più di tanto e affonda il colpo quando gli fanno notare come forse a Ecclestone non piaccia l’assenza da twitter e dai social network di Sebastian: «E’ libero di dire quello che vuole, da parte mia sono molto contento di quanto fatto finora, non vedo l’ora di ottenere altri risultati. Bernie è su twitter? Non so quanto ne capisca di queste cose di social media, forse vuole iniziare a usarli». Per la serie, aggiornati tu, che devi promuovere la F1 in giro per il mondo, poi fai la predica agli altri.

    Meglio del previsto

    Il difficile per la Ferrari arriva adesso, dopo aver battuto il primo colpo ci si dovrà confermare ad alti livelli. Impensabile immaginare una situazione come quella odierna per Vettel quando ha firmato per la Rossa, lo scorso autunno. Eppure, l’impossibile si è tramutato in realtà: «E’ sempre possibile vincere, realisticamente quando ho firmato ci sono stati molti cambiamenti nel team e allora non era realistico parlare di vittorie così presto. Sin dai test è stato bello scoprire che sia io che Kimi eravamo contenti delle prestazioni della macchina. In Malesia è arrivato un week end perfetto e più forti delle Mercedes che sembravano imbattibili. Dobbiamo restare realisti, c’è ancora un lungo percorso».