GP Cina F1 2016, Ferrari. Vettel: “Mi dispiace per Kimi”

GP Cina F1 2016, Ferrari. Vettel: “Mi dispiace per Kimi”

Il presidente Marchionne: Ferrari cresce bene, anche se un po' ribelle

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    GP Cina F1 2016, Ferrari. Vettel: “Mi dispiace per Kimi”

    Quello lì, Rosberg, se ne va sempre più lontano nella classifica iridata. Gli altri lo guardano da lontano. A cominciare dalla Ferrari, il cui Gran Premio di Cina 2016 va in archivio con un podio e un quinto posto, arrivati dopo complicazioni inattese in partenza. Raikkonen davanti a Vettel, Kimi che fa la sua solita traiettoria larga verso curva 2 ma allunga con un bloccaggio, Vettel all’interno, ma Kvyat ancor di più. Il russo vede lo spazio per approfittarne e non ci pensa due volte, Seb per non entrare in contatto allarga verso l’esterno ed ecco lì che trova la SF16-H numero 7. Ala danneggiata, Kimi fuori e gara da riscrivere dal fondo. «Per un motivo o per l’altro non va come deve andare, speriamo che si raddrizzi», dice Maurizio Arrivabene.

    Hanno provato a raddrizzare la corsa odierna sia Vettel che Raikkonen, riuscendoci nel migliore dei modi. La velocità, però, non era sufficiente per contrastare un Rosberg che ha fatto vedere dopo il pit-stop quale fosse il potenziale Mercedes, mettendo in fila giri veloci per ampliare un gap già ampio. «E’ difficile giudicare com’è andata la cosa, la mia partenza non è stata perfetta , in curva 1 ero un po’ indietro, ho cercato l’interno per passare Kimi, Daniil ha fatto la stessa cosa, è arrivato con tanta velocità, non c’era modo di evitare il contatto. E’ un peccato perché non vuoi che due macchine della stessa squadra si tocchino», spiega Vettel dal podio, dopo aver catechizzato Kvyat sulla manovra ardita. Ci sta a nostro avviso, bravo il russo a osare.

    Poi, i problemi al musetto e, in parte, l’aiuto arrivato dalla safety car. «E’ deludente avere un contatto al primo giro, sono stato fortunato che la macchina sia rimasta intatta, credevo di dover rientrare subito ai box, lo sterzo era fuori centro, ma tutto sommato non era male, poteva andare peggio. La safety car mi ha aiutato, avevamo una strategia diversa con le supermorbide e mi ha aiutato a liberarmi dal traffico, siamo riusciti a superare gli altri e alla fine è stato un po’ complicato con Daniil, sapevamo che avrebbe montato le medie e noi avevamo le soft. Ho guadagnato un po’ prima di rientrare e nel giro d’uscita sono riuscito a passarlo. Una rimonta incredibile, dopo il contatto alla prima curva; entrambe le macchine sono arrivate alla fine, mi dispiace molto per Kimi, ero in un sandwich e non potevo fare nulla. La seconda posizione era probabilmente il massimo che potessimo ottenere», completa l’analisi il pilota tedesco.

    Lo scenario della partenza non è piaciuto al presidente Marchionne, che ha bacchettato e al tempo stesso ribadito piena fiducia nel lavoro degli uomini della scuderia: «L’ho trovato veramente non Ferrari. Sono più imbarazzati loro che io, sanno meglio di me come correggere», dice riferendosi a Vettel e Raikkonen. Poi, «quello che ha fatto Vettel e anche Raikkonen contro Hamilton è stato un capolavoro. La macchina c’è i piloti pure, sono contento. Ho visto una Ferrari che sta crescendo, che mi piace, per certi versi immatura, ma sta crescendo bene, un po’ ribelle».

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    Uno sfortunatissimo Raikkonen paga più di tutti, deve accontentarsi della quinta posizione su un circuito dove ha messo insieme un week end perfetto e veloce, più di Vettel in qualifica. «Quel che è successo in partenza è stato un disastro. Non è stata una gara semplice, ma abbiamo tirato fuori qualcosa di buono. C’è stata una situazione un po’ così al via, poi siamo dovuti ripartire dalla penultima posizione, la gara è stata difficile, ho faticato all’inizio, abbiamo continuato a spingere e recuperare un bel po’ di posizioni. Arrivare quinti non è un disastro ma non quel che cercavamo.
    Non so cosa sia successo con Seb, non ho visto ancora, mi sono girato… »

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