GP Cina F1 2016, il Processo alla gara

GP Cina F1 2016, il Processo alla gara

Tiene banco la Ferrari, nel bene e nel male tra i temi del lunedì post-Shanghai

da in Circuito Shanghai F1, Formula 1 2017, GP Cina F1
Ultimo aggiornamento:

    Tre gare e ancora nessuna vittoria. Il Gran Premio di Cina 2016 si rivela agrodolce per la Ferrari. Il contatto tra Vettel e Raikkonen in partenza è uno dei temi del Processo alla gara, ma il risultato finale ha anche sottolineato come Rosberg sia oggi più che mai in uno stato di grazia e non sarebbe probabilmente bastato evitare l’incidente in curva 2 per sfidarlo e contendere la vittoria.
    Analizziamo i punti caldi lasciati dalla corsa di Shanghai con la consueta, duplice, linea: prevale l’accusa o la difesa?

    F1, Gran Premio di Cina 2016, la gara a Shanghai

    ACCUSA: Raikkonen e Vettel mancano nel momento cruciale in qualifica e si fanno fregare la prima fila dalla Red Bull. In partenza Kimi fa un errore in curva 1, Vettel lascia la porta aperta a Kvyat e la gara viene chiaramente compromessa dal duplice incidente delle Rosse. La rimonta porta sì Vettel a podio e Raikkonen con punti buoni, ma un’analisi più attenta della corsa dice anche che Nico Rosberg avrebbe avuto la vittoria in pugno anche in caso di gara regolare, perché la velocità espressa dalla Mercedes è ancora superiore. Non si sono sofferte rotture alla power unit, ed è un segnale importante, adesso serve però iniziare a mettersi dietro le Mercedes sul passo puro.

    DIFESA: Che i piloti abbiamo commesso degli errori, non significa la macchina non vada. Tutt’altro. Vettel è riuscito a sfruttare al meglio le gomme più morbide, Raikkonen ha avuto la velocità per risalire e in qualifica le prestazioni della SF16-H sono sempre più vicine, pur su una pista non esattamente ritagliata su misura. Senza l’incidente in partenza, certo non imputabile alla macchina, si sarebbe avuta un’altra gara, con Vettel e Raikkonen in grado di tenere il passo di Rosberg e giocarsi poi tutto sul piano strategico.

    Le pagelle del Gran Premio di Cina

    Formula 1, Gran Premio Cina   Venerdi pre gara

    ACCUSA: Ma che succede? Possibile che sia solo sfortuna? Passino i problemi tecnici sulla monoposto, che capitano a chiunque, ma la velocità espressa in gara non è quella che ci si attende dall’Hamilton dominatore delle ultime due stagioni. Con Ricciardo, Massa e Raikkonen perde il confronto, rimonta facilmente finché davanti ha macchine palesemente inferiori, poi si ferma.
    Lui continua a professare serenità e calma, di fatto però la situazione nel mondiale piloti lo vede clamorosamente in ritardo. Adesso deve darsi una svegliata e iniziare a vincere, magari iniziando con partenze degne di un campione del mondo.

    DIFESA: Con una macchina danneggiata nel fondo – per la seconda volta di seguito – ci sono limiti tecnici che non puoi superare. Rimonta dal fondo, cercano dal box di tenersi aperte tutte le possibilità strategiche fermandolo due volte sotto safety car, ma più di tanto non riesce a fare.

    Il campionato è ancora lungo, i problemi tecnici capiteranno a tutti e anche Rosberg non è immune a priori da imprevisti. Può diventare l’alleato della Ferrari, iniziando a mettersi davanti a Rosberg e frenandone la corsa verso il titolo. Per tirare i primi bilanci veritieri sarà meglio attendere ancora qualche gara.

    F1, Gran Premio di Cina 2016, la gara a Shanghai

    ACCUSA: Ma dove voleva andare? Rischia oltre la logica in curva 1 e porta le Ferrari a scontrarsi. La gara del russo lo vede sì sul podio, ma pesa l’aggressività in partenza, dove ha trovato un Vettel più che corretto, ad allargare la traiettoria per evitare di essere centrato dalla Red Bull.
    Se la ride prima del podio mentre Seb gli spiega perché, quella manovra, non andava. Fossero stati altri tempi, Daniil avrebbe avuto maggior rispetto per quel che aveva da dire un quattro volte iridato.

    DIFESA: Quale scorrettezza? Fa la sua linea interna, pulita, veloce, approfittando di una porta lasciata aperta dalle Ferrari. E’ bravo e astuto a cogliere l’attimo, poi ha la velocità giusta per prendersi un meritatissimo podio, dopo due gare difficili. Quanto alle polemiche, non esiste certo il reato di lesa maestà in Formula 1. Le parole di Vettel e le sue analisi valgono tanto quanto quelle di Kvyat, peraltro a spiegare che sono le corse e, dopotutto, non ha causato alcun contatto diretto. Non ha nulla di cui scusarsi Kvyat e, così come ci sta la critica di Seb, altrettanto legittima è la replica di Daniil.

    960

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Circuito Shanghai F1Formula 1 2017GP Cina F1
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI