GP Cina F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!

GP Cina F1 2016: le Pagelle da 10 a 0!
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    PAgelle F1, Gran Premio di Cina 2016, la gara a Shanghai

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio della Cina 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sul circuito di Shanghai, troviamo al primo posto Daniel Ricciardo. La fantastica pur se un po’ sfortunata gara dell’australiano trascina in alto anche l’altra Red Bull di Kvyat. Meno brillanti, nel complesso, appaiono Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che pasticciano un po’ troppo prima di darsi da fare in una bella ma per certi versi scontata rimonta.

    Ricciardo è l’eroe mancato di giornata grazie anche al fatto che esce prematuramente di scena e lascia aperto un interrogativo sul come sarebbe andata a finire. Sarebbe arrivato secondo dietro Rosberg. Probabilmente. La gomme esplosa gli regala la possibilità di sferrare sorpassi al limite della fisica con una macchina senza velocità di punta. Non male.

    Eh sì, fa una manovra al via da vero cannibale. E gli va bene. Kvyat dimostra di avere un gran potenziale. Coraggio, testa e nervi saldi. Trovasse anche la continuità, sarebbe di diritto il terzo gallo nel pollaio Red Bull dopo Ricciardo e Verstappen. Miscela esplosiva.

    Non giudicabile o quasi. Ma almeno un “otto” Nico Rosberg se lo merita. Non fosse altro per i 75 punti in 3 gare. Pardon 150 nelle ultime 6. Non è colpa sua se agli avversari piace complicarsi la vita ogni volta.

    Se la sfiga si accanisce, non te la togli di dosso con la semplice speranza di aver saldato il conto. Anzi, quella rincara. Problemi di affidabilità lo fanno partire ultimo. Alla prima curva Hamilton si trova invischiato in un incidente del quale non ha colpe. Con la macchina semidistrutta arriva al traguardo non prima di aver subito mobbing dal suo box che lo costringe a 3 pit stop in 3 giri. All’incirca. E non prima di aver subito sorpassi da gente che fino a ieri finiva doppiata. O quasi.

    Gara fotocopia per Vettel e Raikkonen. Sbagliano in qualifica e sbagliano alla prima curva dando a Kvyat l’opportunità di infilarsi e complicare ulteriormente i piani della Ferrari. Dopodiché, con tattiche diverse, ma vetture non più perfette, sono spettacolari nei loro sorpassi e nella loro rimonta. Non potevano fare di più. Forse neppure di meno vista la differenza di prestazione tra la Rossa e gli altri.

    Arriva un weekend senza problemi tecnici ed una gara abbastanza incasinata per esaltare le intelligenze tattiche di Alonso e Button. Entrambi, però, riescono solo a farsi belli nei primi giri salvo poi sprofondare alla distanza fuori dalla top ten.

    Sempre più irriconoscibile Bottas. Ha una calamita per le situazioni pericolose. Viene umiliato più volte subendo sorpassi dove neppure alla Playstation. Ora che il suo manager Toto Wolff non è più nell’assetto societario della Williams, viene da pensare che per lui non ci sia un gran futuro. Doveva essere il nuovo Mika Hakkinen. Sta diventando il nuovo Mika Salo. Bravo sì, ma altrove.

    Ma cosa dice esattamente Marchionne quando parla di F1? Non si capisce bene. Racconta qualcosa che non esiste per sfidare i giornalisti e vedere chi ha gli attributi per contestarlo? Coltiva la propria vanità o c’è altro dietro? Ad ogni modo, questa Ferrari fortissima è tutta ancora da vedersi. Forse in fabbrica gli hanno presentato dei grafici, dei numeri, delle statistiche, delle telemetrie. E lui c’ha creduto.

    Lo squadrone imbattibile, imbattuto, indistruttibile che non riesce neppure a schierare Hamilton nelle qualifiche… fa un po’ ridere. La Mercedes ci dirà poi di aver capito, aver risolto, etc. Ma anche, lato Rosberg, fare i fenomeni sul giro secco e poi lasciare regolarmente la prima posizione agli altri dopo la prima curva è qualcosa che deve far riflettere.

    Lucidità cercasi. In ordine sparso e senza pretesa di esaustività: qualifiche con pozzanghera gigante in rettilineo e in traiettoria; furgoncino parcheggiato sulla via di fuga o giù di lì, rimosso solo grazie alla pronta segnalazione dei piloti (quelli che dovrebbero stare zitti e pensare solo a guidare, ndr); safety car per pulire la pista dai detriti che esce solo dopo l’esplosione della gomma del povero Ricciardo. Tanto per dire.

    Le pagelle del GP di Cina 2016 di F1 terminano con una piccola parentesi sulla folle idea della griglia invertita. Se n’è parlato a Shanghai poiché la gara è stata molto spettacolare grazie al fatto che alcuni big sono stati chiamati a delle grandi rimonte. Questo è il senso del ragionamento: se una volta ogni tanto delle cause imponderabili obbligano i top driver a fare qualche bella rimonta, si vede un bello spettacolo. Se, invece, tutte le domeniche dovessimo assistere a scene come quelle della Cina, la Formula 1 sarebbe ridicola. Non solo: dopo poco ci abitueremo anche a quello e, non riconoscendone più l’eccezionalità, ci annoieremo lo stesso. Se la pensate diversamente, fate pure. Ma non dite che non vi avevamo avvisato.

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