GP Cina F1 2017, il Processo alla gara di Shanghai

GP Cina F1 2017, il Processo alla gara di Shanghai

I risultati del GP di Cina F1 2017 mettono sotto la lente le posizioni di Raikkonen, Bottas e Ricciardo. Il nostro processo alla gara di Shanghai.

da in Circuito Shanghai F1, Formula 1 2017, GP Cina F1
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    I risultati del Gran Premio di Cina F1 2017 hanno parlato in modo inequivocabile. Hamilton, Vettel e Verstappen perfetti. Ricciardo, Raikkonen, Bottas, tutt’altro. Il Processo alla gara di Shanghai necessariamente passa dall’analisi delle prestazioni dei “compagni di squadra”, di chi non ha saputo eguagliare le prestazioni delle monoposto gemelle.
    Errori, un rendimento troppo basso, un confronto perso. Per Bottas, Raikkonen e Ricciardo si delineano tre diversi profili, accomunati dall’insufficienza delle prestazioni, con dei distinguo necessari. Passiamo in rassegna i 56 giri del GP di Cina F1 2017 delle “seconde” Mercedes, Ferrari e Red Bull, per capire se è vera debacle o esistono delle attenuanti e quanto visto a Shanghai fa parte di un passaggio a vuoto, come può capitare in una lunga stagione.

    ACCUSA - E’ già la seconda gara che prende sonoramente la paga da Sebastian Vettel. Difficile trovare attenuanti per Kimi. La Ferrari SF70H non gli dà la fiducia che vorrebbe all’anteriore, ma evidentemente è un problema di stile di guida, il suo. Da un pilota della sua esperienza ci si aspetterebbe dell’altro, visto il progetto che Maranello ha partorito quest’anno. Invece no, perde il confronto con Vettel e fa perdere la chance di sfidare Hamilton per la vittoria. Non ha affondato il colpo su Ricciardo, mai un tentativo di attacco, nonostante Seb mordesse il freno dietro. La differenza di velocità con la quale il tedesco ha completato la manovra è il miglior indicatore di quella che, oggi, è la differenza tra i due piloti.

    DIFESA - Facile dire: attacca e supera. Le difficoltà riscontrate da Kimi sono sì legate al suo stile di guida, ma proprio per questo è la prestazione complessiva a risentirne. Non sente l’avantreno come vorrebbe e senza fiducia è difficile poter essere aggressivi. Il week end “strano” di Shanghai, con pochissimo tempo utile per girare sull’asciutto e migliorare il set-up della Ferrari SF70H per adattarlo alle sue esigenze è una scusante non da poco. Tra sette giorni, in Bahrain, avremo la controprova definitiva. Dove Kimi un anno fa si rese protagonista di una gran gara, dovrà dire se su di lui si può contare o inevitabilmente in ottica 2018 andranno fatte altre scelte.

    ACCUSA - Quando sbagli e ammetti l’errore. Quando l’errore ti condiziona tutta una gara e il tuo compagno vince.

    Ecco, difficile poter sostenere qualsiasi tesi difensiva. Valtteri Bottas fa un errore da principiante in Cina. Dietro la safety car va in testacoda e sprofonda in 12ma posizione. Gara compromessa e prima delusione dall’avventura Mercedes. Delude perché il team chiede anzitutto costanza di risultati, il più vicino possibile a Hamilton. In Cina è mancato e dovrà cambiare registro già dal Bahrain per non far addensare pericolose nubi sulla sua “adeguatezza” a ricoprire il ruolo di “spalla” di Hamilton.

    DIFESA - Andiamo piano con le critiche, siamo solo alla seconda gara e le condizioni di pista erano molto difficili a Shanghai. Non è stato l’unico a sbagliare, purtroppo per lui l’ha fatto in un momento chiave della corsa. In qualifica, però, ha espresso la velocità buona per restare vicino a Hamilton e in partenza è stato aggressivo su Vettel. Diamogli ancora il tempo di esprimersi come sa fare, dopodiché si tirerà un bilancio più completo.

    ACCUSA - Viene fulminato in staccata da Verstappen quasi fosse uno fermo, lui che ha la fama di essere gran staccatore. Daniel Ricciardo porta a casa appena un quarto posto in Cina. Verstappen da due gare va all’arrivo ed è stato sempre davanti al compagno di scuderia, al netto del problema tecnico in qualifica. Da Ricciardo ci si attende molto di più. In parte ha dimostrato di saper recuperare nel finale di gara, fino ad aprire una lotta mai davvero ristretta. E’ mancato però nel duello corpo a corpo a inizio gara, scenario che lo ha ridimensionato in Cina rispetto a Verstappen. Anche qui urge risposta al più presto, per non finire a essere il secondo pilota Red Bull.

    DIFESA - Verstappen ha fatto un capolavoro, come spesso ci ha abituato in condizioni di pista difficili. Ricciardo non va dimenticato come velocisticamente abbia rimontato nel finale di gara e come debba fare i conti con una Red Bull in deficit di carico aerodinamico e di potenza. Certo, il confronto con Max lo vede sconfitto dopo Shanghai, aspettiamo però di misurare la partita su altri episodi, perché come ha detto lo stesso Ricciardo, non poteva correre rischi di rovinare la gara di entrambi con un attacco al limite, viste le condizioni dell’asfalto. Ha preferito portare a casa il risultato anziché azzardare, visione matura di chi ha pensato anzitutto alla squadra.

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