GP Corea F1 2013, anteprima: Yeongam, ancora una volta (purtroppo)

Il rapporto tra Kimi Raikkonen e la Lotus è ai minimi termini

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    F1, GP di Corea La Gara

    AP/LaPresse

    Eravamo tutti lì con le dita incrociate, pronti a brindare per la defezione del Gran Premio di Corea dal calendario 2014, invece, toccherà fare i conti con Yeongam, la sua desolazione, il suo circuito privo di un perché, ancora per qualche anno almeno.

    Negli occhi ci sono le immagini della prima edizione, targata 2010 eppure lontana un secolo: i muretti in cemento posizionati nel nulla, là dove ti chiedi come mai non ci sia una via di fuga ampia. Misteri firmati Tilke. O, ancora, gli spalti deserti, a raccontare chiaramente come interessi solo a Ecclestone e pochi altri la Formula 1 in Corea del Sud.

    Tracciato veloce quello di Yeongam, con due-tre punti per azzardare l’attacco, un misto veloce che esalta l’aerodinamica e l’incognita meteo a mescolare un po’ le carte. Per domenica è data pioggia, dopo due giornate in cui dovrebbe resistere l’asciutto.

    I 5 chilometri e 600 metri partono con una staccata decisa, dove tentare il sorpasso o preparare alla perfezione l’accelerazione dalla curva 2-3, perché il secondo allungo è quello buono tra scia, kers e Drs – l’ala mobile si potrà usare su entrambi i rettilinei -. Primo settore da stop&start, brusche frenate e ripartenze repentine, si arriva così alla curva 5, altra opportunità offerta a quanti dovranno rimontare posizioni. Finiscono qui le chances, con il T2 e T3 fatti di traiettorie uniche, da pennellare e sfruttare il carico aerodinamico della monoposto. Si viaggerà con livelli medio alti, standard da Suzuka per avere un riferimento. A voler pronosticare verdetti, potrebbe essere pista amica per la Ferrari: soffrire nel T1 per poi tenere il passo nel T2 e T3 non è utopia. Basterà per minacciare le Red Bull, da venerdì se ne saprà di più.

    A Maranello, intanto, guardano in faccia la realtà, ed è il Nick Tombazis ad ammettere come non sia solo questione di gomme il ritardo prestazionale accumulato dalla F138. «Sarebbe superficiale accusare le gomme come unica ragione delle nostre prestazioni. Gli sviluppi non sono stati sufficientemente forti e non hanno funzionato. Per noi la galleria del vento è stato un punto debole (Ferrari ha utilizzato l’impianto della Toyota in Germania per ammodernare quella di Fiorano; ndr) nel confronto con i nostri avversari. Ci sono stati problemi con quella che è la qualità dei flussi che non era uniforme come sarebbe dovuta essere; questo ci ha portato a non poter utilizzare un modello in grande scala come avremmo voluto».

    C’è di più nelle parole di Tombazis, c’è quella che dispiace leggere come una carenza di mezzi, ma così si presenta: «I nostri dati e la strumentazione erano piuttosto obsoleti così non abbiamo potuto condurre tanti run ed esperimenti al giorno, il che è stato un po’ uno svantaggio». Per il futuro, il greco si dice nonostante tutto ottimista: «Quando saremo pienamente a posto e operativi non saremo più in svantaggio rispetto agli avversari». Speriamo, aggiungiamo noi.

    Sempre in ottica Corea, Yeongam, l’appuntamento di domenica, ci sono notizie rassicuranti su Kimi Raikkonen. Il finlandese, dopo la gara straordinaria di Singapore, non ha del tutto risolto i problemi alla schiena, ma sarà regolarmente al via con la Lotus. Troverà un circuito meno esigente di quanto non sia stato quello di Yas Marina, costellato di sobbalzi e irregolarità. Tuttavia, per risolvere definitivamente gli acciacchi, Raikkonen potrebbe decidere di sottoporsi a un intervento chirurgico una volta concluso il mondiale 2013.

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